martedì 17 settembre 2013

Dugi Otok - l'Isola Lunga - Vacanze Croate Prima Parte

Atmosfera Dalmata...
Sono stata innumerevoli volte in Croazia e devo ammettere che sono sempre stata attratta dalle isole del Sud, quelle in provincia di Spalato e Dubrovnik, ma dopo l'esperienza super positiva dell'anno scorso sull'isola di Cres anche quest'anno ho voluto assaggiare un'isola a me nuova, questa volta in provincia di Zara, Dugi Otok, l'isola lunga.
Non l'avevo mai presa in considerazione, ma un mio amico qualche anno fa mi mostrò le foto di una spiaggia di sabbia bianca, con mare caraibico e rimasi a bocca aperta quando mi disse che si trattava di Saharun, a Dugi Otok.

Saharun, vista dalla strada che attraversa l'isola


Incuriosita incominciai a informarmi su internet cercando diari di viaggio, ma a parte un sito molto ben fatto
(Croazia Info) non trovai molto materiale. Capii quindi che Dugi Otok, nonostante questa rara spiaggia di sabbia, non fosse un'isola battuta dal turismo di massa.

Ora che ci sono stata ho capito perchè.
Dugi Otok è bella, ma non è per tutti.
Il paesino più grande, quello dove abbiamo soggiornato, si chiama Sali e non è altro che una decina di casette colorate che si specchiano nelle acque del porticciolo, una manciata di konobe, due bar e fine della storia.

Porticciolo di Sali
Porticciolo di Sali



Certo, poi ci sono le tante case in affitto e alcuni hotel abbastanza spartani. Non ci sono disco bar, discoteche o locali alla moda...quindi quando dico che è un'isola non per tutti, capite perchè. Ma il bello è quello!
Sembra un posto di altri tempi, un posto fatto per il relax, per dimenticare davvero la frenesia della città, dei ritmi pazzi ai quali

dobbiamo sottostare tutto l'anno. A Sali regna la tranquillità.











La sera i bambini si trovano nella piazzetta vicino al porticciolo e giocano per strada sotto lo sguardo sereno dei genitori che chiacchierano sui gradoni delle case o sulle panchine. I vecchietti fumano la pipa seduti sotto gli ulivi e le vecchine chiacchierano e fanno a maglia sedute su semplici sedie sistemate sotto la finestra di casa, per guardare la vita scorrere sotto i loro occhi, giù per la strada, un'usanza che mi ha ricordato tantissimo la mia amata Puglia.

Sali by night

Scorcio di Sali...non vi sentite rilassati solo a guardare questa foto?
scorcio di Sali

Una gelateria e una strana "biblioteca" completano la lista dei divertimenti serali di Sali.

Una strada attraversa l'intera isola, che come suggerisce il nome è lunga (45 km), ma molto stretta, il punto più largo è infatti di circa 5 km. Praticamente i panorami che si godono attraversandola per intero costituiscono già di per sè un valido motivo per visitare l'isola. Ci sono punti in cui si vede il mare da entrambi i lati, una fitta macchia mediterranea, pini, bianche scogliere e insenature piccolissime di sassi candidi, porticcioli con una manciata di case intorno, isole e isolotti, alcuni poco più grossi di scogli, che affiorano dall'acqua e si susseguono a perdita d'occhio.

Panorami mozzafiato

Gli altri paesini, che si trovano tutti esclusivamente sul lato est dell'isola, sono Zaglav, Luka, Brbinj, Bozava e Soline e provate a immaginare come possano essere se Sali, il capoluogo non chè il più grande paese dell'isola, è come ve l'ho descritto qui sopra.

SPIAGGE DI DUGI OTOK:
Dopo i panorami mozzafiato, il pezzo forte dell'isola è il suo mare pulito e cristallino. Purtroppo di spiagge non ce ne sono molte, la maggior parte della costa è rocciosa e ci sono spesso piattaforme cementate nei pressi dei paesini dove ci si può abbronzare e tuffarsi. Ad ogni modo ci sono alcune spiagge veramente notevoli e nonostante fosse agosto le abbiamo sempre trovate poco affollate, se non deserte come nel caso di Lopata (eravamo in 6 su tutta la spiaggia). L'unica spiaggia un po' più movimentata è Saharun, per il resto troverete solo spiagge selvagge non attrezzate dove la natura la fa da padrona.

Spiaggia di Saharun: è la spiaggia più famosa dell'isola nonchè l'unica spiaggia di sabbia. Per essere precisi la sabbia bianca è nel fondale e sulla battigia, ma il resto della spiaggia è di ciottoloni grossi e scomodi. Per ovviare al problema si può prendere in affitto un ombrellione con due lettini al costo di 15 euro al giorno. L'ombrellone è fatto con foglie e canne di bambù e si integra bene nel contesto naturale della baia che è anche zona protetta. Sulla battigia troverete molte alghe secche, quelle lunghe e nere, vi sembrerà un disagio, ma non azzardatevi a toglierle, fanno parte di un delicato ecosistema e ci sono tanto di cartelli che spiegano perchè le Posidonie (così si chiamano) non vanno spostate.
Il mare è davvero stupendo, una distesa abbacinante di azzurro chiarissimo e verde acqua, sembra di essere su una spiaggia dei Caraibi.
Sotto la pineta a destra della spiaggia si trova un bar-roulotte che serve panini, gelati e qualche piatto stuzzicante, mentre sul lato sinistro della baia trovate un beach bar molto bello gestito dagli stessi proprietari dell'Hotel Maxim, l'unico 4 stelle dell'isola, che si trova a Bozava e fornisce anche un servizio navetta da Bozava a Saharun tramite un simpatico trenino.
Se arrivate in macchina dovrete parcheggiare sotto la pineta nel parcheggio a pagamento, 2 euro per due ore, 5 euro se vi fermate tutto il giorno.
Wow!


Come vedete non è molto affollata nonostante sia la spiaggia più famosa dell'isola
Spiaggia di Veli Zal: è una spiaggia poco frequentata di fronte all'isolotto di Mezanj, troverete un cartello che la indica (con tanto di foto) sul lato sinistro della strada che attraversa l'isola, più o meno all'altezza di Dragove. Seguitelo e parcheggiate a 200 metri dalla spiaggia, purtroppo sotto il sole e parcheggio a pagamento. Seguite il sentiero e arriverete sotto una pineta dove un roulotte-bar con musica un po' reggae e un po' rock 'n' roll vi darà il benvenuto. Superata la pineta ecco una lunga spiaggia di ciottolini bianchi e grigi, acqua meravigliosa, fondale di ciottoli misto a sabbia chiara e un'acqua inaspettatamente caldissima.
Veli Zal

Scogli a Veli Zal

Spiaggia di Lopata: è una spiaggia poco frequentata, forse perchè praticamente attaccata alla famosa Saharun, fatto sta che il giorno che l'abbiamo visitata noi era inizialmente deserta e poi sono arrivate altre due coppie. Totale: 6 adulti e una bambina, la Pulci. Un vero sovraffollamento! La spiaggia si raggiunge a piedi superando Saharun (potete lasciare la macchina lì), sulla destra dove c'è il roulotte-bar parte un sentiero (sulla destra avrete la pineta, sulla sinistra il mare e gli scogli) che in 10/15 minuti di camminata vi porterà a Lopata, una strana spiaggia a forma di pala (lopata vuol dire pala) dove avrete il mare sia sulla destra che sulla sinistra. A seconda delle correnti un lato avrà il mare mosso e l'altro no. Quando ci siamo stati noi il lato calmo del mare era quello che si affacciava sulla baia di Saharun ed era anche il lato di spiaggia migliore, con sassolini più piccoli. La spiaggia è appunto di sassi bianchi, il mare è stupendo e sulla "pala" vi è una meravigliosa macchia mediterranea. Il fondale è molto interessante per fare snorkeling perchè a pochi metri dalla riva sott'acqua ci sono vari scogli stretti e lunghi che creano dei "canali" dove si concentrano miriadi di pesci. Unica pecca della spiaggia la mancanza totale di ombra naturale, l'ombrellone è d'obbligo e siccome non l'affittano dovete portarvelo dietro come abbiamo fatto noi. Portatevi acqua e provviste perchè il bar più vicino è quello di Saharun e ci vogliono 15 minuti di camminata sotto il sole.

l'affollatissima Lopata...ah ah ah 
Spiagge di Veli Rat: Vicino al faro di Veli Rat si trovano due bellissime spiagge di ciottoli bianchissimi, una sulla destra e una sulla sinistra del faro. Noi abbiamo scelto quella a sinistra perchè più selvaggia e con una battigia digradante che meglio si adattava alle esigenze della Pulci, il mare era bello in entrambe le spiagge, quindi la nostra scelta è stata puramente per questioni di praticità. Dietro la caletta inoltre c'è una fitta pineta dove potrete mangiare o farvi una pennichella senza aver bisogno di montare l'ombrellone. Per arrivarci seguite le indicazioni per il faro di Veli Rat e parcheggiate lì. Nei pressi dell'altra spiaggia si trova anche l'unico campeggio dell'isola di recentissima apertura (ha inaugurato quest'estate) non chè un bel bar-ristorante che serve cocktails, birre, gelati, bibite e alcuni piatti semplici come calamari fritti e cevapcici alla griglia. 

COSA VISITARE A DUGI OTOK
FARO DI VELI RAT:
se non soffrite di vertigini (come la sottoscritta, che ci ha tentato, ma poi arrivata in cima ha rinunciato ad uscire all'aperto) non potete perdervi una salita al faro di Veli Rat, costruito alla fine del 19°secolo e considerato uno dei più bei fari della Croazia. Dalla sua cima si gode un panorama MOZ-ZA-FIA-TO perchè dall'alto dei suoi 40 metri vi potrete godere una vista meravigliosa su Dugi Otok e sulle isole che la circondano. Se volete potete anche scegliere il faro per soggiornarvi, date un po' un'occhiata qui!
Aggiungi didascalia

RISERVA NATURALE DI TELASCICA: è una zona protetta, per visitarla bisogna pagare un biglietto d'ingresso di circa 3 euro, i bambini sotto i 7 anni entrano gratis. Si può visitare sia a piedi (un pezzo si può fare in macchina) oppure con una gita in barca che di solito comprende anche le "Piccole Kornati" visto che la punta dell'isola dove si trova la riserva di Telascica fa già parte del Parco Nazionale delle Isole Kornati. La Riserva è un posto fuori dal mondo...meraviglioso, da lasciare a bocca aperta! Noi l'abbiamo visitato in condizioni un po' estreme perchè faceva caldissimo (40°C) e avendo dimenticato a Bergamo lo zaino portabambino ci siamo portati la Pulci in spalla, a "spagoletta" come si dice dalle nostre parti e quindi è stato faticosissimo...ma ne è valsa la pena. Ci sono un paio di punti panoramici dove si ha una visuale fantastica sulla baia, un porto naturale costellato di isolotti brulli, il mare sembra quasi un lago perchè non si vede l'orizzonte
 Proseguendo a piedi si arriva a un altro punto panoramico dall'altro lato della baia che dà su delle scogliere bianchissime che in alcuni tratti sono più alte di 100 metri e dicono siano le scogliere più alte dell'Adriatico.

 Più avanti si arriva alla più famosa attrazione della Riserva, ovvero il lago salato Mir che dicono abbia proprietà medicamentose.
Che sia una gita in barca o a piedi (meglio se ve la sentite!), la Riserva di Telascica è una meta da non perdere!

PARCO NAZIONALE DELLE ISOLE KORNATI: da Dugi Otok si possono visitare le isole Kornati tramite gita in barca organizzata che potete prenotare in agenzia (a Sali) oppure chiedendo a un pescatore di portarvi, in questo caso vi chiederanno circa 100 euro per 4 ore (per 3 persone) oppure 150 euro per tutta la giornata e ovviamente sarà un'esperienza totalmente diversa da quella che potreste sperimentare con una di quelle gite organizzate con grandi gruppi di persone perchè potrete anche decidere mano a mano cosa vedere e potrete chiedere al pescatore di fermarsi ogni volta che vorrete fare un tuffo. Di solito è incluso il pranzo che consiste in pesce appena pescato, contorno, vino e acqua. Le Kornati sono un migliaio di isole e isolotti, alcune praticamente poco più grandi di scogli, che hanno la caratteristica di essere totalmente brulle e praticamente disabitate (tranne l'isola principale). Tanto sono spoglie in superficie, tanto i loro fondali sono rigogliosi, potrete vedere addirittura il corallo.

A DUGI OTOK CON BAMBINI PICCOLI
Se i servizi in generale sono già ridotti all'osso, potete immaginare che anche per i piccoli ospiti non vi sia granchè!
Ad ogni modo se venite a Dugi Otok con i vostri figli, di sicuro non potrete mancare di portarli a giocare con la sabbia di Saharun e con l'altalena appesa all'albero del roulotte-bar della spiaggia. Un'altra altalena fatta di corda e legno la troverete sotto il faro di Veli Rat. Il faro stesso rappresenta un'attrazione per i bambini più grandicelli che di sicuro vorranno provare l'avventura di salire per la sua scala a chiocciola e vedere il panorama dall'alto.
Nei paesini di Brbinj e Zaglav, nei pressi del porto, troverete inoltre dei parchi gioco, anche se decisamente essenziali, mentre a Sali durante la festa del paese che dura tre giorni e si tiene di solito durante il primo week end di Agosto, vengono montati i gonfiabili, le reti elastiche e ci sono i venditori di zucchero filato.

EVENTI: ogni anno, il primo week end di agosto si tiene a Sali una Festa che dura tre giorni, dal lunedì alla domenica. Per l'occasione il porticciolo cambia faccia e si abbellisce con bandierine e file di luci colorate.
Bancarelle durante la Festa

Si tengono concerti, anche di artisti famosi, si mangia per strada dove vengono allestiti vari stands che servono birra alla spina, cevapcici, sardine grigliate e vino locale. Per le strade donne, bambini e uomini sfilano con il costume tradizionale e mentre gli uomini suonano un corno di mucca seguendo la banda per tutto il lungomare, le donne e le bambine danzano. La festa culmina con la corsa degli asini, dove sia l'asino più veloce che il più pigro vengono premiati, e con i giochi per bambini quali staffette, corsa nei sacchi ecc...
Noi abbiamo avuto il piacere di capitare proprio nei giorni della festa ed è stato bellissimo vedere Sali cambiare faccia per 72 ore, l'atmosfera che si respirava era davvero autentica, anche gli abitanti degli altri paesini dell'isola sono venuti a Sali per godersi la festa e l'atmosfera. Si percepiva che non era una festa per turisti in cerca di folklore facile, ma che fosse una festa davvero sentita dagli isolani. Mi è piaciuta davvero un sacco, aveva il sapore buono e semplice delle cose genuine e il suono del corno di mucca (?) mi faceva venire i brividi.

DOVE DORMIRE:
HOTEL SALI: noi abbiamo soggiornato in questo hotel a 3 stelle, abbastanza semplice, ma pulito e in una posizione ottima, immerso in una profumatissima pineta e affacciato su una bellissima baia con acqua verde smeraldo. Purtroppo niente spiaggia, solo piattaforme cementate. Noi abbiamo scelto il trattamento in bed and breakfast, quindi pernottamento e prima colazione, e ci costava 82 euro al giorno (calcolando che la Pulci non pagava si tratta di 41 euro a testa al giorno comprensivi di tassa di soggiorno).
La colazione era discreta, tutta a buffet: pane nero, pane bianco, marmellatine, miele, cereali, yogurt, succhi di frutta, tè caldo, caffè e latte più tutta una serie di piatti salati, dal salame, al formaggio di Pag, dalle uova sode al prosciutto.
Dal centro di Sali dista solo 5/10 minuti a piedi, c'è il parcheggio, un ristorante a 100 metri dall'albergo (che per chi usufruisce della mezza pensione è il riferimento per la cena) e tramite la Reception si possono prenotare varie gite, anche in barca.
Il personale è cortese, ma poco sveglio...tanto per farvi un esempio, al nostro arrivo, ore 19:00, dopo una giornata passata in viaggio e poi in fila al  porto di Zara sotto un sole Africano, scendiamo dalla macchina carichi come muli con una bambina di due anni e mezzo e il tizio che ci accompagna alla camera continua a sorridere, fa i complimenti alla bambina, ma col caxxo kaiser che fa il gesto di portarci su per le scale anche solo un borsone...
La camera era pulita, arredata di recente, il bagno si è rivelato essere la parte migliore con un box doccia immenso. Altro punto forte: un bellissimo balconcino vista mare arredato di tavolino e poltroncine in vimini. Not bad!

Olte all'hotel Sali e al  faro già descritto sopra, l'isola ha altri hotel soprattutto a Bozava, dove il più bello è l'hotel Maxim, l'unico 4 stelle dell'isola. Questo sito mostra tutti gli hotel di Bozava e i relativi listini per la stagione in corso.

Un altra possibilità è affittare un appartamento, di sicuro è la soluzione più vantaggiosa, ma il problema è che le richieste sono superiori all'offerta e spesso, se non si prenota con largo anticipo, rimangono solo gli appartamenti più vecchiotti arredati male e spesso senza il box doccia (leggi=vasca da bagno o buco nel pavimento con tendina para schizzi  che non ripara proprio un bel niente), senza contare l'arredamento cupo con mobili scuri e inquietanti o che ricordano più una baita in montagna che una casa di mare. I prezzi degli appartamenti più belli e moderni spesso non sono molto inferiori a quelli dell'hotel che però includono colazione e pulizia, quindi è una scelta da valutare bene e soprattutto se volete trovare un buon alloggio a un buon prezzo vi conviene prenotare già a Marzo per Agosto.

Da quest'anno inoltre c'è anche la possibilità di campeggiare!! Prima non esistevano campeggi, benchè molti praticassero il campeggio selvaggio (o meglio abusivo) che però era ben tollerato.
Ecco il link del campeggio di Veli Rat, nuovo di zecca!

DOVE MANGIARE:
Ogni sera abbiamo provato un ristorante diverso e l'unico ristorante che si è rivelato davvero indimenticabile è lo "Spageritimo" che ha nell'insegna un pesce stilizzato. Si trova sul lungomare a destra del porto, è il penultimo ristorante (l'ultimo ristorante in fondo a destra invece lasciatelo dov'è, non metteteci piede...tempi biblici e cibo pessimo).
Qui ci siamo trovati davvero bene, personale molto simpatico e sveglio e cibo ottimo, pochi piatti sulla carta e un paio di piatti del giorno che cambiano a rotazione a seconda del pescato. Io ho assaggiato gli gnocchi fatti in casa con sugo di scampi e pomodorini e una bistecca di tonno che svengo solo a ricordarla...BUONISSIMAAAAAA si scioglieva in bocca!!
Dello stesso proprietario, sul lato opposto della baia, si trova il bar "Mareritimo" che è sempre affollatissimo perchè è l'unico bar un po' giovane dell'isola, con musica anche rock e una vasta selezione di cocktails.

COME ARRIVARE A DUGI OTOK:
Da Zara con traghetto Jadrolinja, fate attenzione quando consultate gli orari perchè alcune tratte sono per soli passeggeri senza trasporto auto. Ad Agosto ci sono solo 3/4 corse al giorno (a seconda del giorno della settimana) che trasportano sia persone che automobili.

ALTRE INFO UTILI:
SPESA:Per fare la spesa, a Sali troverete un solo minimarket, molto affollato d'estate, dove non riuscirete quasi a girare con il carrello e non sto esagerando, un paio di bancarelle che si affacciano sul porticciolo e vendono frutta e verdura e un paio di panettieri che oltre al pane vendono dolci, focacce, pizze e dell'ottimo Burek al formaggio (una sfoglia salata con formaggio di capra simile come consistenza al quartirolo o alla feta).
Negli altri villaggi dell'isola troverete almeno un negozietto che vende un po' di tutto, a Zaglav c'era anche un minimarket.

BENZINA: l'unica pompa di benzina dell'isola si trova a Zaglav, sul porticciolo.

domenica 8 settembre 2013

Ogni libro è un viaggio, ma certi libri di più!



Se è vero che leggere è un po' come viaggiare, è anche vero che certi libri ti fanno viaggiare un po' più di altri. Da qualche anno a questa parte è diventata per me un'abitudine leggere un libro attinente al viaggio che sto per fare, che sia letteratura da viaggio o semplicemente un romanzo ambientato in quel particolare luogo che sto per visitare.
Quindi sedetevi comodi sul divano e ...pronti, si parteeeeeeee!

Creta 
"Lo scalino d'oro - Viaggio a piedi nel cuore di Creta" di Sommerville Christopher
L'autore, alla vigilia dei suoi 50 anni, riceve dalla moglie un dono speciale: quello di prendersi un periodo sabbatico, lasciare lavoro (è inviato del Times e del Daily Telegraph) , casa, famiglia e dedicarsi a quel sogno che da tempo ha nel cassetto, ovvero un viaggio a piedi, da solo, attraversando l'isola di Creta.
Chi ha visitato quest'isola andando al di là degli (orribili) villaggi turistici sorti per lo più sulla costa settentrionale, sa che c'è una sorta di magia nei villaggi sperduti dell'interno, nelle sue montagne alte dove d'inverno c'è addirittura la neve, sulle coste dove puoi trovare lagune, acqua cristallina, sabbia rosa di corallo e alte scogliere.
L'autore ci conduce attraverso questi aspri paesaggi leggendo salmi, bevendo vino in piccole taverne o in sagre di paese, incontrando persone del luogo, camminando in solitario con un bastone di legno, dormendo a volte in accoglienti locande a volte per terra, sul nudo pavimento.
Un viaggio poetico ed emozionante che vi tenterà a mollare tutto e partire!

MITTELEUROPA ED EUROPA DELL'EST 
"E' Oriente" di Paolo
Una serie di racconti di viaggio del grande giornalista Paolo Rumiz. Forse il suo libro più bello (io l'adoro!).
Da Trieste a Vienna e da Trieste a Kiev in bicicletta, da Berlino a Istanbul in treno, il Danubio attraversato su una chiatta ai confini tra Serbia e Croazia, un viaggio in treno verso l'Oriente d'Italia, cioè Otranto ed infine in bici nel nostro Nord Est...Rumiz con il suo modo di raccontare così evocativo ci racconta un'Europa fatta di incontri inaspettati, di atmosfere dimenticate, di sapori che sanno di posti lontani e di luoghi dove la Storia è stata volutamente dimenticata. Un'Europa dove l'Oriente, dopo la caduta del muro di Berlino, è diventato Est, una parola che esclude, che disegna un confine netto. "In Europa l'Oriente non c'è più, l'hanno bombardato a Sarajevo, espulso dal nostro immaginario, poi l'hanno rimpiazzato con un freddo monosillabo astronomico: 'Est'. Ma l'Oriente era un portale che schiudeva nuovi mondi, l'Est è un reticolato che esclude"
Letto tutto d'un fiato su una spiaggia di un'isola Greca mi è stato d'ispirazione per visitare Istanbul un paio di anni dopo. Una città incantata che ho visitato leggendo ogni giorno un pezzo del racconto di Rumiz, bevendo caj alla rosa ed emozionandomi fino alle lacrime.

BALCANI  
"Tre uomini in bicicletta" di Paolo Rumiz e Francesco Altan
Altan Francesco, 58 anni, vignettista. Rigatti Emilio, 47 anni, professore. Rumiz Paolo, 53 anni, giornalista.
Queste le carte d'identità di questi intrepidi viaggiatori su due ruote che attraverseranno i Balcani partendo da Trieste e arrivando a Istanbul. Ogni capitolo è una tappa con scheda tecnica di Rigatti Emilio, racconto di Paolo Rumiz e vignetta riassuntiva di Altan (la Pimpa, l'avete presente? Ecco, è lui che la disegna!). In ogni capitolo scorrono immagini di luoghi sconosciuti, di incontri con altri ciclisti, di incontri con locandieri e persone del luogo. Mentre leggi riesci a sentire i profumi dei cibi speziati delle taverne e il profumo della schiuma della birra che ogni sera, dopo le fatiche della giornata, i tre viaggiatori si concedono come un premio! Ogni capitolo un traguardo, ogni tappa è un viaggio nel viaggio. Perchè il bello di viaggiare molte volte è lo spostamento. Molto carino, vi dico soltanto che dopo averlo letto mi era venuta la malsana idea di provare a fare un viaggio su due ruote...io che sono la pigrizia fatta persona! Poi ho saggiamente cambiato idea e ho deciso di fare sì un viaggio nei Balcani l'anno successivo, ma di emularli solo per la birrozza di fine giornata!

SICILIA 
"Sicilia, o cara" di Giuseppe Culicchia
Giuseppe Culicchia è uno dei miei scrittori Italiani preferiti, quindi quando l'estate del 2010, proprio un paio di mesi dopo che avevo prenotato un biglietto aereo per la Sicilia, ho visto questo libro sugli scaffali della mia libreria di fiducia, non ho potuto non comprarlo al volo. Il libro era stato infilato tra due guide della Sicilia della Lonely Planet, forse la commessa non sapeva come catalogarlo. In realtà il libro, anche se può essere sicuramente d'ispirazione per un viaggio in Sicilia, non è una guida turistica, è molto di più. E' il viaggio nei ricordi di un Culicchia bambino che ogni estate attraversava l'Italia in treno, da Torino a Marsala, per tornare nella terra di origine del padre. E attraverso i suoi ricordi di bambino fa immergere il lettore nei colori e nei sapori di questa regione di Italia così travagliata, ma accecante di bellezza. A tratti divertente, a tratti malinconico e commovente, è proprio un viaggio nel viaggio. Un viaggio in Sicilia, nelle sue tradizioni, nei suoi usi e costumi degli anni '70, un viaggio nei ricordi di un fanciullo. Marsala e le sue saline inizialmente non erano nemmeno nella nostra idea di itinerario, invece dopo aver letto questo libro non abbiamo potuto fare a meno di andarci e siamo rimasti colpiti da Marsala, una città viva, bianca, a suo modo ordinata che non c'entrava molto con le altre città incontrate durante il nostro viaggio. Carina l'ultima parte del libro, con le ricette di alcuni piatti Regionali da provare al ritorno a casa.

SARAJEVO e VIENNA  
"La Cotogna di Istanbul" di Paolo Rumiz
Ok, si è capito che adoro Rumiz...ma è un libro imperdibile per chi come me soffre di Sevdah. Letto in realtà stesa su un lettino in una bianca spiaggia del Salento durante uno dei rari sonnellini che si faceva la Pulci durante la sua prima estate, anno 2011, mi ha fatto viaggiare con la mente nella mia Sarajevo e nelle sue atmosfere balcaniche e poi a Vienna, altra città che amo immensamente, tanto da esserci andata tre volte in pochi anni. 
Scritto in versi, come una ballata, narra la storia di Max e Masa. Masa, bellissima donna di Sarajevo, vedova, con tre figlie che abitano lontane; Max ingegnere di Vienna. Si conoscono durante un viaggio di lavoro di Max a Sarajevo e scatta una scintilla, ma poi le loro vite si separano e si ricongiungono solo dopo tre anni, quando Masa scopre però di essere gravemente malata. Da lì in poi incomincia il racconto di Masa, racconto che porterà il lettore nei suoi luoghi, nelle sue atmosfere. La scrittura di Rumiz, mai come in questo libro intrisa di magia, mi ha trascinato in quei luoghi che ben conosco e mi ha fatto venire voglia di tornare...perchè Sarajevo non è Londra, non è Parigi. Sarajevo o si odia o si ama, ma se te ne innamori ti entra sotto pelle, ti scorre nel sangue e ti incide l'anima.


DANUBIO  
"Il mio Danubio. In bicicletta lungo il fiume d'Europa" di P.Guillaume
Questo libro è stato acquistato senza aver in programma alcun viaggio, ma è stato di ispirazione per quello che è diventato il numero 1 dei viaggi presenti nella mia Wish List e che da anni rimando per questioni logistiche (gravidanza prima, bimba piccola poi) e di soldi (quest'anno eravamo provati da 11 mesi di retta del nido...un salasso). Ma giuro che prima o poi lo farò. Non in bicicletta, ma in macchina. Il Fiume d'Europa mi ha sempre affascinato sia perchè attraversa ben 10 Paesi di quell'area d'Europa che più mi affascina per la sua storia tormentata e per le contraddizioni socio-culturali, sia perchè è l'unico grande fiume che scorre da Ovest verso Est e la cui lunghezza è calcolata non dalla sorgente alla foce, ma dalla foce alla sorgente.
Chissà se prima o poi ce la farò a fare questo viaggio!

DANUBIO  
"Danubio" di Claudio Magris
Ancora in corso di lettura, non è un libro scorrevolissimo, diciamo che se il Danubio non mi affascinasse così tanto, l'avrei mollato alla prima difficoltà.
Oltre a percorrere il corso del Danubio dalla sorgente alla foce, vengono raccontati i fatti storici e le tradizioni di ogni Paese attraversato dal Grande Fiume d'Europa,  è una via di mezzo tra un romanzo di viaggio e un saggio, dove non mancano passaggi anche divertenti. 
Vi dirò di più quando finirò di leggerlo...magari se qualcuno che passa di qua l'ha letto, può darmi il suo parere per incitarmi a proseguire la lettura?



"VIAGGI" CHE DEVO ANCORA CONCLUDERE...

SARDEGNA  
"Viaggio in Sardegna" di Michela Murgia
Undici itinerari in questa Regione d'Italia così affascinante, ricca di leggende, suggestioni e fate. 11 itinerari per scoprire una Sardegna al di là dei locali alla moda, delle spiagge dei Vips. Per ora sono arrivata al sesto itinerario, potete leggervelo tutto d'un fiato o, se come me purtroppo non avete in programma a breve un viaggio in Sardegna, potete centellinare un racconto ogni tanto, quando avete voglia di sognare e viaggiare con la mente.
Regalo di una cara amica di Cagliari, spero un giorno di tornare in Sardegna e avere lei come guida girovagando in cerca di questi paesaggi selvaggi, pieni di bellezza.

ISTANBUL  
"Istanbul, il Doppio Viaggio" di Adele Cambria
Istanbul è la mia città preferita, forse quella che più mi si addice perchè è tutto e il contrario di tutto.Città di confine tra due mondi, dove gli estremi si toccano. Città divisa in due tra Oriente e Occidente. E i suoi suoni, i suoi colori, le spezie, il suo cibo, i minareti al tramonto sul ponte di Galata, il Corno d'Oro, i ristoranti e  i venditori ambulanti di pesce fritto, i palazzi sfarzosi e quelli umili della povera gente...tutto è intriso di bellezza. Questo libro, regalo di un carissimo amico che mi conosce bene in fatto di viaggi, è sul mio comodino e sarà la mia prossima lettura. L'autrice ritrova dopo trent'anni un diario del suo viaggio a Istanbul e decide di tornarci per vedere com'è cambiata e lo fa in compagnia di tre autori che come lei hanno raccontato questa città che non ha eguali nel mondo: De Amicis, Pierre Loti e Pamuk. 
E' da 5 anni che non ci torno, chissà mai che dopo aver letto questo libro io non decida di prenotare il primo volo disponibile...eh eh eh!

"VIAGGI" PER BAMBINI...




OVUNQUE TI PORTI LA FANTASIA...  
"Il sentiero segreto" di Pinin Carpi
Lessi la trama di questo libro su un numero di donna moderna del 2011, quando la Pulci aveva 5 mesi. La protagonista si chiama Stella, come mia figlia, i suoi genitori amano viaggiare...come resistere alla tentazione di comprarlo?? Sembrava scritto apposta per noi. Io l'ho già letto e sfogliato, ma Stella ancora no,è adatto a lettori dai 6 anni in su. Intanto è nella sua piccola libreria popolata di pimpe, peppe pig e altri titoli adatti alla sua età però non vedo l'ora che Stella sia più grande per leggerglielo e per sfogliarlo insieme. 
La trama in breve: Michele e Arianna amano viaggiare e comporre melodie, una notte Michele sogna una stella luminosa e il giorno dopo scopre che diventerà presto papà. I due decidono di fermarsi per un po' di tempo e smettere di vagabondare e quando nasce la loro bambina la chiamano ovviamente Stella. Un giorno compare Alia, la padrona della loro casa, va ad abitare con loro e oltre a pulire e cucinare gioca sempre con Stella.
Un giorno Alia mostra a Stella un luogo misterioso, attraversano un lago, arrivano a una casupola piena di oggetti strani e dopo aver intonato una dolce nenia, Alia invita Stella ad aprire una porticina e varcarla: a quel punto Stella si ritrova sul Sentiero Segreto. La bambina lo percorre e vive mille avventure...la narrazione va di pari passo con le bellissime illustrazioni dell'autore che anzi a un certo punto è come se si sostituissero alla narrazione scritta. Ci si può divertire a studiarle attentamente per scoprire i personaggi nascosti, personaggi che incontra Stella sul sentiero segreto anche se non viene esplicitamente narrato: gnomi, animali, pastori... E "incontra" sul suo cammino anche paesaggi pazzeschi: castelli e fitti boschi, fondali marini e palazzi dalle forme strane, cieli coloratissimi e foreste incantate...
Poi Stella torna dai suoi genitori che decidono che, dopo questo lungo periodo stanziale,  è arrivato il momento di ricominciare a viaggiare, questa volta tutti e tre insieme.

martedì 3 settembre 2013

I suoni dei miei viaggi

Volevo parlarvi dei suoni del mio ultimo viaggio in Croazia, avevo già in mente il post, le foto. Ma oggi in testa mi suona solo una canzone...e questa canzone mi parla della mia amata Bosnia Erzegovina, terra sanguinante, terra di bellezza, terra di passioni, amori e odi, terra ora verde con dolci colline, fitti boschi, ora arida e sassosa.

Terra di vento che profuma di legna bagnata, di rugiada e foreste, terra di brezza che profuma già di mare quando arrivi in Erzegovina.
Terra di minareti, ma anche di campanili. Terra di Bosgnacchi, Ebrei, Cattolici e Ortodossi.
Terra che è stata e che ora non è più. 
Disordine balcanico, palazzi Liberty e architettura Ottomana. 
Donne bellissime con il velo e ragazze scosciate quasi pornografiche. 
Profumo di cevapcici e cipolle, di zuppe calde e speziate, di Burek al formaggio appena sfornati.
E poi la sua musica....

Jaice
Jaice - vista dalla Cittadella

Il canto del Muezzin a Jaice mi coglie mentre salgo le scale verso la Cittadella, sotto un timido sole che ha deciso di uscire solo ora, come invitato da quel canto. All'improvviso fa caldo, un caldo umido soffocante, ma questo non mi impedisce di sentire un brivido corrermi lungo la schiena e avere la pelle d'oca. 

Sarajevo, piena di grazia
Rock che esce da un sottoscala, note di un pianoforte che mi fanno alzare gli occhi verso una finestra, il rumore dei battitori di rame nel quartiere Baščaršija, rumore dei passi sui suoi ciottoli, le voci concitate al Markale. Il tintinnare dei cucchiaini che mescolano un caffè bosniaco, servito su un piattino di rame con una zolletta di zucchero. Da quanto non vedevo una zolletta di zucchero?
Una Sevdalinka alla radio, nella reception dell'hotel.
Campane cattoliche e canto del muezzin, vediamo chi suona più forte? Nell'ex Gerusalemme d'Europa...
Sarajevo, che era considerata la capitale culturale dell'Ex-Jugoslavia, le cui cantine risuonavano rock prima del conflitto e anche durante l'assedio.
Sarajevo, che non ha smesso di suonare nemmeno quando le bombe dei Serbi hanno volontariamente distrutto la cara Vijećnica, la Biblioteca in stile moresco dove i Sarajeviti studiavano, si innamoravano e facevano amicizia. Il violoncellista Vedran Smajlović sfidò i Serbi e si mise tra le macerie a suonare il violino, come a voler curare quell'immensa ferita. Suonò piangendo. I fotografi e i giornalisti a un certo punto gli dissero che poteva anche smettere: credevano stesse fingendo per il servizio fotografico, ma lui piangeva di disperazione 

pianista in un negozio della Bascarsija



Ed ecco che mentre cammino per i vicoli della Baščaršija guardando distrattamente i negozi e le botteghe, prima la sento e poi la vedo: una ragazza dentro un negozio di oggetti un po' vintage, un po' eccentrici che suona il pianoforte, incurante dei passanti, incurante di chi entra nel negozio (il suo?). 

Cascate di Kravice, la potenza della natura
La strada per arrivarci è quella che porta a Medjugorje, ma noi siamo diretti in un autentico luogo dell'Anima. Quasi nessuno le conosce, le cascate di Kravice. 

Kravice
Quando scendiamo dalla macchina, il suono delle cascate è fortissimo e più ci avviciniamo più questo suono ci avvolge, sintesi della potenza della natura.
L'acqua è ghiaccio fuso, ma entro lo stesso e faccio la cosa che mi riesce più naturale fare. Quella che ho fatto prima ancora di camminare, forse.
Nuoto.
Nuoto fino alla cascate centrale, origine di quella musica, di quel frastuono. Mi siedo su un masso, da lì guardando in su si vede proprio la cascata che scende in picchiata quasi sulle nostre teste. É una sensazione bellissima, di potenza, di vigore, di vita. Vedere così da vicino la forza della natura mi entusiasma. Non sono una completa miscredente, quel giorno mi sembra di sentire Dio che urla in mezzo all'acqua.

Ho evocato questi suoni per voi spinta dall'iniziativa di Monica di Viaggi e Baci; con questa "musica" partecipo infatti all'appuntamento mensile "Il senso dei miei viaggi" che questo mese ha per tema I suoni dei miei viaggi.