martedì 12 novembre 2013

Isola di Vis (Lissa) - Vacanze croate terza parte

Vis è un'isola meravigliosa dal punto di vista naturalistico, un'isola speciale con un carattere forte. 
Ma forse questo non basterebbe a spiegare perché ci sia tornata varie volte. Forse per spiegarlo dovrei dire
che è lì, in quell'isola in mezzo all'Adriatico, fino a pochi anni fa sconosciuta al turismo di massa, che conservo l'ultimo ricordo più bello della mia infanzia. 
Lì ho passato l'ultima mia estate di bambina. Quell'autunno poi è successa una cosa, una di quelle cose che ti fanno crescere. Succede! Un attimo prima sei una bambina, tutto è bello e senza macchia, poi invece succede qualcosa che ti fa crescere e quando ti volti quella bambina spensierata che crede che il mondo sia solo rosa non c'è più.
C'è una specie di ragazzina, non più bambina, non ancora adolescente.
Ed è quindi normale che quando ripensi a Vis, a quell'estate del 1990, dopo la quale tutto è cambiato, per me, ma anche per l'isola stessa (*) mi si gonfi il cuore di gioia e che ogni volta che devo leccarmi qualche ferita io torni da lei. Per sentirmi un po' come allora...con i pensieri leggeri, il cuore che vola come un palloncino...
E funziona, eh...

Però, come ogni volta che devo parlare delle cose che più amo (che siano libri, films o posti visitati) mi trovo sempre in difficoltà. E' facile parlare delle cose che mi piacciono, ma parlare delle cose che amiamo visceralmente, al di là di ogni obiettività è maledettamente difficile. Ho sempre paura di non rendere bene l'idea o allo stesso tempo di sollevare troppo aspettative, ho paura di banalizzare un sentimento e di non riuscire a rendere giustizia a tanta grazia...ma ci proverò lo stesso...regalandovi alcune delle immagini che conservo nel mio cuore.


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Un pomeriggio di Ferragosto a passeggiare per le strade acciottolate di Kut, vento caldo in faccia, il cielo di un blu accecante, bere limonata in un bar tra pietre antiche e alberi da cui filtrava la luce gentile...

Pomeriggi tardi ad ascoltare musica sul balcone di casa...

 guardando la baia di Vis punteggiata di vele e baciata dal sole...

Una sera a piedi, da sola, in cerca di un bancomat funzionante, facendo finta di essermi persa tra i vicoli di Luka, intrufolandomi nelle stradine più nascoste trascinata dal vento, sabbia tra le mie dita e il rumore che fa quando ti togli le infradito e la calpesti camminando sulla strada lastricata, con la Reflex che mi sbatte sul petto, quasi un secondo battito del cuore. E vedi un bambino che vende conchiglie e ricci di mare fatti seccare al sole, sul suo banchetto improvvisato per gioco...e vedi i camerieri che mangiano sul retro dei ristoranti bevendo una birretta a canna e ridendo tra loro. Poi passi accanto a una casa con la finestra aperta e ti metti a spiare, perchè senti il profumo del pomodoro e dell'aglio che cuociono insieme e vedi una signora grassa che cucina con delle pentole smaltate a motivi floreali anni '70 e ti ricordano le pentole che usava tua nonna e ti piacerebbe entrare scavalcando la finestra e metterti a cucinare la zuppa di pesce con la sciura...

Un pomeriggio, poi, tornare a Rukavac e ritrovare la baia che ti sembrava tanto immensa 23 anni fa, un po' meno 9 anni fa e ora che è costellata di barche e barchette ancora meno. Ti tuffi dagli scogli e ricordi quell'Agosto 1990 quando con tuo padre nuotasti fino in fondo alla baia... Ritrovare la piccola grotta ti causa un tuffo al cuore, in fondo alla baia nulla è cambiato, le tre case in pietra sono sempre le stesse. Un pescatore mi guarda incuriosito, quasi nessuno va a nuotare lì, rimangono tutti nella zona degli scogli piatti, verso il mare aperto. Quel pescatore non può capire l'immensità di quel mio momento.
Poi, per chiudere il cerchio, tornare alla baia di Rogacic e ritrovare la casa del nostro amico Serbo che nel 1990 ci faceva usare il suo molo intanto che finiva di costruire la sua casa, il suo buen ritiro per lui e per sua moglie che era Croata di Spalato e che è morta di cancro 10 anni fa. La sua casa ora è finita, al molo hanno aggiunto una scaletta per facilitare la discesa in mare. Quanta malinconia in quei 10 metri quadrati di cemento... La figlia del Serbo non è simpatica e accogliente come i genitori, mi guarda malissimo quando mi vede risalire dal sentiero che dal molo porta alla stradina, suo padre invece ci offrì il suo molo, della limonata e ci invitò a pranzo da lui, pescò degli sgombri e qualcos'altro, ma io ricordo quegli sgombri, così saporiti cotti sulla brace e conditi solo con del limone e un po' di olio...
Poi arriva una vecchia con un cane, mi ci metto a parlare, io in Italiano, lei un po' in Italiano, un po' in Tedesco e un po' in Croato, ma ci capiamo. Ha tantissime rughe e un solo dente...e io vorrei tanto fotografarla, ma non posso. Si mette quasi a piangere quando le dico che venivo lì da bambina...

Nel porticciolo di Kut incontrare un micio in cerca di coccole e passare un'ora a guardare Stella che gli parla e lo segue ovunque...il sole delle cinque che faceva brillare il mare e il rumore dei bicchieri e delle posate delle konobe che si preparano per gli avventori della sera...



Fare un giro in barca e trovare un posto così...con l'acqua di smeraldo fuso...


Andare a piedi da Luka a Kut mangiando un gelato, spiando tutte le bottegucce , i locali chic e i boutique hotels che 23 anni fa proprio non esistevano, rimpiangere un po' quell'epoca selvaggia e poi ammettere che però anche così l'isola ha il suo fascino e che ti piacerebbe proprio una serata in quel ristorantino a lume di candela, con le tovaglie color lavanda e i piatti della tradizione isolana rivisitati in chiave moderna...


Passeggiare da sola in cerca di scorci da fotografare e sedersi a osservare la barche e a scrivere sulla moleskine e poi accorgersi che il tuo culo è seduto su questo:


Alzare lo sguardo e ricordarti di quel mattino di giugno, era il 2004, in cui aveva appena smesso di piovere e avevi visto arrivare i bambini con il pullmino della scuola, erano scesi e si erano messi a saltare nelle pozzanghere, il cielo grigio squarciato di azzurro...


Ritrovare la Gostionica, una delle poche allora esistenti, dove 23 anni fa andavi spesso a mangiare e ricordare quella mattina al porto con tuo padre e il vostro amico Angelo in cui cercavate un caffè e un succo di frutta e invece vi ritrovaste a mangiare pesciolini fritti e bere vino bianco (non io ovviamente...).


Andare alla ricerca del Pod Morvu e ritrovarsi sulla strada che porta alla grotta di Tito (Titova Spilja), perdersi e poi fumare una sigaretta guardando il panorama, con l'aria frizzante come se fossimo in montagna e il profumo del bosco mischiato a quello del mare...

La saluto un mezzogiorno assolato, assolutamente certa che non è un addio, ma l'ennesimo arrivederci e chissà quante altre facce cambierà l'isola prima che io vi faccia ritorno.

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PS: nel prossimo post vi darò i consigli più pratici per visitare l'isola...dove dormire, dove mangiare, cosa acquistare, cosa fare con i bimbi piccoli e le spiagge imperdibili...e sono tanteeeeeee...

(*) Dopo quell'estate scoppio la guerra per l'indipendenza della Croazia e l'isola fu nuovamente chiusa al turismo essendo base militare.



domenica 3 novembre 2013

I fiori dei miei viaggi

 Le Rose di Sarajevo (Io guardo quelle strade, quei tigli, quei palazzi color piombo. Respiro. Perchè non siamo venuti prima? Questa città è una tasca per noi, è infilare le mani nel buio e sentire un calore che arrivi dal fondo.”)


Rosa di Sarajevo

Questa macchia rossa che sembra quasi un cuore è in realtà una delle tante "Rose di Sarajevo", ovvero tracce lasciate sull'asfalto dalle granate, in 4 anni di guerra ne sono state lanciate quasi 5 milioni...i "crateri" di quelle che hanno provocato più morti sono state riempiti di vernice rossa. 
Camminando per le strade della città capita di calpestarne una, ogni volta che mi succedeva il cuore mi si fermava in gola: su quell'asfalto che io stessa stavo toccando con i miei piedi erano morte delle persone, in un modo crudele e senza senso. A ricordarle non c'erano fiori veri, ma queste rose eterne, rosse come il sangue che lì era stato versato.



“La bambina sedeva in terra
Davanti a una pira di corolle
Fiamme d’inverno parevano.
Aiutami, sono stanca.
Spellammo rose fino al tramonto
Nell’odore troppo dolce
Stordente come droga.
Chi berrà tutta questa grappa?
Le chiesi.
Tu, se tornerai.
Non ero certo di ritrovare la strada.
Mi salutò dalla finestra
Il viso di gesso fuso
Le mani insanguinate di petali.”
(Gojko in "Venuto al Mondo" di Margaret Mazzantini)

Istanbul - Tulipani
Istanbul - tulipani vicino alla Moschea Blu



I tulipani sono sempre stati tra i miei fiori preferiti e quando sono andata a Istanbul ho scoperto che questo fiore non proviene dall'Olanda come credevo, ma dalla Turchia ed è pure il simbolo del Paese.
Mi è sembrato naturale sapere che il mio fiore preferito era legato alla mia città del cuore, quella a cui sento di assomigliare di più. Questi tulipani stilizzati si trovavano nel parco prima della Moschea Blu, nelle aiuole c'erano anche tulipani veri di ogni colore, da lontano i gruppi di donne che si recavano alla moschea sembravano tanti tulipani erranti con i loro veli di tutti i colori. 
Ho poi scoperto che anche il çay, ovvero il tè turco, viene servito in bicchierini a forma di tulipano stilizzato...quanti ne ho bevuti in quel viaggio! 
Ora ogni volta che a Marzo vedo i primi tulipani nei giardini o dal fiorista il mio pensiero vola a quella città magica, così piena di contraddizioni come me!

Bouganville, isola di Santorini
Bouganville, Oia, isola di Santorini - Grecia
Dì Bouganville e ti risponderò "Felicità"...è il fiore che a me riporta subito a ricordi allegri e spensierati perchè legato ai viaggi fatti in Grecia, quando ero più giovane, senza alcun pensiero o responsabilità, se non essere felici (cosa di cui in realtà dovremmo essere sempre responsabili). 
I petali secchi volavano e si rincorrevano la sera al tramonto, di giorni i petali fuxia brillavano al sole e si stagliavano contro il cielo blu cobalto che puoi trovare solo in Grecia grazie al Meltemi che fa da spazzino del cielo.
Questa foto è stata scattata sull'isola di Santorini, per la precisione a Oia, il paesino più caratteristico dell'isola. 
Ogni volta che penso alla Grecia non posso che pensare alla classica casetta bianca con le persiane blu e...una bouganville che l'avvolge!

(Con questo post partecipo al contest mensile "Il senso dei miei viaggi" questo mese dal tema "Fiori e piante dei miei viaggi" di Monica Viaggi e Baci)

PS: la prima foto mi è stata ispirata dall'intervista a Margaret Mazzantini comparsa sul sito Le Nuove Mamme e linkata su FB da Monica.

lunedì 28 ottobre 2013

Un anno (diamo un po' i numeri)

happy birthday blog

Il mio blog compie oggi un anno...di solito tutti dicono "Non pensavo di arrivare fin qui" e bla, bla, bla...ma nel mio caso invece, devo essere sincera, ero partita con un'idea di blog che è stata totalmente stravolta e soprattutto pensavo di essere molto più costante, ma siccome non mi smentisco mai (vedi post n.1) ho provato a non scrivere anche per un mese intero. 
Ma per me scrivere è un piacere, lo faccio solo quando me la sento e quando sono ispirata. 
Quando ho aperto questo blog pensavo più ad un mommy blog e invece, anche se la Pulci è praticamente onnipresente in ogni mio post più o meno in modo evidente, si è rivelato molto di più. 
Dalle statistiche noto che i post che piacciono di più al pubblico (ih ih mi viene da ridere...) sono quelli che parlano di viaggi, spero quindi di riuscire a farne il più possibile, sono quelli che mi richiedono più tempo, sia per scrivere che raccogliere gli appunti dalla mia moleskine oltre che per selezionare le foto.

Come pubblico siamo a poco meno di 6000 visitatori, un numero irrisorio, c'è chi conta 6000 visitatori in un solo mese (e chi mooooooooolti di più), ma non mi lamento perchè sono in aumento...di questi 6000 visitatori 5000 sono degli ultimi 5 mesi.
Il pubblico è più che altro italiano, ma ci sono moltissimi contatti dagli Stati Uniti e mi piacerebbe sapere se siano Italiani espatriati o meno, alcuni contatti dalla Croazia (chissà come mai) e poi pochi visitatori da Polonia, Olanda e Regno Unito.

Il post più popolare in assoluto è quello dove descrivo le spiagge Croate di sabbia seguito dal post "Croazia con bambini: sassi contro sabbia" e da "No stress in Cres".

La mia idea originale quando aprii il blog era anche quella di recensire ristoranti di Bergamo e dintorni adatti o meno a famiglie con bambini, ma fin'ora non l' ho mai fatto e spero di rimediare al più presto visto che sempre più gente viene  a visitare la mia bella città complice lo scalo di Orio al Serio a soli 15 minuti di pullmino navetta dal centro

Beh, vediamo che ispirazioni mi porteranno i prossimi 12 mesi, intanto cin cin e lunga vita a questo blog!!


domenica 27 ottobre 2013

Un week-end di Ottobre in Romagna...il nostro posto speciale

scorcio di Cesenatico

A volte non serve davvero andare lontano per staccare la spina, soprattutto se si ha la fortuna di vivere in un
Paese bello come la nostra Italia. Quest'anno poi ci sentiamo un sacco ricchi visto che la Pulci ha iniziato la
scuola materna e non abbiamo più il salasso dell'asilo nido (poco meno di 600 euro al mese, nido comunale...), quindi complice anche il fatto che avevamo un paio di amici e una cugina da andare a trovare abbiamo deciso di fare una mini-fuga in Emilia Romagna, soggiornando in un posto speciale dove noi eravamo già stati due anni fa in occasione del matrimonio dei nostri amici: Longiano, più precisamente Alloggio San Gerolamo.

La prima tappa è stata Cesena a trovare la cugina di mio marito che studia lì, abbiamo visto poco, ma mi sono innamorata di un negozio che vendeva Cupcakes e tutto l'occorrente per cucinarli.
Cupcakes...sweet passion!


Abbiamo gironzolato per il centro storico, bei negozi, un sacco di giovani (ma le ragazze a Cesena sono tutte altissime??) probabilmente per via dell'Università e un tripudio di locali e caffè trendy.

scorcio di Cesena


Nostra cugina abita proprio in centro, in una via un po' nascosta dietro a una piazzetta e siamo stati da lei a
pranzo, prima tappa mangereccia di quello che si è rivelato un week end all'insegna del buon cibo.

Nel pomeriggio eccoci a Cesenatico, dove ci siamo incontrati con i nostri amici e ci siamo fatti piacevolmente accompagnare in giro per questa bella cittadina, non me l'aspettavo affatto così!

Angoli nascosti, negozietti e botteghe curatissime, un forte legame al territorio circostante che si poteva notare dalla quantità spropositata di negozi che vendevano cibo a km zero, scorci inaspettati con case pastello e finestre fiorite per poi finire su quello che forse è il fulcro di Cesenatico: il Porto Canale, una via sull'acqua progettata da Leonardo Da Vinci.
Casa del fornaggio...chiedo asilo!!

Famiglie a passeggio

Sempre la casa del formaggio!!!Slurp!

scorcio di Cesenatico nei pressi del Porto Canale

Il Porto canale è forse lo scorcio più suggestivo di Cesenatico ed è il punto di riferimento sia per i turisti sia per i cittadini che vogliono fare una passeggiata.
Porto Canale

Le case pastello e le barche ormeggiate si riflettono nell'acqua del canale dove si trovano anche palafitte in legno che servono per pescare e riporre gli attrezzi della pesca oppure, debitamente ristrutturati, fungono da "seconde case" dove fare simpatiche cenette con gli amici.
Nel Porto Canale si svolgono anche feste, sagre gastronomiche nonchè appuntamenti della tradizione come la Cuccagna dell'Adriatico e Il Presepe della Marineria.

Per la gioia di Stella siamo stati a passeggiare sulla spiaggia, ma purtroppo per riparare la sabbia dalla forza del mare è stata fatta una sorta di muraglia di sabbia che quindi rende la passeggiata sulla battigia un po' più
complicata di quel che ci si aspetti (bisogna arrampicarsi sulla montagna di sabbia e poi scendere dall'altro lato).

Nel tardo pomeriggio arriviamo a Longiano, paese caratteristico situato sui colli dietro Cesenatico, nella Valle del Rubicone.L'atmosfera di quelle colline è quella dei posti genuini, quei posti dove prati verdi si susseguono a boschi e a borghi medioevali ricchi di storia e molto legati al territorio, con sagre gastronomiche, botteghe artigiane e il vino rosso di questa Valle che scorre a fiumi.
A Longiano da vedere c'è sicuramente il castello Malatestiano e un pezzo della via Emilia. Interessante è anche il teatro Petrella di fine Ottocento.
Ma un motivo per venire a Longiano, oltre al fatto che è indubbiamente un grazioso borgo non chè un ottimo punto base per visitare il territorio circostante, è l'Alloggio San Girolamo dove eravamo stati già nel 2011 e siamo tornati molto volentieri per via della bellezza delle camere, dell'accuratezza dei dettagli e per l'accoglienza calda e genuina dei proprietari.

Le camere più belle sono nella depandance di questo "Room and Breakfast", che in origine era una casa di campagna con la relativa attrezzeria. Sia la casa originaria che l'attrezzeria sono state ristrutturate e l'attrezzeria è diventata la depandance, con camera molto belle, arredate in stile Country ma con un tocco di modernità nei bagni. Fuori dalla camera si hanno a disposizione sedie e sdraio, anche a dondolo, per perdersi nella pace del luogo ammirando le colline e il panorama mozzafiato che si gode da quel lato della casa.

la depandance


Altro punto forte di questo Room and Breakfast è la colazione, d'estate servita in giardino e d'inverno servita nella sala dove si trova una bellissima vetrata e un camino che crea un'atmosfera calda e invitante.

Yogurt e dolci sono fatti tutti dalla compagna e dalla mamma del proprietario e vi assicuro che da soli valgono la permanenza in questo Room and Breakfast dall'atmosfera unica che non ha nulla da invidiare a quella della campagna toscana, ma dai dai prezzi decisamente più contenuti.








Pregustando già la colazione della mattina dopo, ci siamo preparati per la cena a casa dei nostri amici: è stato un tuffo nella gastronomia più autentica e godereccia della Romagna!!! Dani e Luca ci hanno accolto nella loro bellissima casa, tra colline e mare, e ci hanno fatto assaggiare una decina di formaggi del posto accompagnati da marmellatine fatte in casa da loro e la bellezza di 10 crescioni e due piadine (ovviamente divise in 4) tutte farcite in modo diverso e tutte preparate in casa da loro! Ovviamente per mandare giù il tutto sono scorsi fiumi di vino rosso prodotto dal papà di Daniela e quindi genuino al 100%! Per concludere in leggerezza un dolce al cucchiaio al mascarpone!! Penso di essere ingrassata di due kg in quei due giorni, non ho ancora avuto il coraggio di pesarmi!

Il giorno dopo abbiamo sconfinato nelle vicine Marche, siamo state a una sagra a Sant'Agata, nelle colline al confine con la Romagna, è uno dei centri più caratteristici del MONTEFELTRO,un bellissimo borgo medioevale con vicoli stretti culminanti in una piazzetta con un bellissimo castello.

golosi assaggi

Noi abbiamo al fortuna di capitarci durante la sagra del tartufo, ci sono decine di bancarelle una più "gustosa" dell'altra e per fortuna, visto che la Pulci giustamente reclamava la sua dose di attenzioni, ci sono le giostre!


Concludiamo il nostro week end godereccio al ristorante "Marchese - locanda del turista" dove con circa 30 euro a testa ci offrono il menù del giorno quasi interamente a base di tartufo.

La nostra minifuga è finita, ma ci porteremo nel cuore per giorni il calore e l'accoglienza della sorridente Romagna.

mercoledì 2 ottobre 2013

La creatività dei miei viaggi

 Quando ho letto il nuovo tema de "Il senso dei miei viaggi" di Monica di Viaggi e Baci sono scoppiata a ridere! Di solito la mia creatività si esprime dietro una fotocamera (con risultati scarsi per altro), ai fornelli (con risultati più che buoni) o, più spesso, scrivendo...ma poi, frugando nei cassetti della memoria, mi è venuto in mente che mi è successo anche di usare le mani e la creatività in altri ambiti...

Ricordo un viaggio in Germania nel 2004..Eravamo io, Robiola e la Totè, le 3MP, era il nostro viaggio annuale tra sole donne, la nostra "zingarata". Eravamo partite da Milano un mercoledì sera di inizio dicembre, viaggiavamo in treno, 2 cambi (a Verona e Monaco) per arrivare a Fuessen, paesino da fiaba. Volevamo visitare i castelli di Ludwig e i mercatini di Natale, doveva essere un tranquillo week end immerse nell'atmosfera del Natale, immaginavamo chiacchiere, merende in qualche Cafè e shopping sfrenato e invece quel viaggio si rivelò molto più movimentato.
In tre giorni riuscimmo a:
- vedere i castelli di Ludwig;
- fare l'autostop dopo che ci eravamo quasi perse nel tentativo di visitare il mercatino di Natale di un paesino di cui non ricordo manco il nome, paesino sperso nel nulla e nella nebbia;
- litigare con la padrona della pensioncina dove dormivamo;
- sentire un bel terremoto con epicentro a Freiburg (cosa più unica che rara un terremoto in Germania);
- bere litrozzi di birra scura (w la dunkel!! Sempre sia lodata), altro che cioccolate calde o tè delle 5;
- andare in treno ad Augsburg;
- "perdere" un bancomat e ridurci a fare la colletta per pagare la cena alla Totè rimasta al verde;
- litigare per un "villaggio natalizio" in ceramica trovato in offerta al supermercato di Fuessen... (*)

Tre giorni intensi dove non sono mancate le sorprese, sia belle che brutte, gli incontri (noi solo gente strana, eh...che se son persone normali non ci piacciono...), le cose belle di cui ci siamo riempite gli occhi, le chiacchiere e soprattutto le risate!! Come si sta bene insieme noi tre!!!
Al ritorno viaggiammo di pomeriggio, dovevamo ammazzare il tempo e con Roby iniziai a fare dei disegnini su un foglio...a turno disegnavamo qualcosa che per noi simboleggiava quel viaggio in terra crucca...
la Baviera secondo noi...
 Se guardate attentamente il nostro capolavoro troverete gli immancabili wurstel;  i Bretzel; delle belle pinte di birra schiumosa o di Dunkel; il tracciato del terremoto; un tronco con un chiodo (lo sport nazionale del sabato sera era piantare un chiodo con un solo colpo in un bel tozzo di legno); le case dall'architettura particolare; le chiese con il campanile a cipollotto; la "padella" con uova, pancettarösti; la Volks Bank, dove abbiamo visto il bancomat della Tatisch finire mangiucchiato e tritato...ma penso che la vera protagonista di questo quadro naïf  sia la tizia dell'albergo che ci cazzia urlando e incolpandoci di esserci sedute sul terzo letto (peccato mortale!!) e di averlo stropicciato...che noi dovevamo capirlo da sole che la stanza da 5 era un regalo per stare più larghe visto che eravamo solo in tre e invece, vergogna (!), avevamo usato il terzo letto (eh sì...per saltarci sopra cantando i Take That, ricordo della nostra pre-adolescenza perchè avevamo trovato su una tv locale uno speciale dedicato a loro) e ora lei avrebbe dovuto spendere ben 5 euro per far lavare le lenzuola (soldi che di sicuro avrà recuperato il giorno stesso visto che con -6*C all'esterno ci ha spento i caloriferi).
Mentre io mi dilettavo con penne e pennarelli il mio moroso, che mi aspettava alla stazione di Brescia, incontrava nella sala d'aspetto Giovanni Lindo Ferretti e, alla facciazza mia, ci scambiava anche quattro chiacchiere... Ovviamente quando sono scesa a Brescia il Giovannino se n'era già andato e io ho rosicato per le successive 48 ore. (Bugia: rosico anche adesso...)
Alla fine il foglio se l'è tenuto la Robiola, ma a Natale l'ha riutilizzato per farmi il biglietto di auguri con tanto di foto allegata! Mai biglietto fu più gradito!

Qualche mese dopo eccomi invece in terra Ellenica sempre in compagnia della Robiola, ma anche dei nostri rispettivi morosi e di un'altra coppia di amici, Silvia e Sugar.
Un viaggio desiderato e sognato da anni, l'emblema per me della vacanza ideale: a zonzo per le isole Greche, le Cicladi per essere più precisi, ovvero l'archetipo delle isole greche, tutte casette bianche e chiesine dalle cupole blu!
L'ultima tappa fu Naxos. Qui, diceva la guida, si trovavano in giro per l'isola vari Kouroi, ovvero statue greche a forma di uomo sovradimensionato. Singolare di Kouroi= Kouros e ovviamente per noi divenne subito "Kulos"...perdonateci, eravamo poco più che ventenni! Questi "Kulos" però erano stati nascosti davvero bene in giro per l'isola e con i nostri motorini ci mettemmo un pomeriggio intero a trovarne almeno uno. Il giorno dopo in spiaggia, una distesa chilometrica di sabbia dorata con dune e gigli selvatici, per gioco iniziammo a modellare un kouros, per fortuna con noi c'era la Robiola che stava studiando per diventare designer e infatti se il risultato è stati più che buono lo dobbiamo a lei. Presi dall'entusiasmo ci cimentammo anche con piramidi e palazzi dallo stile orientaleggiante! Iniziavamo ad attirare l'attenzione e non potete capire le risate quando una coppia di Italiani passando commentò "eeeeeh, ma questi sono professionisti, devono farlo di lavoro mi sa"

Kouros, piramide e una sottospecie di Taj Mahal...
Anni e anni dopo quel viaggio alle Cicladi, partii per il mio "viaggio" più bello. Era l'estate del 2010 ed ero incinta. Dopo un inizio burrascoso venne Agosto e con lui oltre alle belle giornate (aveva piovuto praticamente sempre da maggio a metà luglio) venne anche la felicità. Una felicità piena, mai provata prima, che mi faceva esplodere il cuore, che mi faceva sentire vibrante e in pace con il cosmo, una felicità che mi sembrava di volare come appesa a un palloncino. E' stata come una lunghissima vigilia di Natale. A metà luglio scoprii di aspettare una femminuccia e ad Agosto iniziai a sentirla muovere dentro di me.
Chi non ha provato quest'emozione non può capire fino in fondo. A me mandava giù di testa, rivivrei altre 10 gravidanze solo per rivivere quella sensazione.
E così quando partii per la montagna iniziai a scrivere un quadernetto, che ora per leggerlo mi devo fare di insulina talmente è sdolcinato. Scrissi per tutta l'estate, anche dopo, in Sicilia (la Pulci sembrava amare molto la granita di gelsi e gli arancini!), ogni giorno trovavo un minuto per buttare giù le mie emozioni. Scrissi per i restanti 6 mesi (ebbene sì...la mia gravidanza è durata quasi 10 mesi...42 settimane per l'esattezza...e sarebbe durata ancora di più se non fosse arrivata un'ingiunzione di sfratto esecutivo di nome "INDUZIONE") e anche per i due anni successivi alla nascita della Pulci. Ma dei due diari scritti in questi anni il primo è quasi totalmente frutto di quell'estate strana, dove mi sembrava di vivere per l'ultima volta certe emozioni, perchè dopo di lei nulla sarebbe stato più lo stesso.
diario del mio "viaggio" più bello...
"Un senso di pienezza mi pervade oggi. Da qualche giorno ti fai sentire, come un frullio di ali nella pancia, come un pesciolino che sguscia fuori dal nascondiglio, un piccolo pulcino che frulla le ali piccine picciò"

Con questo post partecipo all'iniziativa di Monica Viaggi e Baci per "Il Senso dei miei Viaggi".
(*) Alla fine abbiamo preso l'ultimo villaggio di Natale rimasto sugli scaffali, l'abbiamo aperto e ci siamo suddivisi i pezzi...a me è toccata la chiesina, una casa e un albero di Natale...

martedì 24 settembre 2013

martedì 17 settembre 2013

Dugi Otok - l'Isola Lunga - Vacanze Croate Prima Parte

Atmosfera Dalmata...
Sono stata innumerevoli volte in Croazia e devo ammettere che sono sempre stata attratta dalle isole del Sud, quelle in provincia di Spalato e Dubrovnik, ma dopo l'esperienza super positiva dell'anno scorso sull'isola di Cres anche quest'anno ho voluto assaggiare un'isola a me nuova, questa volta in provincia di Zara, Dugi Otok, l'isola lunga.
Non l'avevo mai presa in considerazione, ma un mio amico qualche anno fa mi mostrò le foto di una spiaggia di sabbia bianca, con mare caraibico e rimasi a bocca aperta quando mi disse che si trattava di Saharun, a Dugi Otok.

Saharun, vista dalla strada che attraversa l'isola


Incuriosita incominciai a informarmi su internet cercando diari di viaggio, ma a parte un sito molto ben fatto
(Croazia Info) non trovai molto materiale. Capii quindi che Dugi Otok, nonostante questa rara spiaggia di sabbia, non fosse un'isola battuta dal turismo di massa.

Ora che ci sono stata ho capito perchè.
Dugi Otok è bella, ma non è per tutti.
Il paesino più grande, quello dove abbiamo soggiornato, si chiama Sali e non è altro che una decina di casette colorate che si specchiano nelle acque del porticciolo, una manciata di konobe, due bar e fine della storia.

Porticciolo di Sali
Porticciolo di Sali



Certo, poi ci sono le tante case in affitto e alcuni hotel abbastanza spartani. Non ci sono disco bar, discoteche o locali alla moda...quindi quando dico che è un'isola non per tutti, capite perchè. Ma il bello è quello!
Sembra un posto di altri tempi, un posto fatto per il relax, per dimenticare davvero la frenesia della città, dei ritmi pazzi ai quali

dobbiamo sottostare tutto l'anno. A Sali regna la tranquillità.











La sera i bambini si trovano nella piazzetta vicino al porticciolo e giocano per strada sotto lo sguardo sereno dei genitori che chiacchierano sui gradoni delle case o sulle panchine. I vecchietti fumano la pipa seduti sotto gli ulivi e le vecchine chiacchierano e fanno a maglia sedute su semplici sedie sistemate sotto la finestra di casa, per guardare la vita scorrere sotto i loro occhi, giù per la strada, un'usanza che mi ha ricordato tantissimo la mia amata Puglia.

Sali by night

Scorcio di Sali...non vi sentite rilassati solo a guardare questa foto?
scorcio di Sali

Una gelateria e una strana "biblioteca" completano la lista dei divertimenti serali di Sali.

Una strada attraversa l'intera isola, che come suggerisce il nome è lunga (45 km), ma molto stretta, il punto più largo è infatti di circa 5 km. Praticamente i panorami che si godono attraversandola per intero costituiscono già di per sè un valido motivo per visitare l'isola. Ci sono punti in cui si vede il mare da entrambi i lati, una fitta macchia mediterranea, pini, bianche scogliere e insenature piccolissime di sassi candidi, porticcioli con una manciata di case intorno, isole e isolotti, alcuni poco più grossi di scogli, che affiorano dall'acqua e si susseguono a perdita d'occhio.

Panorami mozzafiato

Gli altri paesini, che si trovano tutti esclusivamente sul lato est dell'isola, sono Zaglav, Luka, Brbinj, Bozava e Soline e provate a immaginare come possano essere se Sali, il capoluogo non chè il più grande paese dell'isola, è come ve l'ho descritto qui sopra.

SPIAGGE DI DUGI OTOK:
Dopo i panorami mozzafiato, il pezzo forte dell'isola è il suo mare pulito e cristallino. Purtroppo di spiagge non ce ne sono molte, la maggior parte della costa è rocciosa e ci sono spesso piattaforme cementate nei pressi dei paesini dove ci si può abbronzare e tuffarsi. Ad ogni modo ci sono alcune spiagge veramente notevoli e nonostante fosse agosto le abbiamo sempre trovate poco affollate, se non deserte come nel caso di Lopata (eravamo in 6 su tutta la spiaggia). L'unica spiaggia un po' più movimentata è Saharun, per il resto troverete solo spiagge selvagge non attrezzate dove la natura la fa da padrona.

Spiaggia di Saharun: è la spiaggia più famosa dell'isola nonchè l'unica spiaggia di sabbia. Per essere precisi la sabbia bianca è nel fondale e sulla battigia, ma il resto della spiaggia è di ciottoloni grossi e scomodi. Per ovviare al problema si può prendere in affitto un ombrellione con due lettini al costo di 15 euro al giorno. L'ombrellone è fatto con foglie e canne di bambù e si integra bene nel contesto naturale della baia che è anche zona protetta. Sulla battigia troverete molte alghe secche, quelle lunghe e nere, vi sembrerà un disagio, ma non azzardatevi a toglierle, fanno parte di un delicato ecosistema e ci sono tanto di cartelli che spiegano perchè le Posidonie (così si chiamano) non vanno spostate.
Il mare è davvero stupendo, una distesa abbacinante di azzurro chiarissimo e verde acqua, sembra di essere su una spiaggia dei Caraibi.
Sotto la pineta a destra della spiaggia si trova un bar-roulotte che serve panini, gelati e qualche piatto stuzzicante, mentre sul lato sinistro della baia trovate un beach bar molto bello gestito dagli stessi proprietari dell'Hotel Maxim, l'unico 4 stelle dell'isola, che si trova a Bozava e fornisce anche un servizio navetta da Bozava a Saharun tramite un simpatico trenino.
Se arrivate in macchina dovrete parcheggiare sotto la pineta nel parcheggio a pagamento, 2 euro per due ore, 5 euro se vi fermate tutto il giorno.
Wow!


Come vedete non è molto affollata nonostante sia la spiaggia più famosa dell'isola
Spiaggia di Veli Zal: è una spiaggia poco frequentata di fronte all'isolotto di Mezanj, troverete un cartello che la indica (con tanto di foto) sul lato sinistro della strada che attraversa l'isola, più o meno all'altezza di Dragove. Seguitelo e parcheggiate a 200 metri dalla spiaggia, purtroppo sotto il sole e parcheggio a pagamento. Seguite il sentiero e arriverete sotto una pineta dove un roulotte-bar con musica un po' reggae e un po' rock 'n' roll vi darà il benvenuto. Superata la pineta ecco una lunga spiaggia di ciottolini bianchi e grigi, acqua meravigliosa, fondale di ciottoli misto a sabbia chiara e un'acqua inaspettatamente caldissima.
Veli Zal

Scogli a Veli Zal

Spiaggia di Lopata: è una spiaggia poco frequentata, forse perchè praticamente attaccata alla famosa Saharun, fatto sta che il giorno che l'abbiamo visitata noi era inizialmente deserta e poi sono arrivate altre due coppie. Totale: 6 adulti e una bambina, la Pulci. Un vero sovraffollamento! La spiaggia si raggiunge a piedi superando Saharun (potete lasciare la macchina lì), sulla destra dove c'è il roulotte-bar parte un sentiero (sulla destra avrete la pineta, sulla sinistra il mare e gli scogli) che in 10/15 minuti di camminata vi porterà a Lopata, una strana spiaggia a forma di pala (lopata vuol dire pala) dove avrete il mare sia sulla destra che sulla sinistra. A seconda delle correnti un lato avrà il mare mosso e l'altro no. Quando ci siamo stati noi il lato calmo del mare era quello che si affacciava sulla baia di Saharun ed era anche il lato di spiaggia migliore, con sassolini più piccoli. La spiaggia è appunto di sassi bianchi, il mare è stupendo e sulla "pala" vi è una meravigliosa macchia mediterranea. Il fondale è molto interessante per fare snorkeling perchè a pochi metri dalla riva sott'acqua ci sono vari scogli stretti e lunghi che creano dei "canali" dove si concentrano miriadi di pesci. Unica pecca della spiaggia la mancanza totale di ombra naturale, l'ombrellone è d'obbligo e siccome non l'affittano dovete portarvelo dietro come abbiamo fatto noi. Portatevi acqua e provviste perchè il bar più vicino è quello di Saharun e ci vogliono 15 minuti di camminata sotto il sole.

l'affollatissima Lopata...ah ah ah 
Spiagge di Veli Rat: Vicino al faro di Veli Rat si trovano due bellissime spiagge di ciottoli bianchissimi, una sulla destra e una sulla sinistra del faro. Noi abbiamo scelto quella a sinistra perchè più selvaggia e con una battigia digradante che meglio si adattava alle esigenze della Pulci, il mare era bello in entrambe le spiagge, quindi la nostra scelta è stata puramente per questioni di praticità. Dietro la caletta inoltre c'è una fitta pineta dove potrete mangiare o farvi una pennichella senza aver bisogno di montare l'ombrellone. Per arrivarci seguite le indicazioni per il faro di Veli Rat e parcheggiate lì. Nei pressi dell'altra spiaggia si trova anche l'unico campeggio dell'isola di recentissima apertura (ha inaugurato quest'estate) non chè un bel bar-ristorante che serve cocktails, birre, gelati, bibite e alcuni piatti semplici come calamari fritti e cevapcici alla griglia. 

COSA VISITARE A DUGI OTOK
FARO DI VELI RAT:
se non soffrite di vertigini (come la sottoscritta, che ci ha tentato, ma poi arrivata in cima ha rinunciato ad uscire all'aperto) non potete perdervi una salita al faro di Veli Rat, costruito alla fine del 19°secolo e considerato uno dei più bei fari della Croazia. Dalla sua cima si gode un panorama MOZ-ZA-FIA-TO perchè dall'alto dei suoi 40 metri vi potrete godere una vista meravigliosa su Dugi Otok e sulle isole che la circondano. Se volete potete anche scegliere il faro per soggiornarvi, date un po' un'occhiata qui!
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RISERVA NATURALE DI TELASCICA: è una zona protetta, per visitarla bisogna pagare un biglietto d'ingresso di circa 3 euro, i bambini sotto i 7 anni entrano gratis. Si può visitare sia a piedi (un pezzo si può fare in macchina) oppure con una gita in barca che di solito comprende anche le "Piccole Kornati" visto che la punta dell'isola dove si trova la riserva di Telascica fa già parte del Parco Nazionale delle Isole Kornati. La Riserva è un posto fuori dal mondo...meraviglioso, da lasciare a bocca aperta! Noi l'abbiamo visitato in condizioni un po' estreme perchè faceva caldissimo (40°C) e avendo dimenticato a Bergamo lo zaino portabambino ci siamo portati la Pulci in spalla, a "spagoletta" come si dice dalle nostre parti e quindi è stato faticosissimo...ma ne è valsa la pena. Ci sono un paio di punti panoramici dove si ha una visuale fantastica sulla baia, un porto naturale costellato di isolotti brulli, il mare sembra quasi un lago perchè non si vede l'orizzonte
 Proseguendo a piedi si arriva a un altro punto panoramico dall'altro lato della baia che dà su delle scogliere bianchissime che in alcuni tratti sono più alte di 100 metri e dicono siano le scogliere più alte dell'Adriatico.

 Più avanti si arriva alla più famosa attrazione della Riserva, ovvero il lago salato Mir che dicono abbia proprietà medicamentose.
Che sia una gita in barca o a piedi (meglio se ve la sentite!), la Riserva di Telascica è una meta da non perdere!

PARCO NAZIONALE DELLE ISOLE KORNATI: da Dugi Otok si possono visitare le isole Kornati tramite gita in barca organizzata che potete prenotare in agenzia (a Sali) oppure chiedendo a un pescatore di portarvi, in questo caso vi chiederanno circa 100 euro per 4 ore (per 3 persone) oppure 150 euro per tutta la giornata e ovviamente sarà un'esperienza totalmente diversa da quella che potreste sperimentare con una di quelle gite organizzate con grandi gruppi di persone perchè potrete anche decidere mano a mano cosa vedere e potrete chiedere al pescatore di fermarsi ogni volta che vorrete fare un tuffo. Di solito è incluso il pranzo che consiste in pesce appena pescato, contorno, vino e acqua. Le Kornati sono un migliaio di isole e isolotti, alcune praticamente poco più grandi di scogli, che hanno la caratteristica di essere totalmente brulle e praticamente disabitate (tranne l'isola principale). Tanto sono spoglie in superficie, tanto i loro fondali sono rigogliosi, potrete vedere addirittura il corallo.

A DUGI OTOK CON BAMBINI PICCOLI
Se i servizi in generale sono già ridotti all'osso, potete immaginare che anche per i piccoli ospiti non vi sia granchè!
Ad ogni modo se venite a Dugi Otok con i vostri figli, di sicuro non potrete mancare di portarli a giocare con la sabbia di Saharun e con l'altalena appesa all'albero del roulotte-bar della spiaggia. Un'altra altalena fatta di corda e legno la troverete sotto il faro di Veli Rat. Il faro stesso rappresenta un'attrazione per i bambini più grandicelli che di sicuro vorranno provare l'avventura di salire per la sua scala a chiocciola e vedere il panorama dall'alto.
Nei paesini di Brbinj e Zaglav, nei pressi del porto, troverete inoltre dei parchi gioco, anche se decisamente essenziali, mentre a Sali durante la festa del paese che dura tre giorni e si tiene di solito durante il primo week end di Agosto, vengono montati i gonfiabili, le reti elastiche e ci sono i venditori di zucchero filato.

EVENTI: ogni anno, il primo week end di agosto si tiene a Sali una Festa che dura tre giorni, dal lunedì alla domenica. Per l'occasione il porticciolo cambia faccia e si abbellisce con bandierine e file di luci colorate.
Bancarelle durante la Festa

Si tengono concerti, anche di artisti famosi, si mangia per strada dove vengono allestiti vari stands che servono birra alla spina, cevapcici, sardine grigliate e vino locale. Per le strade donne, bambini e uomini sfilano con il costume tradizionale e mentre gli uomini suonano un corno di mucca seguendo la banda per tutto il lungomare, le donne e le bambine danzano. La festa culmina con la corsa degli asini, dove sia l'asino più veloce che il più pigro vengono premiati, e con i giochi per bambini quali staffette, corsa nei sacchi ecc...
Noi abbiamo avuto il piacere di capitare proprio nei giorni della festa ed è stato bellissimo vedere Sali cambiare faccia per 72 ore, l'atmosfera che si respirava era davvero autentica, anche gli abitanti degli altri paesini dell'isola sono venuti a Sali per godersi la festa e l'atmosfera. Si percepiva che non era una festa per turisti in cerca di folklore facile, ma che fosse una festa davvero sentita dagli isolani. Mi è piaciuta davvero un sacco, aveva il sapore buono e semplice delle cose genuine e il suono del corno di mucca (?) mi faceva venire i brividi.

DOVE DORMIRE:
HOTEL SALI: noi abbiamo soggiornato in questo hotel a 3 stelle, abbastanza semplice, ma pulito e in una posizione ottima, immerso in una profumatissima pineta e affacciato su una bellissima baia con acqua verde smeraldo. Purtroppo niente spiaggia, solo piattaforme cementate. Noi abbiamo scelto il trattamento in bed and breakfast, quindi pernottamento e prima colazione, e ci costava 82 euro al giorno (calcolando che la Pulci non pagava si tratta di 41 euro a testa al giorno comprensivi di tassa di soggiorno).
La colazione era discreta, tutta a buffet: pane nero, pane bianco, marmellatine, miele, cereali, yogurt, succhi di frutta, tè caldo, caffè e latte più tutta una serie di piatti salati, dal salame, al formaggio di Pag, dalle uova sode al prosciutto.
Dal centro di Sali dista solo 5/10 minuti a piedi, c'è il parcheggio, un ristorante a 100 metri dall'albergo (che per chi usufruisce della mezza pensione è il riferimento per la cena) e tramite la Reception si possono prenotare varie gite, anche in barca.
Il personale è cortese, ma poco sveglio...tanto per farvi un esempio, al nostro arrivo, ore 19:00, dopo una giornata passata in viaggio e poi in fila al  porto di Zara sotto un sole Africano, scendiamo dalla macchina carichi come muli con una bambina di due anni e mezzo e il tizio che ci accompagna alla camera continua a sorridere, fa i complimenti alla bambina, ma col caxxo kaiser che fa il gesto di portarci su per le scale anche solo un borsone...
La camera era pulita, arredata di recente, il bagno si è rivelato essere la parte migliore con un box doccia immenso. Altro punto forte: un bellissimo balconcino vista mare arredato di tavolino e poltroncine in vimini. Not bad!

Olte all'hotel Sali e al  faro già descritto sopra, l'isola ha altri hotel soprattutto a Bozava, dove il più bello è l'hotel Maxim, l'unico 4 stelle dell'isola. Questo sito mostra tutti gli hotel di Bozava e i relativi listini per la stagione in corso.

Un altra possibilità è affittare un appartamento, di sicuro è la soluzione più vantaggiosa, ma il problema è che le richieste sono superiori all'offerta e spesso, se non si prenota con largo anticipo, rimangono solo gli appartamenti più vecchiotti arredati male e spesso senza il box doccia (leggi=vasca da bagno o buco nel pavimento con tendina para schizzi  che non ripara proprio un bel niente), senza contare l'arredamento cupo con mobili scuri e inquietanti o che ricordano più una baita in montagna che una casa di mare. I prezzi degli appartamenti più belli e moderni spesso non sono molto inferiori a quelli dell'hotel che però includono colazione e pulizia, quindi è una scelta da valutare bene e soprattutto se volete trovare un buon alloggio a un buon prezzo vi conviene prenotare già a Marzo per Agosto.

Da quest'anno inoltre c'è anche la possibilità di campeggiare!! Prima non esistevano campeggi, benchè molti praticassero il campeggio selvaggio (o meglio abusivo) che però era ben tollerato.
Ecco il link del campeggio di Veli Rat, nuovo di zecca!

DOVE MANGIARE:
Ogni sera abbiamo provato un ristorante diverso e l'unico ristorante che si è rivelato davvero indimenticabile è lo "Spageritimo" che ha nell'insegna un pesce stilizzato. Si trova sul lungomare a destra del porto, è il penultimo ristorante (l'ultimo ristorante in fondo a destra invece lasciatelo dov'è, non metteteci piede...tempi biblici e cibo pessimo).
Qui ci siamo trovati davvero bene, personale molto simpatico e sveglio e cibo ottimo, pochi piatti sulla carta e un paio di piatti del giorno che cambiano a rotazione a seconda del pescato. Io ho assaggiato gli gnocchi fatti in casa con sugo di scampi e pomodorini e una bistecca di tonno che svengo solo a ricordarla...BUONISSIMAAAAAA si scioglieva in bocca!!
Dello stesso proprietario, sul lato opposto della baia, si trova il bar "Mareritimo" che è sempre affollatissimo perchè è l'unico bar un po' giovane dell'isola, con musica anche rock e una vasta selezione di cocktails.

COME ARRIVARE A DUGI OTOK:
Da Zara con traghetto Jadrolinja, fate attenzione quando consultate gli orari perchè alcune tratte sono per soli passeggeri senza trasporto auto. Ad Agosto ci sono solo 3/4 corse al giorno (a seconda del giorno della settimana) che trasportano sia persone che automobili.

ALTRE INFO UTILI:
SPESA:Per fare la spesa, a Sali troverete un solo minimarket, molto affollato d'estate, dove non riuscirete quasi a girare con il carrello e non sto esagerando, un paio di bancarelle che si affacciano sul porticciolo e vendono frutta e verdura e un paio di panettieri che oltre al pane vendono dolci, focacce, pizze e dell'ottimo Burek al formaggio (una sfoglia salata con formaggio di capra simile come consistenza al quartirolo o alla feta).
Negli altri villaggi dell'isola troverete almeno un negozietto che vende un po' di tutto, a Zaglav c'era anche un minimarket.

BENZINA: l'unica pompa di benzina dell'isola si trova a Zaglav, sul porticciolo.