domenica 28 giugno 2015

Sarajevo e le sue cento storie...Miniguida per chi la visita per la prima volta







Sarajevo è stata per 500 anni l'esempio di come diverse religioni (cristiana, ebraica e musulmana) possano convivere pacificamente e di come diverse culture possano addirittura fondersi, così come la gastronomia. Il conflitto degli anni '90 del secolo scorso ha impietosamente cercato di distruggere tutto ciò, ma non ci è riuscito completamente e ci sono tangibili segni di questa multiculturalità di cui i veri cittadini di Sarajevo vanno fieri. In poche centinaia di metri si possono trovare una moschea, una sinagoga, una chiesa ortodossa e una cattolica: in quante città al mondo è possibile tutto ciò? Quartiere austroungarico e ottomano (il vero cuore di Sarajevo, la Baščaršija) sono uno attaccato all'altro: il primo vi accoglierà con i suoi palazzi liberty, i suoi ampi viali, i negozi alla moda, i locali trendy, il secondo invece vi darà il benvenuto con il suo profumo di cevapcici che fa venire l'acquolina in bocca già di prima mattina, le sue viuzze strette e acciottolate, i negozietti e le botteghe in mattoni con le ante in legno che di giorno si aprono trasformandosi in panchine e di notte avvolgono completamente la bottega e il suono dei battitori di rame...qui il tempo si è fermato!




Lasciatevi trasportare dai profumi della città, bevete il caffè bosniaco (uguale a quello turco per intenderci) servito nei classici servizi in rame, accompagnato da zollette di zucchero e lokum, dei dolcetti simili a gelatine alla rosa...




rito del caffè
mangiate il Burek accompagnandolo con una bevanda allo Jogurt, provate i cevapcici originali cotti su pietra riscaldata a legna e serviti dentro al pane bosniaco chiamato Sámun con un contorno di cipolle tritate. Prendete il tram che fa il giro della città, ammiratela dal fiume, entrate nei suoi musei, soprattutto alla mostra fotografica permanente che racconta gli anni dell'assedio. Ammirate la Vijećnica, la Biblioteca Nazionale, con l'inconfondibile ed eclettico stile moresco, salite alla Bijela Tabija, la Fortezza Bianca, e ammirate la città e la sua valle . Seguite le tracce dell'erede al trono , Francesco Ferdinando, e del suo assassino, l'anarchico Princip e scoprite la loro storia, l'incipit del Secolo Breve. Oppure seguite le tracce del recente conflitto, visitando il Tunnel vicino all'aeroporto, un tunnel di nemmeno un km che collegava la città (interamente isolata) alla zona dell'aeroporto (zona neutrale dove stavano le Nazioni Unite), il che permise alla città di avere clandestinamente cibo e armi per difendersi, visitando le mostre dedicate all'assedio della città e i luoghi simbolo (come il Markale o appunto la Biblioteca Nazionale, che venne bombardata dai cetnici per essere il simbolo della città, il rogo della cultura e della civiltà).


interni della Biblioteca Nazionale




il Markale

Markale
Markale


Da non perdere i mercati di Sarajevo, il Markale in primis, dove troverete frutta e verdura biologica, portata in città dai contadini che abitano appena fuori Sarajevo e il Tržnica, il mercato al coperto della carne e del formaggio fresco (entrate digiuni, perché tutti vi offriranno un pezzo di formaggio o di salsiccia o un frutto...)

Tržnica

Tržnica - quanto formaggio mi ha fatto assaggiare la signora??


Infine concedetevi una buonissima birra allo storico birrificio, la Sarajevska Pivara, anche solo per vedere i suoi lussuosi interni e per l'atmosfera.

Promesse mantenute:
Sarajevo non vi deluderà: la città è davvero un mix irresistibile di oriente e occidente ed è satura di storia, quindi non potrà che incantarvi.

Sorprese che non ti aspetteresti:
La vivace vita notturna! La città è piena di ristoranti, cafè, locali alla moda dove bere qualcosa o ascoltare musica dal vivo, che sia rock o una struggente Sevdalinka. D'estate poi, soprattutto durante il Sarajevo Film Festival, vi stupirete di quanta gente c'è in giro e di quante feste e concerti animano la città.





Vai per la prima volta? Non devi perdere:
Ecco i miei personalissimi suggerimenti nel caso andaste per la prima volta a Sarajevo
e aveste poco tempo, diciamo un giorno e una notte:
- Bascarsija: Iniziate la vostra visita dal cuore della città, il quartiere ottomano chiamato Baščaršija, perdetevi tra i suoi vicoli, entrate nelle sue botteghe, gustatevi un caj (tè) o un caffè e ammirate il lavoro dei battitori di rame, infine arrivate nella “piazza dei piccioni” e ammirate il Sebilj, la fontana in stile ottomano, ispirata a una fontana di Istanbul (curiosità: un'altra fontana identica si trova a Belgrado e fu donata dalla città di Sarajevo alla capitale...bei temp! La guerra era ancora lontana!).


- Dalla Baščaršija seguite il cupolone che si vede alla vostra destra quando arrivate nella piazza del Sebilj: è la bellissima Biblioteca Nazionale appena restaurata.
- Dalla Biblioteca Nazionale seguite il fiume e ammirate i diversi ponti sulla Miljacka, in particolare lo storico Ponte Latino, dove l'anarchico Princip sparò il colpo che uccise l'erede al trono Fancesco Ferdinando.


Nel cuore della Bascarsija: battitore di rame al lavoro 



- continuate a camminare fino ad arrivare al Museo Storico di Sarajevo. L'edificio è poco curato e sui muri esterni ci sono ancora i fori lasciati dai proiettili (forse è stato lasciato così intenzionalmente, come testimonianza della guerra), ma l'interno è interessantissimo, soprattutto la mostra fotografica riguardante i 4 anni di assedio. Nell'area della mostra fotografica ci sono anche delle ricostruzioni su come venivano ri-arrangiati gli spazi interni delle case private durante la guerra (mobili attaccati alle finestre per ripararsi dai proiettili dei cecchini, si viveva in un unico ambiente per scaldarsi durante il freddo inverno bosniaco, si usavano tavoli e sedie come legna da ardere ecc...)
- Ora prendete il tram e tornate in centro. Rientrate nel centro storico all'altezza della Piazza degli Scacchi e visitate la Chiesa Ortodossa. Ammirate i bei palazzi in stile liberty e mentre ritornate verso la Bascarsija visitate la Cattedrale Cattolica e la Sinagoga. Nella zona della cattedrale cattolica mentre camminate fate caso a delle chiazze rosse sul selciato: sono buchi delle granate che hanno fatto parecchi morti riempiti di vernice rossa in ricordo del sangue versato dalle vittime. Queste chiazze rosse sono chiamate “Le Rose di Sarajevo”.
- Rieccovi ora nella Bascarsija: è giunta l'ora di visitare la più bella moschea di Sarajevo, ovvero la moschea Gazi Husrev-beg (dal nome di colui che la commissionò) risalente al 1531(data del completamento). Essa è considerata il più importante esempio di architettura islamica della Bosnia e uno dei migliori esempi al mondo di architettura ottomana. Venne costruita da Minar Sinan un importante architetto ottomano che anni dopo costrui la moschea di Solimano a Edirne in Turchia.



- Ora sarete stanchi e magari assetati, allora perché non andare a bersi una birretta allo storico birrificio di Sarajevo? Uscite dalla Baščaršija e risalite la Miljacka fino al Ponte Latino, attraversatelo e dirigetevi verso la Chiesa cattolica di Sant'Antonio, poco dopo troverete la Sarajevska Pivara, sulla vostra sinistra, un bell'edificio rosso, una gioia per il palato, ma anche per gli occhi

Il birrificio fu fondato nel 1864 e non smise di funzionare, in un certo senso, nemmeno durante il conflitto degli anni 90 perchè era l’unico posto in città in cui ci si poteva rifornire di acqua potabile grazie alla sorgente sotto l'edificio, la stessa usata per fare la birra. La gente attraversava la città con quante più taniche poteva, rischiando ogni volta la vita perchè per arrivare al birrificio bisognava passare in alcune delle vie più pericolose della città, esposte alla vista dei cecchini. Molti facevano il giro più lungo, ma al ritorno , con le taniche cariche d'acqua, era molto difficile. Il locale è molto suggestivo, la luce è soffusa, l'arredo è in legno, i lampadari antichi e maestosi. Si può anche cenare, oppure si può semplicemente bere una birra ...e che birra! Hanno sia la birra chiara che scura (tipo le dunkel tedesche), hanno la birra radler (aromatizzata al limone) e anche la birra analcolica .


Fuori dai “sentieri” più battuti: Se vi fermate a Sarajevo qualche giorno magari troverete il tempo di visitare i suoi interessantissimi dintorni, infatti appena fuori dalla città è la natura a farla da padrona, regalandoci posti magnifici come Vrelo Bosna, ovvero la sorgente del fiume Bosna che da il nome alla nazione.
Si trova a 15 km dalla Baščaršija vicino alla cittadina di Ilidža ed è raggiungibile via taxi o col Tram numero 3 Ilidža - Baščaršija direzione Ilidža fino al capolinea-
La sorgente è circondata da uno stupendo parco abitato da scoiattoli, anatre e cigni. Seguendo il percorso dell'acqua a ritroso e troverete la sorgente che sgorga da sotto la montagna. Il posto è magico in qualsiasi stagione: ricoperto di neve in inverno, fiorito e rigoglioso in primavera e estate (posto ideale per un pic nic o se siete a Sarajevo con i vostri bimbi) e ridondante di colori in autunno.

Dariva: nel punto piú orientale dove finisce la cittá, oltre la Biblioteca Nazionale, si trova la regione di Dariva.
E' un luogo apparentemente solitario che costeggia da una parte il fiume Miljacka, dall'altra le rupi calcaree ed è ideale per una passeggiata rilassante e totalmente fuori dalla cittá ma raggiungibile a piedi dalla Baščaršija in soli 10 minuti.
La strada è la vecchia via per Istanbul e porta fino all'antico ponte ottomano Kozija Ćuprija, ovvero “il ponte delle capre”.

Skakavac: si tratta di una cascata di 98 metri di altezza immersa nel piú profondo dei boschi, appena fuori dalla cittá. Ovviamente è quasi impossibile raggiungere questo luogo senza un mezzo proprio, ma se arrivate a Sarajevo con la vostra auto, non perdetelo.
Senza l'uso di mezzi propri, raggiungere Skakavac richiede una giornata abbondante di cammino.
Lupi, Orsi, Volpi, Lepri, Cinghiali e Caprioli sono gli abitanti del parco.

Perchè andarci nel 2015?
Se passate da Sarajevo quest'anno, vi consiglio di non perdere la mostra su Srebrenica (Srebrenica Exhibition), nella piazza dove si trova la Cattedrale Cattolica (non potete sbagliarvi, è pubblicizzata bene all'esterno) . La mostra è incentrata sul genocidio di Srebrenica: il 9 luglio 1995, la zona protetta di Srebrenica e il territorio circostante furono attaccati dalle truppe della Vojska Republike Srpske, e dopo un'offensiva durata alcuni giorni, l'11 luglio l'esercito serbo-bosniaco riuscì ad entrare definitivamente nella città di Srebrenica. Gli uomini dai 12 ai 77 anni furono separati dalle donne, dai bambini e dagli anziani, apparentemente per procedere allo sfollamento, in realtà vennero uccisi e sepolti in fosse comuni. Si stima che siano stati uccisi più di 8000 uomini, anche se fonti non ufficiali dicono siano stati 10.000. All'ingresso della mostra c'è una parete con l'elenco dei nomi delle vittime. All'interno c'è una mostra fotografica e degli schermi proiettano a rotazione le interviste delle vedove e delle madri di Srebrenica (questi video si alternano a un documentario sull'assedio) . Tutto molto toccante, anzi, direi straziante, ma conoscere questa storia penso sia un dovere, soprattutto per rispetto alle vittime.

Forse la “novità” più interessante del 2015 è la Biblioteca Nazionale, come dicevo sopra è stata appena restaurata (l'inagurazione è della scorsa primavera) dopo che un incendio provocato da una granata durante l'Agosto 1992 la distrusse quasi completamente, così come venne distrutto un altissimo numero di libri, tra i quali c'erano anche dei manoscritti dal valore inestimabile. La scorsa estate era visitabile solo l'ingresso, ora si possono visitare anche le sale al piano superiore.


Sarajevo Film Festival Se passate da Sarajevo in Agosto , sappiate che dal 4 AL 22 AGOSTO 2015 si terrà la 21esima edizione del Sarajevo Film Festival, il più importante film festival dell'Europa Orientale. La prima edizione si tenne tra la fine di Ottobre e l'inizio di Novembre 1995 mentre la città era sotto assedio: come si fa a non amare questa città??? Oltre a cortometraggi e lungometraggi attorno al Festival gravitano eventi, feste e incontri con le “celebrità”...la città in quei giorni è in fermento, una continua festa! Da non perdere!

Infine, se siete appassionati di arte contemporanea, non perdetevi il Centar Skenderija che fu eretto nel 1969 ad uso di eventi culturali, fieristici e sportivi. Durante le Olimpiadi del 1984, nel palazzetto centrale si tennero le gare di pattinaggio e di hockey su ghiaccio. Recentemente è stata riaperta l'esposizione di arte contemporanea “Ars Aevi” grazie a un importante contributo dell'Ambasciata Italiana


Zona strategica dove alloggiare:
La maggior parte degli ostelli sono proprio vicino alla piazza del Sebilj, ma se volete una sistemazione meno spartana vi consiglio di prenotare una qualsiasi pensione appena fuori dalla Bascarsija e lasciare la macchina (nel caso arrivaste con un mezzo proprio) o in uno dei parcheggi custoditi a pagamento oppure nel parcheggio dell'hotel e poi spostatevi a piedi o con i mezzi e non prendete la macchina fino al giorno della partenza.
Altrimenti anche un hotel o una pensione nella parte “austro-ungarica” del centro è una buona idea.
Come pensione vi consiglio la Pansion Kandilj http://www.kandilj.com/ che si trova vicino al ponte Latino sulla sponda opposta alla Bascarisja e dispone sia di camere che di appartamenti. Le camere sono arredata in stile tipico sarajevese con molti richiami orientali. La colazione è abbondante ed è il personale è molto disponibile e gentile. Veramente consigliata per il rapporto qualità prezzo e per la vicinanza alla Baščaršija


La cucina (e qualche consiglio su dove mangiare):
La variegata cucina bosniaca vale da sola un viaggio a Sarajevo...diciamo che l'indiscussa protagonista è la carne, cucinata in vario modo, ma potrete trovare anche zuppe, verdure ripiene, e gli immancabili Burek (detti anche pita) ovvero delle sfoglie arrotolate ripiene di formaggio o carne trita o spinaci.
La cucina bosniaca ricorda molto la cucina greca e turca e in ogni caso ha tante influenze tante quante sono le genti e i popoli che sono passati da questa magnifica città...e così potete trovare il gulasch accanto al burek, dolci tipici della Mitteleuropa accanto ai lokum, cevapcici accanto ai dolma (verdure ripiene di carne e spezie)...
Ad ogni modo se penso alla cucina di Sarajevo sono questi i piatti a cui immediatamente la associo:
1) I cevapcici, forse il piatto più famoso della cucina bosniaca, ovvero delle salsiccette di carne bovina e ovina tritata a cui vengono aggiunte particolari spezie che gli conferiscono un sapore unico al mondo. Sul web troverete varie ricette per prepararli, ma in realtà la vera ricetta del Ćevápčići è segreta. Vengono preparati da macellerie specializzate di Sarajevo che poi li vendono alle Ćevabdžínica (locali specializzati in cevapcici, vengono serviti solo cevapcici) dove avviene la cottura e la preparazione del piatto.
Il Ćevápčići viene cotto su pietra riscaldata a legna e servito dentro al pane bosniaco chiamato Sámun (molto simile alla pita greca) con un contorno di cipolle tritate. Dimenticate la ajvar e le patatine fritte con cui vengono spesso serviti in Croazia o in altri posti più turistici. I veri cevapcici si mangiano così: con Samun e cipolle.
Si usa accompagnare ai cevapcici dello jogurt bianco, può sembrare un'abbinata stramba, ma è vincente...provare per credere!

2) Burek (o Pita...che non c'entra nulla con la pita greca, non fatevi trarre in inganno): i Burek vengono venduti o serviti in locali chiamati Buregdžinica (si legge Bureg-ginizza). Trattasi di una sottilissima pasta fillo arrotolata e ripiena di carne o verdure o formaggio. Viene preparata dentro a dei grandi tegami rotondi che vengono chiusi con un apposito coperchio e ricoperti da una montagnetta di brace ardente. Viene servita caldissima e come i cevapcici è accompagnata da jogurt bianco che si può bere a parte o spalmare sul burek stesso. 




Gli ingredienti della pasta fillo sono: farina, acqua e sale senza aggiunta di lievito.
A Sarajevo non viene mai usato lo strutto ma solo olio, solitamente di girasole, quindi per i vegetariani una buona notizia: il burek alle verdure o al formaggio è adatto anche a voi (vita dura per i vegetariani a Sarajevo...ancora più dura per i vegani).
Lo strutto potrebbe invece esser impiegato nelle Buregdžinica della Repubblica Serba.

Le zuppe: ci sono locali a Sarajevo specializzati in zuppe e verdure ripiene e si chiamano Ašćinica (si legge ascinizza). La zuppa più famosa della città è la Bègova Čorba (si legge begova ciorba), una minestra di pollo e spezie. Altra minestra tipica è il Bosanski Lonac, una zuppa di verdure e carne cucinata e servita in un tegame di terracotta.

Altri prodotti tipici reperibili anche nei mercati e supermercati di Sarajevo sono i formaggi e i dolci:

FORMAGGI:
Pávlaka
E' una panna acida molto densa, spalmabile, a volte la si trova accompagnata alla pita in mancanza dello Jogurt

Kájmak
E' un formaggio cremoso e molto grasso, viene fatto con la panna, ha un colore giallognolo ed è più denso della pavlaka.

Formaggio di Travnik
E' forse il formaggio più famoso della zona, è di pecora ed è originario di Travnik, appunto. Assomiglia come sapore e consistenza alla feta.

Formaggio Livanjski
A differenza degli altri formaggi sopra citati è un formaggio stagionato dal sapore particolare.

DOLCI (qui l'influenza turca è spiccata!!)

Rúžica
Pasta fillo arrotolata e tagliata a cilindretti ripiena di noci tritate e ricoperta di sciroppo di zucchero.

Bósanski Lókum
Dolci biscotti ricoperti con zucchero a velo

Rahat Lókum (Ruža)
Sono cubetti di gelatina ai petali di rosa, ricoperti di zucchero a velo o di cocco grattugiato, si possono trovare anche ad altri gusti, come alle noci o alla vaniglia. Sono i dolcetti che accompagnano il caffè bosniaco e vendono venduti sia sciolti che in scatola e sono un ottimo souvenir.

Tahan Halva
Dolcetto alla nocciola con zucchero caramellato, albume e miele.

Palacinke
Sono delle crèpes ripiene al cioccolato o alla marmellata .

DOVE MANGIARE:
SAC: la migliore Buregdzinica della città

Club degli Scacchi: è un locale fuori dai sentieri più battuti, ovvero il vecchio Club degli Scacchi di Sarajevo, oggi ristorante tipico. La via non è lontana dalla zona della Fiamma Eterna, ma sembra di entrare in un altro mondo. Lontano dal caos del Sarajevo Film Festival. Lontano dai turisti della Bascarsija. Qui non c'è anima viva, una strada buia e poi una scalinata, ed ecco alla vostra destra l'ingresso del Club degli Scacchi. Qui i pochi avventori sono quasi tutti persone del posto. Il menù è vario, ma in realtà hanno solo pochi piatti di quelli elencati. Ottimi i dolma. Qui vengono serviti alcoolici.

Zeljo: se volte provare il più spettacolare dei cevapcici, dovete andare nella migliore Ćevabdžínica della città. Zeljo 1 e Zeljo 2 non vi deluderanno e tra l'altro si trovano proprio nel cuore della Bascarsija. Non si servono alcoolici.

Dveri: imperdibile. Il miglior ristorante di Sarajevo, a mio modesto parere. Mi raccomando, prenotate il vostro tavolo, il posto è piccolo e ormai famoso. Quando prenotate chiedete di prepararvi per la sera il loro pane fatto in casa È una specialità albanese ed è una vera delizia!!! Il ristorante è minuscolo e sembra piuttosto un'abitazione privata. Poco dopo la moschea di Gazi-Husrevbey, sul marciapiede opposto c'è un negozietto che vende paccottiglia per turisti e fa angolo con un vicolo, il ristorante si trova in questa strada, è una porta che vi troverete sulla sinistra una volta imboccato il vicolo. Ha pochi tavoli e l'atmosfera è veramente calda e accogliente, potrete seguire la preparazione dei piatti personalmente in quanto la cucina è nel mezzo della stanza. Alle pareti sono appesa collane di peperoncini e di aglio. Oltre al pane, che è davvero sublime, assaggiate la loro specialità, la polenta macedone, fatta con una specie di panna acida e formaggio e sfregata con l'aglio. Ottimo anche il gulasch, uno spezzatino speziato servito anche con prugne...una vera delizia!!!!

Inat Kuca: in serbo-croato significa “Casa della ripicca”. La storia di questo ristorante è infatti curiosa...un tempo la casa che ospita il ristorante si trovava sulla sponda del fiume dove ora si trova la Biblioteca Nazionale, ma verso la fine del XIX° secolo proprio per costruire la Biblioteca Nazionale, la casa fu fatta demolire. Il proprietario per ripicca si fece dare un risarcimento in monete d'oro e ricostruì la sua casa tale e quale sul lato opposto del fiume: da qui il nome singolare. L'interno del ristorante è molto accogliente sia per la calda atmosfera che per l'arredamento tipico.
E' davvero un gioiellino, tutto è curato nei minimi dettagli, le panche sono ricoperte da cuscini colorati fatti a mano, nel tipico stile ottomano. Qui non potete non assaggiare la Begova čorba e i dolci tipici . Per finire ordinate un bel caffè bosniaco che qui viene servito con tutti i crismi...servizio in rame, zollette di zucchero e rahat lokum.

Kino Bosna: non è un ristorante, ma un locale dove potrete andare dopo cena per concludere in bellezza la vostra giornata di Sarajevo. Si trova in via Alipasina 19. Si tratta di un ex cinema riadattato a locale frequentato dalla gente del posto, ma ormai diventato famoso anche ai turisti. Come quasi tutti i posti di Sarajevo, anche questo ha una storia speciale...fatevela raccontare dalla signora Sena, la storica bigliettaia di questo ex cinema aperto nel 1928 come luogo di intrattenimento per gli operai e poi distrutto durante l'assedio degli anni '90 e ora riaperto e gestito da lei, che qui nel suo cinema, dove ha iniziato a lavorare a 18 anni e ha conosciuto suo marito, ormai ci vive. Non perdetevi le serate del lunedì quando si suonano le sevdainke. La sevdah nacque nel periodo ottomano. La Sevdalinka è una canzone molto lenta, melanconica ed è una combinazione di elementi orientali, europei e sefarditi. Lo strumento principale nella vecchia sevdalinka è il saz (un tipo di mandolino orientale), ma oggi si sentono molto il violino e la fisarmonica.
Ci sono diverse traduzioni e spiegazioni per la parola sevdah. Secondo alcuni viene dalla parola turca "sevda", cioè amore. Altri dicono possa provenire dalla parola persiana "soda", che vuol dire malinconia o dall'arabo "sawda", bile nera. Ma siccome la sevdah ricorda un po' il fado portoghese e il sentimento che porta il fado in portoghese si chiama saudade che è una specie di nostalgia, ma intraducibile ... c'è chi dice che la sevdah è la saudade un po' modificata nel corso di lunghi viaggi...

Quante storie contiene Sarajevo? Quante storie nelle sue vie? Nei suoi locali? Nei suoi piatti?
Come si fa a non amarla?
Visitatela e portatevi a casa la vostra personale storia (d'amore) con questa città...


martedì 16 giugno 2015

MONTENEGRO...VITA DA MARE, SPIAGGE E DOVE ALLOGGIARE




particolare della lunghissima spiaggia di Buljarica

Di sicuro il Montenegro non è solo "mare e spiagge", è molto di più...ma l'anno scorso nel nostro giro Balcanico tra Montenegro, Serbia e Bosnia per noi è stato principalmente quello...ci abbiamo passato 7 giorni e a parte l'escursione al Lago di Scutari ci siamo dedicati principalmente a scoprire la costa, i suoi paesini e soprattutto le spiagge.

Chiariamo subito una cosa: la costa Montenegrina non è la gemella di quella Croata, ovvio che ci sono delle similitudini, ma in Montenegro costa, tipologia di spiagge e mare cambiano molto!

Anche i paesini che vi si affacciano, molto simili a quelli croati nelle Bocche di Cattaro, a Budva e Sveti Stefan (io nel 1987 ho visitato anche il borgo ora chiuso al pubblico...invidiatemi :-D ) diventano via via diversi da Bar fino a Ulcinj, iniziano a vedersi i primi minareti e anche l'architettura di impronta veneziana dei paesini Dalmati lascia spazio a suggestioni di Oriente.

La costa poi è molto più lineare, in Montenegro troviamo spiagge molto più lunghe e meno frastagliate che in Croazia e il fatto di non avere quella costellazione di isole e arcipelaghi che ha la sua vicina di casa fa sì che il mare sia più mosso e quindi le coste esposte a maggior erosione...questo si traduce in un litorale più sabbioso.

La rocce e le scogliere qui sono più scure e di conseguenza anche i ciottoli e la ghiaia che compongono le spiagge sono di un colore bruno e non bianco abbacinante come in Croazia, di conseguenza anche il colore del mare è diverso: a parità di pulizia rimane comunque più scuro e con sfumature più verde bottigla (anche qui con le dovute eccezioni , vedi la candida spiaggia di Drobnj Pijesak).

Per goderci il mare montenegrino cercavamo un posto che non fosse nè troppo caotico come Budva, nè troppo isolato...trovammo il giusto compromesso nella graziosa Petrovac (Petrovazzo in Italiano).


Petrovac by night
Petrovac è un (ex) villaggio di pescatori poco più a sud di Sveti Stefan, è un borgo in pietra in stile dalmato e a dominarlo una fortezza veneziana del XVI° secolo che fa da vedetta anche al porticciolo sottostante.
Se si evita di guardare lo scempio edilizio appena fuori il centro storico e sulla collina, la sensazione è quella di trovarsi un graziosissimo paese di mare, con un'allegra e rilassata atmosfera, adattissimo alle famiglie in quanto il centro storico e il lungo mare sono interamente chiusi al traffico.
Sul lungo mare si alternano ristorantini e konobe tipiche, locali dove bere qualcosa dopo cena (alcuni con musica dal vivo),  bancarelle che vendono conchiglie, prodotti tipici e souvenir e attrazioni per bambini.
Di notte fari colorati illuminano gli edifici storici della città.
Salire alla fortezza veneziana vi permetterà di avere una bellissima visuale sulle spiagge e sul paesino da un lato e sulle stratificazioni calcaree della scogliera che si tuffa in un mare di smeraldo dall'altro lato.
Le attrattive principali di Petrovac sono le sue due spiagge (quella cittadina e quella di Lucice, raggiungibili in 10 minuti a piedi), la già citata fortezza veneziana e la Casa Museo della Comune Rossa (qui fu fondata nel 1919 la prima amministrazione comunista dell'Adriatico) che ospita un museo dedicato alla rivoluzione.
Secondo me è un'ottima base per visitare i dintorni (la costa da Budva a Ulcinj e il parco nazionale del lago di Scutari) , mentre risulta scomoda nel caso voleste visitare anche Tivat e le Bocche di Cattaro (noi le abbiamo lasciate per l'ultimo giorno, sulla via verso Sarajevo, ma di sicuro meriterebbero una visita di almeno 2 o 3 giorni) .

L'obiettivo principale della nostra permanenza in Montenegro, lo ammetto senza vergogna, era fare vita da mare (mi è spiaciuto tralascire il parco nazionale del Durmitor e il Monastero di Ostrog, ma con 7 giorni a disposizione dovevamo darci delle priorità) quindi ecco le spiagge che abbiamo visitato nei dintorni:

SPIAGGIA DI LUCICE: ...uhm...immagino che la foto parli già da sola e non dica cose belle :-))



La spiaggia è a 10 minuti di cammino dal centro di Petrovac, sarebbe anche bella se non fosse così affollata e di conseguenza sporca! Una mezzaluna perfetta di ghiaia fine di colore scuro tra due colline ricoperte di pini e cipressi...peccato che ogni cm3 sia occupato da ombrelloni e sdraio. La spiaggia era sporchissima, piena di mozziconi, fazzoletti, tappi di plastica e sono stata così fortunata da trovare anche un pipistrello stecchito proprio vicino a dove mi ero sdraiata. In acqua poi mi sono trovata a nuotare schivando un pannolino e un assorbente (Bingooooo!!!)...Insomma...sarei scappata a gambe levate, se non che l'attenzione di mia figlia fosse stata catturata dagli scivoli d'acqua e dal parco giochi sul lato sud della spiaggia e quindi ho dovuto arrendermi e passare qui la mia prima mezza giornata di mare (per fortuna quella sera ci siamo rifatti con una super cena da Balkans, di cui vi parlerò dopo);

SPIAGGIA DI BULIJARICA:


una piccola parte del litorale della spiaggia di Bulijarica
Questa lunghissima spiaggia (2,5 km) si trova a circa 3 km più a sud di Petrovac, si può raggiungere comodamente in macchina (parcheggio a pagamento, 2 euro) oppure con una bella passeggiata nei boschi partendo dalla spiaggia di Lucice.
Bulijarica è talmente lunga che troverete anche in pieno agosto un angolino deserto solo per voi. La spiaggia è in parte sabbiosa, in parte ghiaiosa e in parte composta da ciottoli tipo fiume, il tratto sabbioso è quello più a nord ed è quello più affollato, mentre proseguendo verso sud il litorale si fa più sassoso ma anche più tranquillo. Sulla spiaggia, nel lato nord, si trovano alcuni bar e alcuni affitta ombrelloni (5 - 8 euro tutto il giorno per ombrellone e due sdraio). L'acqua è pulitissima e il contesto molto bello: alle spalle della spiaggia c'è solo vegetazione, nessun ecomostro a disturbare la vista. Ve la consiglio!

SVETI STEFAN e la SPIAGGIA DELLA REGINA (Kraljicina Plaza)


vista dell'isolotto di Sveti Stefan, collegato alla terraferma da un istmo artificiale

 La località indubbiamente più famosa del Montenegro, la sua icona, è Sveti Stefan, un borgo medievale un tempo abitato da pescatori diventato poi, durante il regime di Tito, un hotel di lusso. Tuttavia fino a qualche anno fa il borgo era visitabile nonostante le casette che lo compongono siano proprio le camere dell'hotel super lusso e io nel lontano 1987 ho avuto la fortuna di visitarlo, nonostante fossi piccola ricordo l'incanto e il silenzio di quel borgo in pietra, con scorci mozzafiato sul mare e un piccolo pozzo vicino a un melograno. Oggi il borgo è off limits, una volta arrivati a Sveti Stefan si può solo fotografare l'isolotto (collegato alla terraferma da un istmo artificiale) da lontano e scegliere se proseguire verso altri lidi o passare qualche ora nelle spiagge antistanti.
Una spiaggia , quella a sud dell'abitato, è libera ed è un carnaio, per lo meno ad Agosto. L'altra spiaggia a Nord dell'isolotto è la famosissima spiaggia del Re. Qui potete fare un tuffo, ma non potrete stendervi sulla spiaggia a prendere il sole a meno che non decidiate di sborsare 50 euro per un ombrellone e due lettini. La sabbia grossa e rossastra, la spiaggia (per i costi) è pulitissima e c'è pochissima gente, tuttavia 50 euro mi sembrano veramente troppi. 
Se volete potete fare una passeggiata verso l'ancor più cara Spiaggia della Regina (Kraljicina Plaza). Praticamente subito a destra rispetto a Sveti Stefan, si trova una passeggiata magnifica su un sentiero attorniato da ulivi secolari, camminerete sempre affacciandovi sul mare tra la vegetazione rigogliosissima e scogli rossastri e arriverete così alla famosa spiaggia rosa della Regina. Anche qui purtroppo, da qualche anno l’accesso libero alla spiaggia e’ consentito solo per il bagno, mentre il noleggio di due lettini e un ombrellone costano 75 Euro al giorno! 


listino prezzi

Il contesto è veramente lussuoso, secondo me i 75 euro li vale tutti e se potete io vi consiglio l'esperienza.
Il mare ha un colore magnifico, verde smeraldo alternato a un verde acqua chiarissimo e la sabbia e a tratti rosa e rossastra.

Vista della spiaggia della Regina dal sentiero

particolare dell'acqua
Ad ogni modo vale la pena fare questa veloce passeggiata da Sveti Stefan alla spiaggia anche solo per fotografare i magnifici scorci che offre il sentiero.



Spiaggia di DROBNI PIJESAK

vista dall'alto
Di tutte le (poche) spiagge viste durante la vacanza in Montenegro, quella che mi è rimasta nel cuore è sicuramente Drobni Pijesak, l'unica dove infatti siamo tornati più di una volta.
Il nome significa "Sabbia in polvere", ma in realtà è fatta di ciottolini bianchi come la neve, anche se vista da lontano può sembrare sabbia. La sabbia in effetti in alcuni punti c'è, verso la montagna, che si innalza maestosa alle sue spalle. La spiaggia, una mezzaluna perfetta circondata da vegetazione e con nessuna costruzione a rovinarla, completamente immersa nella natura e con un mare cristallino dalle mille sfumature di azzurro, è raggiungibile in macchina fino a uno spiazzo dove si trova un parcheggio a pagamento (3 euro tutto il giorno, 2 euro mezza giornata) e da lì bisogna proseguire a piedi, ma ci si mette davvero una manciati di minuti. Sulla spiaggia sfocia un fiumiciattolo che forma anche delle pozzette di acqua dolce dove molti bambini venivano a giocare per via della sabbia sul fondale. Sul lato sinistro della spiaggia c'è un ristorantino che funge anche da bar/gelateria.
Quasi arrivati...

50 sfumature di azzurro

trasparenze...

Spiaggia di Ulcinj (Velika Plaza)
Velika Plaža significa "spiaggia grande" ed è un nome più che appropriato per questa distesa sabbiosa lunga ben 13 km. Si trova a circa 4 km dal centro di Ulcinj, la città più vicina al confine albanese ed è una lunghissima e larghissima spiaggia di sabbia scura con una miriade di stabilimenti balneari economicissimi per noi Italiani. A seconda dello stabilimento (più si va a Sud più sono economici) si va da 7 Euro a 5 Euro al giorno per il noleggio di due lettini/sdraio e un ombrellone in paglia. Ovviamente la spiaggia è costellata anche di bar e ristorantini. 
E' molto affollata ad Agosto, ma è talmente ampia che comunque non soffrirete di claustrofobia, l'acqua digrada moooooolto lentamente, forse ancora più che sulla nostra Riviera Adriatica, ragion per cui la consiglio a chi ha bambini, ma la sconsiglio per chi ha voglia di farsi una nuotata. Per via della sabbia scura anche il colore del mare non è particolarmente invitante, tuttavia per una giornata in completo relax è l'ideale e se avete bambini piccoli soddisferete la loro voglia di giochi sulla spiaggia.






A Ulcinj città ci sono altre due spiagge: la Mala Plaza (ovvero "Piccola Spiaggia") e Dada detta "La Spiaggia delle Donne". La prima si trova sotto la città vecchia di Ulcinj ed è una mezzaluna di sabbia fine affollatissima ad Agosto, la seconda che si trova nei pressi dell'hotel Albatros è riservata alle donne (la popolazione di Ulcinj è a maggioranza musulmana) e l'ingresso costa 1,50 euro. 

Spiaggia Kraljicina presso Čanj 


Questa spiaggia che si chiama come quella di Sveti Stefan e significa anch'essa "spiaggia della regina" si trova nei pressi di Canj ed è raggiungibile con una taxi boat del costo di 2 euro.
Per arrivare a Canj da Petrovac procedete verso Bar circa 5 km, troverete un cartello che indica il paese di Misici e poco dopo le indicazioni per Canj (dovete svoltare a destra). Percorrete tutta la stradina fino ad arrivare praticamente quasi sulla spiaggia cittadina. A piedi attraversate la spiaggia ciottolosa fino in fondo, lì troverete un paio di ragazzi che prendono le prenotazioni per i due barconi che fanno la spola sulla spiaggia.
Kraljicina Plaza

 Il tragitto dura pochi minuti e superato il promontorio (molto caratteristico con le sue stratificazioni calcaree) si arriva alla spiaggia, una mezzaluna di sassolini rossastri e un mare verde smeraldo.

sassolini rossi che formano la battigia

La spiaggia è divisa in due parti, una attrezzata con ombrelloni di paglia e sdraio (costo al giorno 10 euro per il completo ombrellone e due lettini) poco affollata, l'altra libera più affollata. Nell'estremità destra della spiaggia la battigia si fa sabbiosa e infatti lì troverete parecchi bambini intenti a giocare con secchiello e paletta.
Sulla spiaggia ci sono due bar-ristoranti, noi abbiamo fatto una gradevole e rilassante sosta per un caffè turco con vista mare...

Coffee on the beach

Queste sono state le spiagge provate da me e i miei amici durante la nostra breve permanenza sulla costa Montenegrina, ma ce ne sono moltissime altre. Vi consiglio di visitare questi due siti che a me sono stati molto utili:
Montenegro Travel
Merlin and Rebecca

DOVE ALLOGGIARE:
A Petrovac vi consiglio caldamente Villa Maris.

Il proprietario, Luka, parla molto bene Inglese, Russo e Tedesco. Si tratta di una casa suddivisa in appartamenti e studios di varia tipologia (da due a 6 persone), la casa è nuova, costruita nel 2008, gli arredamenti sono tutti funzionali e molto curati. Nel prezzo (noi per uno studios da 3 persone con cucinino, bagno e terrazzino spendevamo 60 Euro al giorno) sono incluse le pulizie giornaliere e il cambio delle salviette ogni 2 giorni. A disposizione degli ospiti della villa c'è un bel giardino con un gazebo che noi usavamo per fare colazione al mattino. La casa si trova poco prima dell'isola pedonale che porta sul lungo mare e dispone di un parcheggio riservato per gli ospiti. La sera quindi non prendevamo mai la macchina, a piedi potevamo raggiungere il lungo mare che , come descritto nell'introduzione del post, pullula di ristorantini, bar e negozietti. Inoltre la Villa dista solo 10 m da un piccolo minimarket. Noi abbiamo prenotato direttamente contattandolo tramite l'indirizzo e-mail del sito internet, abbiamo versato la caparra del 20% e abbiamo ricevuto un voucher da presentare all'arrivo. Il Saldo è stato pagato una volta arrivati, dopo aver preso possesso delle camere. Ad attenderci c'era una sorpresa: una bottiglia di vino locale per festeggiare il primo giorno della nostra vacanza!! Un piccolo gesto che ci ha fatto apprezzare ancora di più la location scelta. 
brindiamo all'estate...

mercoledì 6 maggio 2015

Il mio viaggio più bello...secondo round

Fonte: internet
Probabilmente se mi seguite l'avrete già capito...non per il fatto che il blog ultimamente sia ancora meno aggiornato del solito (la differenza non si nota molto...ah ah ah), ma qua è là l'ho accennato. Ebbene sì...sono incinta, aspetto un bambino! Mi fa strano ancora dirlo, anche se sono alla 14esima settimana, ma quando aspetti così tanto una cosa, quando poi ti succede fai fatica a crederci. La voglia di un secondo bambino è nata qualche anno fa, a dire il vero la prima volta che ci ho pensato seriamente Stella aveva 18 mesi (ora ha 4 anni), ma era troppo presto. Poi ci abbiamo pensato seriamente quando Stella aveva fatto da poco i 2 anni e il nostro piccolo è arrivato subito, nemmeno il tempo di pensarci e già ero incinta...ma tanto veloce era arrivata quella gravidanza, tanto velocemente se ne era andata. Era un uovo cieco, quando ero di 8 settimane la gine si è accorta che il tutto si era fermato a 5 e non c'era embrione, solo la camera gestazionale vuota. Se ne andò da solo, il nostro ovetto cieco...ma qualcosa non andò nel verso giusto e dovetti subite un raschiamento a un mese dall'aborto. Decidemmo di far passare le vacanze e poi in autunno di riprovarci...ma ecco ancora una volta il destino mettermi i bastoni tra le ruote con un bel cin2 al collo dell'utero e conseguente conizzazione, per fortuna andata poi benissimo. A luglio 2014 finalmente la ginecologa mi dà l'ok per cominciare a cercare una gravidanza se lo desidero. E così aspettiamo il ciclo e poi via...ecco aperta la caccia alla cicogna...ma Agosto passa, Settembre anche, Ottobre idem...al che da brava paranoica inzio a pensare che sta gravidanza non arriverà mai (tragica)...un mese senza pensarci, due con la temperatura basale, uno con gli stick...le stavo provando tutte! E così arrivò l'anno nuovo e la mia pancia era ancora vuota...erano passati 6 cicli invano e intorno a me (conoscenti , amiche e colleghe) tutte rimanevano incinte senza manco accorgersene...almeno così sembrava a me...che poi 6 mesi non sono tanti, ma a me sembravano eterni visto che ero stata in stand by per più di un anno e tra una cosa e l'altra questo desiderio di maternità lo cullavo da ben due anni.
A Gennaio quando mi venne il ciclo (sesto tentativo andato...) mi dissi "Adesso basta, adesso ce la fai" e io quando mi metto in testa una cosa sono un panzer...Poi un giorno a casa influenzata trovai in fondo a una borsa una calzina rossa fatta a maglia regalo di una cara amica quando cercavo Stella, me l'aveva regalata dicendomi che portava fortuna a chi desiderava un bambino...


Lo vidi come un segno.
Mi misi in mente che forse non rimanevo incinta perchè avevo un paio di cose da risolvere (un paio di esami da fare) e così in 10 giorni risolsi tutto...ripresi a dormire di gusto e feci un sogno stranissimo, di quelli che a raccontarli non dicono molto, ma che al risveglio ti lasciano una sensazione strana, come se fossero sogni che venivano a galla dal profondo...in questo sogno c'era una casa al mare, su un'isola deserta...la casa era bianca, ariosa, spaziosa e bellissima e c'eravamo noi tre dentro, felici: io, mio marito e Stella...
Otto giorni prima che mi dovesse arrivare il ciclo trovai delle perdite marroncine sugli slip...pensai subito a delle perdite da impianto, ne avevo sentito parlare, le altre volte non mi era successo, ma sapevo che ogni gravidanza è diversa anche per la stessa donna. Ovviamente invece la parte pessimista di me andò a pensare a problemi e catastrofi che andavano dal "Oddio, ho il ciclo in anticipo" al "Oh mamma...non sarò mica in menopausa preoce" e altre cose senza senso...
Ma il giorno dopo nulla...sventolava mutanda bianca!
Scema io, mi feci prendere dall'entusiasmo e comprai un test trovato in farmacia che diceva sulla scatola "Eseguibile da 6 giorni prima dell'arrivo delle mestruazioni"...Il ciclo doveva arrivarmi il giovedì, il lunedì prima tutta esaltata feci il test straconvinta di vederlo positivo...alla fine con Stella mi era uscito positivo 2 giorni in anticipo sul presunto arrivo del ciclo, ne mancavano 3....mi dissi che se ero incinta si sarebbe dovuto vedere per forza....
Passano 3 minuti ...il test era candido come il latte. Cioè, della seconda linea manco l'ombra. Lo guardo dopo altri 5 minuti..sai mai...ma niente...
Bianco che più bianco non si può.
Non convinta lo metto sotto una lampada , ma nulla...è super mega negativo.
Vado al lavoro con l'umore sotto i piedi, scoppio a piangere pure in ufficio, scoppio a piangere davanti alle colleghe incinte mentre siamo in pausa caffè ..insomma patetica...mi sto sul cazzo da sola.
Arrivo a casa e cosa faccio??? Una cosa stra-patetica...vado a rovistare nella monnezza per vedere se magari, così per miracolo, il test nel frattempo si è positivizzato...ma ovviamente no.
E allora mi metto l'anima in pace e mi dico "mettiti tranquilla e aspetta il ciclo".
Il giorno dopo mi incominciano dei dolori pazzeschi da preciclo, di solito quando mi arrivano sti dolori arriva il ciclo entro un giorno....ma nulla...
Il giorno dopo ancora dolori...ma nulla.
Arriva il giovedì, giorno del presunto arrivo del ciclo...ma nulla. Vado in palestra e mi dico che di sicuro se mi devono arrivare e sono un po' "bloccate" dopo aver faticato in palestra mi arriveranno di sicuro, di solito mi succedeva così.
Invece dopo una sessione pietosa in palestra dove mi sentivo uno straccio e avevo il fiatone anche solo a fare le scale per salire al piano dei tapis roulant (figurarsi salirci sopra) ...niente!!! Del ciclo manco l'ombra.
Il giorno dopo ancora dolori,ma nulla..allora uscita dal lavoro compro due test di due marche diverse al supermercato. C'è una cosa che a me dà l'adrenalina (e anche un attacco di colite successivo) come poche altre...ed è il momento in cui compro un test di gravidanza. Questa cosa mi mancherà un sacco...Decido di farlo però solo il sabato mattina.
Quella sera Stella fa un "disegno premonitore"...mi disegna con nella pancia un altro bambino, i bambini devono davvero avere un'intelligenza emotiva suprema oppure parlano davvero con gli angeli...


Stella mi ha disegnato conun bimbo nel pancione

Vado a letto stra agitata, oramai però sono quasi certa di essere incinta...due giorni di ritardo non mi sono praticamente mai capitati nella vita e tutti quei sintomi strani...dolori da ciclo da 5 giorni e il seno che di solito nel preciclo mi fa stramale è stranamente morbido al tatto..e mi era successo anche con Stella.
Alle 5 e mezza mi sveglio e mi dico "Basta, ora faccio il test"....
E così, è nel cuore della notte (di sabato le 5 e mezza sono il cuore della notte...non dite di no) di un sabato mattina di Febbraio che, da sola nel mio bagno, vedo delinearsi una seconda sottile linea rosa e scopro, per la quarta volta nella mia vita, che diventerò mamma.

28 febbraio 2015 - Think positive
Corro dal papi a letto, lo sveglio e gli dico "Auguri papà bis" e ci stringiamo forte nel lettone, custodendo qull'enorme seppur minuscolo segreto dentro di noi.
La gioia è incontenibile e mi verrebbe voglia di urlarlo a tutto il mondo, ma questa volta vogliamo aspettare la prima ecografia. Lo diciamo solo a un paio di amiche/amici del cuore.
Stella ovviamente non sa nulla...glielo diremo direttamente il 14 marzo, quando vedrà per la prima volta il suo fratellino nello schermo dell'ecografo ....un'emozione fortissima..."Ti presento il tuo fratellino, quello che senti è il suo cuoricino che batte" e la sua risata cristallina al seguito.
(Tra parentesi ci ha sabotato anche l'annuncio che volevo fare ai miei genitori in pompa magna con un candido e inaspettato "Nonna, lo sai che nella pancia della mia mamma c'è un fratellino?")
E niente...da quella prima ecografia ne sono seguite altre due, la pancia e soprattutto il seno sono cresciuti...oggi sono a 14+0 settimane di gestazione, ma ancora non riesco a lasciarmi andare all'emozione e alla felicità...Un po' è perchè sono talmente assorbita dal lavoro e, quando torno a casa, dalle cose da fare e da Stella che non ho praticamente tempo per pensare al piccolo "ciambellino" che cresce dentro di me un po' è perchè, almeno credo, sto mettendo una barriera, una diga per paura di soffrire. Quando ti capita un aborto pensi che sia un caso...dopo hai un figlio e archivi quell'evento nel cassetto dei brutti ricordi. Ma quando nella vita di aborti te ne capitano 2 inizi a pensare che forse non è un caso...e quindi questa gravidanza l'ho vissuta con molto distacco, anche se la cosa mi dispiace moltissimo perchè, salvo sorprese o vincite al Superenalotto questa sarà la mia ultima gravidanza. Da una parte sono felicissima, dall'altra non riesco a lasciarmi andare a quella gioia che provavo con Stella e che assomigliava tanto a un fiume in piena, a una diga che rompe gli argini e travolge di gioia tutto ciò che incontra.
Vivo giorno per giorno, ormai il periodo critico è passato, ma non vedo l'ora di sentirlo muovere dentro di me e di sapere il sesso per dargli un nome e sentirlo più reale.
Cerco di essere il più razionale possibile e questo mi serve a essere serena, ma ogni tanto parte un pensiero, piccolo, ma pesante come un sassolino...io lo ignoro...o cerco di farlo, ma il sassolino cade e va a smuovere il fondale e intorbidisce tutto per qualche istante. Poi per fortuna passa, tiro un respiro profondo e torno serena.
La presenza di Stella cambia tutto...se non ci fosse lei penso che in certi giorni avrei dato di matto...lei è la mia gioia immensa, infinita...e a volte mi chiedo anche come sarà avere un altro figlio e amarlo così tanto, che mi sembra impossibile poter voler bene in questo modo viscerale a un'altra persona. E invece dicono tutti che sarà naturale, che davvero l'amore si moltiplica...
Vi terrò aggiornati...anche perchè almeno scrivendo avrò modo di pensare a lui/lei, piccolo ciambellino mio.

Vi lascio con una foto dolcissima di Stella che mi accarezza il pancione mentre io cercavo di farmi un selfie di "aggiornamento panza"...



E grazie...se siete arrivati a leggere fin qui mi volete davvero bene!

martedì 5 maggio 2015

I Misteri dei Miei Viaggi

Dopo aver saltato lo scorso appuntamento de "Il Senso dei Miei Viaggi" eccomi come sempre all'ultimo secondo alle prese con il tema del mese, questa volta capitanato da Claudia con un tema originalissimo..."I Misteri dei Miei Viaggi".
Pensavo di avere più materiale, invece...non è stato affatto facile e forse potrete perdonarmi una piccola "licenza poetica" per l'ultima foto...

ISTANBUL e il mistero della Basilica di Santa Sofia...

Facciamo un salto a Oriente, nella mia amata Istanbul...una città intrisa di magia! 
interno di Santa Sofia, Giugno 2008
L'immensa Santa Sofia fu prima una Chiesa e poi una Moschea e l'edificio così come lo conosciamo risale al 6° secolo dopo Cristo. Risulta quindi alquanto strano che non siano state progettate delle ampie stanze sotterranee come avveniva di solito all'epoca. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il sottosuolo non fosse adatto alla costruzione di ampi vani da poter adibire a cripte e catacombe, ma questa teoria non regge in quanto a soli 150 m in linea d'aria si trova la famosissima Cisterna Basilica. Un'altra ipotesi è che in passato ci fossero delle aree sotterranee e che durante uno dei tanti saccheggi della Basilica vi furono nascosti degli immensi tesori e che lì furono sigillati. 
Ma la teoria più accreditata è che un tempo vi fossero ampi spazi metropolitani sotto la Basilica e che durante la Peste Nera che colpì tutta l'Europa nel 1350 d.C., e che a Istanbul arrivò prima che nelle altre capitali Europee, furono usati per seppellire membri anziani, membri del clero e dell'aristocrazia colpiti dalla malattia per evitare il contagio. Dopo che Istanbul passò sotto gli Ottomani, Ak Semseddin, un medico di fama e istruttore sufi di Mehmed il Conquistatore, suggerì la sigillatura delle aree metropolitane perchè si pensava che il contatto con i cadaveri avrebbe portato allo spargersi della malattia. Chissà qual è la verità?


La piramide maya di Kukulkan, Chichén Itzá, Messico

viaggio di nozze, luglio 2007
Nella città maya di Chichén Itzá, forse la più famosa del Messico, si trova la piramide Kukulkán, meglio conosciuta come "El Castillo", famosa per il suo “cinguettio”. In pratica quando ci si trova ai piedi della piramide, battendo le mani si può sentire un suono simile al canto del quetzal ovvero l'uccello sacro ai Maya. Non si sa però se gli antichi architetti abbiano progettato la piramide con lo scopo di produrre questo suono o se sia stata solo una fortunata coincidenza...questo perchè se invece delle mani si battesse un tamburo l'effetto che si otterrebbe sarebbe molto diverso. Salendo i gradini inoltre il suono che si ottiene battendo le mani è più simile a quello dell'acqua che cade dentro un catino.
Ma questo non è l'unico "mistero" legato a El Castillo.  La piramide infatti ha una base di 55 m per lato e un'altezza di 30 m e presenta 4 scalinate con parapetti ornati da lunghissimi serpenti piumati, le cui fauci si aprono nel piazzale sottostante.
Durante l’equinozio di primavera, le ombre che si riproducono al tramonto danno vita ad uno strano effetto ottico e sembra di vedere un serpente piumato muoversi sulla scalinata della piramide.
Il Mistero della Vita, nella mia pancia...
il mio piccolo "Ciambellino"
L'ho detto anche qui che il mio viaggio più bello è stata la gravidanza e come tutti i viaggi che ti rimangono nel cuore, viene voglia di ripeterli, anche se poi quando si fa ritorno in qualsiasi posto siamo già stati le emozioni che si provano sono diverse. E quindi eccomi qui, ad affrontare dopo alcune peripezie il mio secondo viaggio più bello, la mia "seconda" (se va beh...) gravidanza. E qual è il più grande mistero, se non quello della vita che si forma dentro un altro essere vivente? 

lunedì 20 aprile 2015

MONTENEGRO...Il Parco Nazionale del Lago di Scutari


I miei ricordi della gita al lago di Scutari erano 2:  una distesa di acqua resa verde dalle sterminate paludi di ninfee e una tartaruga con una zampetta mozzata, che incontrammo durante il tragitto da Budva al Lago, quindi nonostante ci fossi già stata, quando mi trovai di fronte a quel paesaggio idilliaco rimasi a bocca aperta. Forse è il ricordo più bello che ho della mia vacanza in Montenegro dello scorso anno.
Il parco ha una superficie che varia da 370 a 550 kmq, a seconda della stagione, ed è il bacino di acqua dolce più vasto dell'intera area balcanica dividendosi tra Montenegro (per 1/3) e Albania (2/3).

Oltre che fare a gioia degli amanti della fotografia (ho trovato scorci pazzeschi e pure io che non sono di sicuro una maga della fotografia sono riuscita a fare scatti indimenticabili), il parco farà la felicità degli amanti di Birdwatching, infatti il lago è uno dei più importanti habitat per uccelli palustri in Europa.

















La cornice è veramente poetica: montagne scoscese e dolci colline verdi, un fiume sinuoso che sembra un serpente e si getta nel lago, distese di ninfee, piccoli villaggi in pietra e isolette dove sorgono monasteri antichi.


Iniziate la vostra visita prendendo parte a una gita in barca partendo da Virpazar, appena entrati nel villaggio verrete letteralmente assaliti da privati che vogliono vendervi un'escursione con la loro barca. Il mio consiglio è di trovare con calma parcheggio e prima di accettare la prima proposta, valutare bene prezzi e servizi anche degli altri privati o delle altre agenzie, possono esserci variazioni sul prezzo anche di 5 euro. Alcuni includono nel prezzo anche il pranzo, altri solo la gita al lago di circa due ore e mezzo con soste per il bagno. In entrambi casi è incluso il prezzo per l'ingresso al parco nazionale (4 euro).

Dopo la gita potete fermarvi a pranzo in uno dei ristorantini tipici di Virpazar, molto poco turistici: da provare è la zuppa di pesce!


Nel pomeriggio vi consiglio di proseguire alla volta del graziosissimo paesino di Rijeka Crnojevica: la cosa più bella del viaggio tra Virpazar e Rijeka Crnojevica è il viaggio stesso perchè attraverserete paesaggi incantevoli che sembrano usciti dalle pagine de "Il Signore degli Anelli", non riuscirete a percorrere 5 minuti in macchina senza dover fare una sosta per fotografare tanto incanto.



Poco prima di raggiungere il paesino, vi troverete nel punto più panoramico di tutto il tragitto e riuscirete a vedere il fiume come un serpentello districarsi tra le colline e sfociare nel lago, il tutto circondato da vallette e montagne, senza praticamente costruzioni dell'uomo a deturpare il paesaggio. Il silenzio sarà così immenso da pervadervi interamente.














Il villaggio in sè è un agglomerato di case in pietra con un piccolo ponte sempre in pietra: da quel punto nei pomeriggi d'estate potrete vedere il villaggio specchiare perfettamente nelle acque del fiume: molto suggestivo!




E dopo tanta bellezza godetevi le stradine secondarie che da Rijeka Crnojevica vi riporteranno sulla costa montenegrina: le ultime gocce di silenzio prima di rituffarvi nell'allegro caos della costa.


 


....lascio parlare le fotografie...