mercoledì 22 giugno 2016

Croazia: dove dormire?

Una delle domande che mi sento fare più spesso riguarda l'alloggio in Croazia. Come lo trovo? Qual è il prezzo medio per una stanza in hotel o per un appartamento? Hai qualche appartamento da suggerirci?
Con questo articolo cercherò di darvi alcuni suggerimenti generali e vi farò delle mini recensioni degli appartamenti o hotel che mi sono piaciuti e che consiglierei.

Alba dalla nostra stanza nella Pansion Tramontana a Beli sull'isola di Cres


Una delle cose che più mi divertono quando organizzo una vacanza è trovare l'alloggio...una volta decisa la meta inizio a scandagliare tutte le proposte che trovo in rete. Io non mi affido mai a Booking o simili , ma cerco sempre di contattare i privati, di solito tutti hanno un sito web con foto della casa e prezzi, alcuni sono davvero siti rudimentali con giusto la homepage altri invece sono siti web più "seri" e di solito alle due categorie appartengono due tipi di alloggi differenti: chi offre alloggi più spartani ed economici di solito ha un sito web più semplice e "grezzo" mentre alloggi di qualità superiore o di lusso hanno siti web con una grafica migliore.

Io di solito vado direttamente su Google cercando Pansion (pensione o piccolo albergo a conduzione familiare) , Apartmani (appartamento) o Sobe (camera) + il nome della località che mi interessa.
Ad esempio "Apartmani Valun"...facendo così di solito google mi propone gli appartamenti o comunque le accomodations meno gettonate e quindi più economiche e gestite da persone del posto.

Alcune volte così facendo incappo in pagine web che raggruppano per una data località tutti i tipi di sistemazione disponibili con un motore di ricerca interno che permette anche di restringere il campo della ricerca (magari per tipologia di sistemazione o numero dei posti letto). Di solito questi siti danno anche i riferimenti telefonici del proprietario, l'indirizzo e-mail e il sito internet così che la trattativa poi possa essere conclusa direttamente con il proprietario.

Il Prezzo Medio per una sistemazione in Croazia dipende da tanti fattori:
1) dalla Località prescelta:
2) dal periodo dell'anno in cui si sceglie di soggiornare:
3) dal tipo di alloggio:

Nel Nord della Croazia i prezzi sono un po' più alti rispetto al Sud, eccezion fatta per Dubrovnik, isola di Vis e Hvar città che sono decisamente più care delle altre località meridionali
Sull'isola di Cres, tanto per fare un esempio, ci si aggira sui 60 euro al giorno per uno studios per 2 persone con aggunta del terzo letto, sulla penisola di Peljesac la stessa sistemazione si trova tranquillamente anche a 40 euro. Sull'isola di Vis il prezzo medio per un appartamento da 2+1 è sui 70 euro al giorno, ma anche qui cercando bene si trova qualcosa a meno.
Per gli hotel il prezzo medio ad Agosto per una doppia con colazione è 100 euro, ovviamente prezzo medio vuol dire che se a Sali (Dugi Otok) spendo 85 euro, magari a Rab ne spendo 120...
Sicuramente, nonostante si siano alzati notevolmente negli ultimi 10 anni, i prezzi continuano a risultare competitivi per noi Italiani.
Inoltre a differenza dall'Italia dove ad Agosto c'è differenza tra la settimana di Ferragosto e le altre, in Croazia bene o male i prezzi di Luglio e Agosto sono allineati, calano notevolmente a Giugno e a Settembre.
E ora ecco le mie recensioni delle sistemazioni che , per un motivo o per l'altro, ho più apprezzato durante le mie vacanze croate. Citerò solo le sistemazioni più belle, insomma quelle che suggerirei a un'amica:

ISOLA DI KORCULA:
Hotel Borik; Ho un ricordo dolcissimo di questo hotel, perchè è stata la mia prima vacanza in Croazia dopo che per anni non ci avevo rimesso piede per via della guerra e poi perchè è stata la prima vacanza con il mio allora moroso (attuale marito). Nella foto vedete l'ingresso della depandance, non sembra nemmeno un hotel, sembra piuttosto una villa in stile tipico dalmata, l'edificio principale dell'hotel è invece più anonimo. Nonostante esternamente sia molto caruccia e nonostante il profumo inebriante della pineta all'ingresso, sono stata indecisa se metterlo tra le strutture suggerite o meno, perchè effettivamente le camere erano al quanto spartane...fin troppo! Anche se per la cifra che spendemmo all'epoca (520.000 Lire 7 giorni con la mezza pensione) andava più che bene...poi eravamo appena ventenni e la mia precedente vacanza era stata in una canadese quindi l'hotel era davvero un lusso :-))
Ad ogni modo ho controllato e ho visto che ora hanno ristrutturato l'interno delle camere, quindi ho deciso di inserirlo tra la lista delle sistemazioni suggerite.
Ubicazione: Lumbarda, a pochi passi dal mare, a 5 minuti di macchina dalla spiaggia di sabbia più famosa dell'isola e a 10 minuti di auto dal centro di Korcula.
In: vicinissimo al mare, abbastanza economico, inoltre tramite l'hotel si possono prenotare varie gite tra cui Mljet e gli isolotti chiamati Skoji.
Out: servizi ridotti al minimo e cucina un po' mediocre, infatti suggerirei la formula bed and brekfast.
Ingresso hotel Borik - Lumbarda
Apartmani Nikolina: Era il 2007, dovevamo andare in Puglia a casa di un amico, eravamo senza soldi dopo il matrimonio di Giugno e l'acquisto della casa, ma a una settimana dalla partenza il nostro amico si lascia con la sua ragazza e la vacanza salta. Per fortuna avevamo fatto il viaggio di nozze in Messico, però l'idea di stare a casa le due settimane di ferie ad Agosto ci metteva tristezza...ed ecco che in un battibaleno attuiamo il piano B. Con altri 3 amici decidiamo all'ultimo momento di andare a Korcula, cerco una casa per 5 persone e salta fuori questa bellissima casa in puro stile dalmata direttamente sul mare, non aveva un indirizzo e-mail, ma solo un cellulare...beh, abbiamo prenotato via sms e ci è andata benone! Dopo pochi giorni eravamo già lì, la casa esisteva, nessuna fregatura (come alcuni ci avevano prospettato...ma poi perchè? non avevamo nemmeno dato un anticipo...) e il prezzo era più che buono, circa 20 euro a testa al giorno. La casa ha varie tipologie di appartamento, il nostro era per 5 persone, aveva una cucina, una camera doppia, una tripla e ben due bagni con doccia.
Ubicazione: Lumbarda, affacciata sul mare, a 5 minuti di macchina dalla spiaggia di sabbia più famosa dell'isola e a 10 minuti di auto dal centro di Korcula.
In: la bellissima terrazza sul mare dove abbiamo consumato delle bellissime cenette con il sottofondo delle cicale e delle onde che si infrangevano sugli scogli. Inoltre a 2 minuti a piedi si arriva in una minuscola spiaggetta di ciottoli con un bel beach bar che serve cocktails buoni ed economici.
Out: la padrona di casa non è il massimo della simpatia, ma tutto sommato non dovendo averci a che fare per forza non è stato un grosso inconveniente. Inoltre, altro punto a sfavore, non c'è un parcheggio riservato, c'è posto per parcheggiare lungo la strada, ma ovviamente il posto non è garantito, chi prima arriva, meglio alloggia.
vista dalla nostra terrazza 

Appartamento Nikolina visto dalla stradina che costeggiava il mare

ISOLA DI VIS:

Nautic Apartments: Era il 2004 e dopo un inizio di anno parecchio problematico avevo voluto regalare una vacanza al mio ragazzo in quest'isola che avevo visitato nel lontano 1990 quando era stata aperta al turismo da soltanto un anno.  Volevo fargliela vedere a Giugno, lontano dalla folla di Agosto. 
Inizio a cercare la casa su internet, sempre con la modalità sopra citata et voilà...ecco la casa che fa per noi!! Appena vedo le foto me ne innamoro! E' un gioiellino!! Tutta in pietra nello stile tipico dell’isola, costruita direttamente sul mare, con una terrazza comune ai 4 appartamenti dove si può fare colazione e vedere il cielo colorarsi di rosa al tramonto e le luci di Kut e Vis accendersi.
L’appartamentino ha le tre finestre affacciate direttamente sull’acqua e la casa è arredata con molto gusto e dotata di cucina, frigo bar e di altri comfort (come l’aria condizionata e la Tv satellitare). Il prezzo è un po' più alto della media dell'isola, ma svegliarsi col suono del mare nelle orecchie la mattina secondo me non ha prezzo!!
Ubicazione: nel capoluogo dell'isola, è praticamente una delle prime case del quartiere di Kut , il quartiere più caratteristico di Vis, vicinissimo ai migliori ristoranti dell'isola, tra cui il Val, e allo stesso tempo in 10 minuti a piedi si arriva al lungomare di Luka, la parte più recente del capoluogo.
In: il nostro appartamento, l'A1, aveva una vasca idromassaggio Jaccuzzi per due persone! Inoltre la casa offre un bellissimo panorama sul mare e sulla baia di Luka e appena usciti di casa si è nel bellissimo quartiere di Kut.
Out: Non trovo davvero nulla di sconveniente in questo appartamento, a essere pignoli direi la moquette per terra che stona un po' nelle case di mare.


la nostra casetta vista dalla strada

l'interno del nostro nido d'amore a pelo d''acqua
Cipetic Apartmani: Nel 2013, reduci da un altro inverno merdoso difficile, siamo tornati a Vis, si vede che il destino me la mette sulla strada quando devo ritrovarmi. Questa volta viaggiavamo già in tre, la Pulci ormai quasi treenne e quindi la nostra scelta non può ricadere sui Nautic Apartments, che ha camere piccole per 3 persone (anche se c'è la possibilità del terzo letto) , inoltre cercavamo qualcosa di più economico. Ci viene in aiuto Sara che l'anno prima è stata ai Cipetic Apartmani e li consiglia. Ci sono varie tipologie di appartamento, noi scegliamo quello con 3 posti letto, cucina separata e abitabile, disimpegno e bagno ...più l'immancabile terrazzino con vista spettacolare sulla baia di Vis. Costo (nel 2013...ora non saprei) 50 euro al giorno in pieno Agosto!!! Evviva, è quello che fa per noi!
Ubicazione: Vis, quartiere di Luka, non direttamente sul lungomare che però è raggiungibile in soli 5 minuti a piedi grazie a una scalinata scorciatoia (in macchina invece bisogna fare un altro giro allungando un po' la distanza)
In: il bellissimo terrazzino con vista spettacolare sulla baia, la sera era bellissimo godersi il panorama dall'alto con una Karlovacko fresca in mano...Altro punto a favore, la vicinanza a piedi al centro storico, anche se con il passeggino, essendo una scalinata molto ripida, era faticoso al ritorno (le scale sono molto ampie, su ogni gradone ci sta il passeggino, non c'è bisogno di portarlo a mano, l'ultimo tratto è una strada asfaltata in forte pendenza ).Inoltre, se avete bimbi piccoli, apprezzerete il dondolo all'ingresso della casa!
Out:Sinceramente direi nessuno, a voler trovare il pelo nell'uovo direi che l'arredamento è forse un po' anonimo.
vista dal nostro terrazzino
ISOLA DI BRAC:
Kristian Apartmani: Piccolo condominio in pietra locale che richiama lo stile architettonico tipico delle isole dalmate, ha varie tipologie di appartamenti, noi viaggiavamo in compagnia e praticamente lo colonizzammo tutto,io ero con fidanzato e un'altra coppia di amici nell'appartamento per 4 persone. Il costo nel 2009 era di 60 euro per appartamento al giorno, quindi dividendo in 4 amici veniva davvero una stupidata. Il nostro appartamento aveva anche un piccolo balconcino con vista mare, anche se la vista era un po' preclusa da alberi e da altre case.
Ubicazione: Bol , a pochi minuti a piedi dal lungomare e a 15 minuti a piedi dalla famosissima spiaggia Zlatni Rat.
In:il proprietario è stato sicuramente un valore aggiunto con la sua gentilezza e simpatia. Un giorno che abbiamo fatto un barbecue (il barbecue si trova in giardino. è in muratura ed è a disposizione di tutti gli ospiti del condominio) ci ha chiesto in quanti fossimo (venivano anche dei nostri amici che alloggiavano in un appartamento vicino, ovvero Villa Meri di cui parlerò qui sotto) e ci ha fatto trovare un tavolone già apparecchiato al nostro ritorno dalla spiaggia. Veramente una persona squisita!
Out:il bagno!! Avevamo la vasca, una doccia sarebbe stata preferibile, e l'arredamento un po' essenziale (un unico armadio, un po' piccolo per 4 persone).

Villa Meri:  Deliziosa villetta in pietra, sempre in stile dalmata con varie tipologie di appartamenti, ognuno con un tema diverso, e camere con bagno. Costo leggermente più alto dei Kristian Apartments, ma sinceramente la differenza di prezzo ci sta tutta, vista la cura dei dettagli di questa villa.
Ubicazione: Bol , a pochi minuti a piedi dal lungomare e a 15 minuti a piedi dalla famosissima spiaggia Zlatni Rat.
In:arredamento moderno e curato, gli appartamenti sono tutti di colori diverso, ognuno ha un tema. Bellissima terrazza con vista sul mare e sull'isola di Brac
Out: nessuno direi.

PARCO NAZIONALE DI PLITVICE:
Jelov Klanac accomodation: questo è uno degli appartamenti in cui ho soggiornato che più mi è rimasto nel cuore. Uno di quei posti dove tornerei a prescindere dalla località turistica in cui si trova. Appena li ho trovati su Google ho deciso che io dovevo andare qui, ero disposta a cambiare data pur di trovarli liberi e soggiornarvi. Jelov Klanac si trova a pochi km dall'entrata 2 del Parco, in mezzo a colline e prati verdi. Si tratta di un ranch (è possibile fare equitazione) con due casette totalmente in legno, curate nei minimi dettagli, all'interno delle due casette sono stati ricavati 2 appartamenti per ciascuna, ognuna con un tema, noi eravamo nella casetta rossa, tutti i suppellettili e altri dettagli dell'arredamente richiamavano il colore della passione.
La mattina svegliarsi immersi nel verde, con un cavallo che brucava l'erba sull'uscio di casa e un arcobaleno (aveva appena smesso di piovere) a darci il benvenuto è stata un'emozione impagabile.
Ubicazione: a 12 km dall'ingresso 2 del PN di Plitvice
In:il silenzio in cui sono immerse le case, la cura dei dettagli, la natura rigogliosa che le circonda, quel posto sprigiona un'energia positiva difficile da spiegare a parole.
Out:Sinceramente direi nessuno,a parte il prezzo, decisamente più caro della media, per l'appartamento rosso occupato da due persone siamo sui 90 auro al giorno. 

ISOLA DI CRES:

Pansion Tramontana:  Carinissima pensione a conduzione familiare appena fuori dal borgo di Beli, nella zona dell'isola chiamata Tramontana. La pensione richiama più un hotel di montagna che di mare, perchè effettivamente si trova su una collina che domina il mare e la costa. Le camere sono tutte ben arredate, i bagni appena rinnovati con doccia e molto spaziosi, i gestori sono molto affabili e gentili e oltre all'hotel gestiscono il Diving Center di Beli (spiaggia) e organizzano gite e grigliate su una spiaggia privata raggiungibile con una loro piccola imbarcazione (ve la raccomando assolutamente!) .
La cucina del piccolo ristorante, aperto a tutti, non solo ai clienti della pensione, è semplice, ma buona e genuina con soli prodotti locali a km 0, la colazione non è molto varia, ma buona, ogni giorno c'era un dolce diverso anche a seconda dei prodotti freschi che riuscivano a reperire, ad esempio una mattina c'era una buonissima torta ai fichi proprio perchè il giorno prima li avevano raccolti.
La pensione è dog friendly, fin troppo in un certo senso (vedete sotto negli "out") e in generale l'atmosfera è molto easy e rilassata.
Il costo per una doppia con colazione è 90 euro ad Agosto,
Ubicazione: a Beli, vicino al centro di recupero per grifoni, a 2 minuti di auto dalla spiaggia sottostante la collina di Beli
In:il fantastico panorama, la tranquillità in cui è immersa la pensione e la possibilità di una vacanza attiva: si organizzano infatti fish pic nic, trekking sulle montagne circostanti, yoga durante alcuni periodi dell'anno, gite in barca e immersioni. 
Out:gli spazi esterni non risultavano molto puliti, ad esempio c'era un'area bimbi (ottima idea) cintata, ma dove il grosso cane dei proprietari aveva libero accesso lasciando a volte i suoi escrementi. Inoltre dopo la festa di Ferragosto, mia figlia ha trovato dei vetri di bottiglia. Se non fosse stato per questi due fatti, non avrei avuto davvero nulla da ridire perchè ci siamo trovati, in linea generale, molto bene.
panorama dalla pensione

indicazioni per il ristorante della pensione
Surdic Apartmani: appartamentino a Valun, delizioso borgo di pescatori. La nostra casa era piccola, ma c'erano altre due tipologie di appartamenti più spaziosi, Valun è molto cara, è bellissima e ci sono poche strutture (zero hotel, solo appartamenti di privati e un bed and breakfast sopra il MaMaLu,ottimo ristorantino sul lungomare), quindi per uno studios per due persone dove era stato aggiunto il letto per mia figlia più bagno e cucina staccati dalla stanza (per accedervi bisognava uscire sul terrazzo) pagavamo 60 euro, ma considerando che gli altri appartamenti trovati su internet erano sui 100 euro se non 120 al giorno direi che è stato un affare. Il padrone di casa è molto gentile, è il gestore del bar gelateria sul lungo mare, capisce bene l'Italiano e lo parla anche un pochino. L'appartamento dispone di un parcheggio privato (Valun è a totalmente a traffico limitato, le macchine per chi arriva in gita o per chi non ha il parcheggio privato, vanno lasciate nel parking a pagamento all'ingresso del paesino) e ha una splendida vista sulla baia. Il centro del paesino , che è poi il lungo mare oltre a due vie appena sopra con un paio di negozietti, si raggiunge a piedi tramite una ripida scalinata, ma in due minuti ci si trova al porticciolo. Le due spiagge cittadine sono a 5 minuti a piedi (quella del camping) o a 10 minuti (se si sceglie Raca) . Insomma, un paradiso per chi è alla ricerca di un posto sul mare dove rilassarsi e dimenticarsi della macchina per l'intera vacanza.
Ubicazione: Valun, a 2 minuti dal lungomare e dal porticciolo
In:la posizione sul mare, il panorama è semplicemente splendido e rigenerante
Out:la doccia che era mezza rotta...il bagno avrebbe bisogno di un restauro, ma non escludo che quest'anno tutto l'interno sia stato rinnovato perchè l'anno scorso il proprietario aveva appena finito di fare dei lavori negli altri appartamenti.

panorama dal nostro terrazzo
 OREBIC (PENISOLA DI PELJESAC):

Jakov Apartmentsgrazie a Dio l'intera penisola è priva di grossi complessi alberghieri, si trovano piccoli alberghi o pensioni a conduzione familiare, campeggi e abitazioni private. Noi abbiamo scelto di pernottare in una bellissima casa in pietra, a pochi metri dal mare e dal lungo mare (isola pedonale) di Orebic. I Jakov Apartment sono dotati di ogni comfort e oltre al parcheggio privato avrete anche un bellissimo giardino appartato con tavolo e sedie per mangiare fuori e un bel barbecue a disposizione degli ospiti. I padroni di casa sono adorabili, molto gentili e mai invadenti e abitano al pian terreno. Ogni giorno ci regalavano la frutta del loro frutteto (prugne, albicocche e uva) e al nostro arrivo ci han fatto trovare una bottiglia del pregiato vino rosso di Peljesac.
La casa è un edificio storico, era residenza di uno dei Capitani di Orebic, come vedete dalle foto è interamente in pietra, nello stile tipico Dalmata,  si trova a 20 m dal lungo mare che è chiuso al traffico ed è costellato di ristorantini e gelaterie, oltre al nostro studios da 2 persone + 1 dispone di un appartamento più grande per famiglie di 4/5 persone.
Ubicazione: Orebic, a 20 m dal lungomare
In:la posizione, comodissima per uscire la sera senza prendere la macchina, la pulizia estrema della casa, la simpatia e gentilezza dei proprietari e il profumo che si sentiva non appena si varcava la soglia di casa...se chiudo gli occhi e mi concentro lo sento ancora!
Out:la mancanza di un vero e proprio balcone, c'è un piccolissimo balconcino, ma è talmente piccolo che ci si sta solo in piedi, impensabile anche solo metterci una sedia, men che meno un tavolo, ma d'altronde essendo un edificio storico non è stato modificato di proposito.

gattino nel nostro giardino
facciata della nostra casa (dimora storica di un Capitano)
ISOLA DI DUGI OTOK:
Hotel Sali:hotel a 3 stelle, abbastanza semplice, ma pulito e in una posizione ottima, immerso in una profumatissima pineta e affacciato su una bellissima baia con acqua verde smeraldo. Purtroppo niente spiaggia, solo piattaforme cementate. Noi abbiamo scelto il trattamento in bed and breakfast, quindi pernottamento e prima colazione, e ci è costato 82 euro al giorno (calcolando che la Pulci non pagava si tratta di 41 euro a testa al giorno comprensivi di tassa di soggiorno).
La colazione era discreta, tutta a buffet: pane nero, pane bianco, marmellatine, miele, cereali, yogurt, succhi di frutta, tè caldo, caffè e latte più tutta una serie di piatti salati, dal salame, al formaggio di Pag, dalle uova sode al prosciutto.
Dal centro di Sali dista solo 5/10 minuti a piedi, c'è il parcheggio, un ristorante a 100 metri dall'albergo (che per chi usufruisce della mezza pensione è il riferimento per la cena) e tramite la Reception si possono prenotare varie gite, anche in barca.
La camera era pulita, l'arredamento rinnovato di recente, il bagno si è rivelato essere la parte migliore con un box doccia immenso. Altro punto forte: un bellissimo balconcino vista mare arredato con un tavolino e delle poltroncine in vimini. Not bad!
Ubicazione: a pochi minuti dal lungomare di Sali
In:la vista sulla baia e sulla pineta e il costo contenuto
Out:direi nessuno (certo non bisogna aspettarsi un hotel di lusso, è molto semplice, ma pulito e curato)

ROVIGNO:
Pansion Vega; l'anno scorso ci siamo regalati un long week end a Rovigno per il ponte del 2 giugno e pensando (e pensavo bene!) che l'acqua del mare fosse ancora troppo fredda per fare il bagno (poi va beh...per seguire mia figlia mi è toccato...cosa non si fa per i figli!) ho cercato una pensioncina che avesse la piscina...ed ecco che dal web mi spunta la Pansion Vega, una pensioncina curata con due bellissime piscine. Il prezzo a giugno per un appartamento con tre posti letto, parcheggio privato, bagno e angolo cottura più uno spazio di giardino riservato solo per noi con tavolo e sdraio era di 74 euro, uso della piscina e colazione inclusi.


Ubicazione: a 10 minuti a piedi dall'inizio della zona pedonale del centro storico di Rovigno e a 5 minuti di macchina dalla spiaggia. 
In:gli esterni della pensione sono molto curati e puliti, le piscine sono veramente spaziali e anche il fatto di avere un parcheggio privato è un punto a favore. La colazione inoltre, servita nella taverna seminterrata, è semplicemente spaziale, veramente gustosa con un'ampia scelta di piatti dolci e salati, ogni giorno palacinke fatte al momento dalla padrona di casa. 
Out:l'arredamento interno della casa è un po' vecchiotto e andrebbe rinnovato.

Ribadisco che le recensioni sono frutto della mia personalissima esperienza e mi scuso se qualcuno di voi dovesse avere esperienze negative in una delle strutture da me suggerite, purtroppo a volte va anche a culo fortuna! Inoltre, ci tengo a dirlo, io sono una persona che si adatta facilmente, non ho grosse pretese perchè quando sono in viaggio spero di passare meno tempo possibile in hotel / casa / pensione, di solito le uniche due cose che guardo sono la pulizia e il bagno...turista avvisato mezzo salvato :-))

giovedì 9 giugno 2016

Good Bye Sarajevo


Il terzo giorno a Sarajevo è un'altra brillante giornata di sole, questa volta siamo stati davvero fortunati. 

Dopo la colazione decidiamo di prendere un taxi e contrattare un prezzo per farci portare prima alla Zuta tabija (la Fortezza gialla che domina Sarajevo) , e poi, dopo aver scattato qualche foto, farci portare al "Tunel", cioè il Tunnel che salvò tantissime vite durante l'assedio e che ora è diventato museo. 





Dalla Fortezza Gialla si domina davvero tutta la città, si vede bene com'è strutturata, stretta tra le colline e le montagne con la Miljacka a farle da spina dorsale, si vedono i cimiteri, delle macchie bianche in mezzo alle case con le tegole rosse, e si vedono i ponti. 

Facciamo una foto con dietro la "mia" città...chissà se mia figlia si ricorderà qualcosa di questo viaggio?
Il nostro taxi ci ha aspettato come da "contratto" e fila veloce dalla parte opposta della città, verso il Tunnel. 
Lui conosce la strada, chissà quante volte ci ha portato turisti curiosi come noi. Tutti lo conoscono il Tunnel di Sarajevo, ma nessuno ne parla e non ci sono praticamente indicazioni stradali per arrivarci, per questo scegliamo il taxi, 5 anni fa girammo con la nostra macchina a vuoto, chiedendo informazioni che nessuno ci voleva dare (per i Serbi quello è ricordato come un luogo di torture, per la gente di Sarajevo invece è celebrato come simbolo di coraggio e di sopravvivenza).



Il Tunnel fu costruito nel 1993 con lo scopo di collegare Sarajevo città, circondata e isolata dalle forze serbe, al resto della Bosnia passando sotto la zona neutrale dell'aeroporto, protetto dalle Nazioni Unite. Il Tunnel fu costruito da volontari bosniaci che si alternavano, scavando ("con le mani, le pale e i picconi" si legge in questo articolo di Osservatorio dei Balcani) in turni da 8 ore ciascuno, iniziato a Gennaio fu ultimato dopo circa 6 mesi. Grazie ad esso molti Sarajevesi riuscirono a scappare dalla città assediata, allo stesso tempo il tunnel fu utilizzato per portare viveri e qualsiasi genere di aiuto umanitario a chi era rimasto. Non solo! Grazie al tunnel furono fatte passare le armi necessarie ai cittadini per difendersi. Il tunnel è largo poco meno di un metro, alto 1,60 m ed era lungo 800 metri, ma ne sono stati conservati solo 20 m e sono stati convertiti in museo. 


Stella, ignara dell'utilizzo originale di quel tunnel, me lo fa attraversare circa 10 volte...una fatica...e sono solo 20 metri... china per forza con il mio metro-e-settantacinque e senza praticamente carichi...immagino cosa significasse fare quasi 800 metri con la schiena abbassata trasportando kili di merce...


Ci facciamo riaccompagnare in centro dal nostro amico tassista che ci racconta brevemente di lui (è musulmano) e della città durante la guerra. Ride mentre racconta che "lì facevano bang bang" e imita il suono degli spari... (io e mio marito ci guardiamo perplessi...sarà un suo modo per esorcizzare i ricordi...chissà) . 


Ci dividiamo momentaneamente dai nostri amici che vogliono visitare alcuni musei che noi abbiamo già visitato la volta scorsa e ci godiamo la Baščaršija mangiando cevapcici da Zeljo, chiacchierando con due ragazzi (una coppia) di Sarajevo che ora vivono in Erzegovina e che sono venuti dopo tanti anni a rivedere la loro città dalla quale, raccontano, sono scappati durante la guerra. Sono stati in Italia una volta, ci dicono, in gita scolastica, poco prima che scoppiasse la guerra. Chiacchieriamo un po' e poi li salutiamo, andiamo nella via dei battitori di rame





In uno dei negozi di questi battitori di rame, facciamo amicizia grazie a mia figlia Stella (con i bambini è più facile avere una scusa per attaccare bottone) con il proprietario che è all'opera.





Gli attrezzi del mestiere

Gentilissimo ci fa vedere al momento come crea i braccialetti di rame decorati con motivi floreali o con il profilo della città, chiedo se posso fotografarlo e acconsente senza problemi ed infine regala una calamita a mia figlia che inizialmente scoppia a piangere perchè non la trova di suo gusto (...) ed infine si pente e torna indietro per dire "scusa" e poi "Hvala"...(eeeevvvaiiii con il bipolarismo yeah) 

Nella nostra passeggiata pomeridiana scopriamo anche una parte di Sarajevo che l'altra volta ci era sfuggita pur essendo così vicina alla piazza del Sebilj...si tratta di una via acciottolata e in salita con pochi turisti e parecchie botteghe caratteristiche, lì è bello camminare lontano dalla confusione e con un colpo d'occhio speciale sulla Bascarsija.





A questo punto ci ritroviamo con i nostri amici e con l'intento di andare verso le installazioni del Sarajevo Film Festival (i maschi) e alla Srebrenica Exhibition (le femmine) capitiamo fuori dall'antica Chiesa Ortodossa...che facciamo? Indecisi se valga la pena entrare o meno alla fine decidiamo di entrare e mai scelta fu più azzeccata. 
Avete presente quei momenti magici che a volte accadono nella vita? Quando l'Universo si ferma in un attimo di perfezione? 
Entriamo e abbiamo come l'impressione di essere capitati in un posto magico, siamo solo noi 5, i passi risuonano sul pavimento e l'unica luce oltre a quella che filtra dai piccoli vetri e illumina il soffitto blu decorato con delle stelle dorate è la luce di decine di candele sottili e lunghe infilzate dentro vasi di sabbia. Della musica liturgica ortodossa ci accompagna nella nostra visita, io e la mia amica abbiamo letteralmente i brividi.





A quel punto ci dividiamo, lascio mia figlia con suo padre e vado con la mia amica a vedere una mostra sul genocidio di Srebrenica, abbiamo visto le locandine vicino alla Chiesa cattolica.

Alla Srebrenica Exhibition c’è un mega schermo sul quale a rotazione proiettano due filmati.
Il primo è un video riguardante l’assedio di Sarajevo, con molte interviste ai cittadini mentre il secondo parla del Genocidio di Srebrenica.
Durante il filmato sull’assedio intervistano una donna bionda, sulla quarantina che dice “E’ facile stare a guardare un documentario sulla guerra, ma dentro questa guerra ci siamo noi e voi non potete capire”
Per la seconda volta in due giorni mi sento piccola e stupida. Io che da anni leggo e mi informo su quanto è successo nei Balcani quando io ero adolescente e ogni volta che mi sembra di aver capito questa guerra vedo qualcosa o leggo un’intervista o un libro e devo ricominciare da capo perché ogni certezza viene nuovamente ribaltata. Mi sfugge il senso, mi sfuggono i meccanismi e le cause-effetto… Effettivamente la storia dei Balcani, dell’ex Jugoslavia, è molto complicata, non si può etichettare in nessun modo definitivo.
E cosa ancora più certa io non posso capire cosa voglia dire stare dentro una guerra. Cosa voglia dire vedere i morti per strada e non dietro uno schermo,  vivere senza elettricità, acqua, riscaldamento, cibo e assorbenti per giorni e giorni, mesi e anni. Cosa voglia dire rischiare la pelle per andare a scuola, per andare a prendere l’acqua. Non so cosa voglia dire lavarsi con l’acqua fredda. Non so cosa significhi usare i mobili di casa come legna da ardere. Per fortuna non conosco nulla di tutto ciò.
A un certo punto nel video sull'assedio 3 ragazzine intervistate trovano una macchina abbandonata e aperta, ci saltano dentro e intonano "All that she wants", hit dell'estate 1993, la ragazzina che fa finta di guidare dice "Dove andiamo ragazze?Andiamo al mareeeeee". 
Probabilmente quello stesso giorno anche io a poche centinaia di km in linea d'aria da quella città, da quella macchina, stavo cantando quella canzone in tutt'altro contesto. Ignara, o quasi, del male che c'è nel mondo, come tutte le dodicenni dovrebbero essere. Forse quella è stata la parte del video che mi ha toccata di più...la voglia di vivere e di spensieratezza di quelle ragazzine che vivevano ogni giorno l'incubo di un Paese in guerra, di una città assediata...e quel mare che idealmente avrebbero voluto raggiungere non era più nemmeno il loro mare. 
Il video intervista alle mamme di Srebrenica è stato veramente un pugno allo stomaco, da mamma immedesimarsi è stato ancora più facile che farlo semplicemente da essere umano ed è stato veramente orribile. Per chi non lo sapesse, nel Luglio 1995, Srebrenica, zona protetta dalle truppe olandesi dell'ONU dove avevano cercato rifugio decine di migliaia di musulmani, fu attaccata dalle truppe serbo-bosniache guidate da Mladic. L'Undici Luglio tutti gli uomini dai 13 ai 78 anni furono divisi dalle donne e dai bambini apparentemente per procedere allo sfollamento, in realtà furono allontanati e giustiziati senza sosta, uno dopo l'altro a colpi di mitra e gettati in fosse comuni. Stiamo parlando di 8372 uomini secondo le fonti ufficiali, circa 10.000 secondo le associazioni per gli scomparsi.
Una mamma nell'intervista dice che quando salutò per l'ultima volta suo figlio non urlò tutto il suo terrore e la sua paura perchè non voleva far vedere al suo "bambino" che c'era da temere qualcosa, non voleva che avesse più paura di quanta già non ne avesse. 
Guardiamol'intervista tra le lacrime e uscite da quella mostra ce ne torniamo a casa annientate, anichilite, con l'anima svuotata e il cuore pesante. Non riusciamo nemmeno a parlare tra noi. 
Ma arrivate a casa c'è la mia bambina e non posso rimanere triste e silenziosa...e fuori c'è un altro tramonto arancione e l'ultima sera sarajevese ad aspettarci. 
Ci mettiamo un po' a lasciarci andare quella sera, perchè davvero siamo rimaste scosse, ma poi ci immergiamo nell'atmosfera festosa della Bascarsija , non vogliamo rovinare l'ultima sera qui a Sarajevo e ce la godiamo tutta...cenetta , poi un caffè bosniaco servito con tutti i crismi e infine, quando ormai Stella dorme nel suo passeggino, ci infiliamo in un locale a bere caj e fumare narghilè. 





Poi svaligiamo un negozio di dolci tipici vicino al Sebilj, saranno quelli i nostri souvenir per amici e parenti. 
L'ultima notte Sarajevo ha l'aria frizzantina e il profumo di rosa. E niente...mi sono arresa a lei anche sta volta. Non le resisto, mi faccio pervadere da tutta la sua essenza, per lo meno quella che riesco a cogliere.

La mattina dopo si parte per l'ultima tappa del nostro viaggio: Belgrado ci attende. 
La casa non ha l'ascensore e dobbiamo fare più viaggi per portare in strada le valigie. 
E così mentre salgo in casa per l’ultima volta a prendere le ultime borse da caricare in macchina, sento una malinconia profonda salirmi dalla pancia al cuore. Io amo questa città. Amo il suo odore, la sua polvere, i suoi contrasti. Amo la sua aria frizzantina la sera. Amo i mille caffè bevuti in questa vacanza, amo i suoi ponti che non c’entrano un cazzo l’uno con l’altro eppure a Sarajevo stanno bene, lì sulla Milijacka, uno dietro l’altro.
Amo la musica anni 80 che, non so perché, esce da tutte le radio, in tutti i locali. Pure Albano e Romina mi sono dovuta sorbire per intero, come l’anno scorso a Cracovia (MA PERCHE’???).
Amo i suoi cevapcici serviti con la pita e amo berci sopra uno yogurt.

IO NON VOGLIO PARTIRE.

Perchè non siamo tornati prima?

E mi viene in mente quella frase nel libro della Mazzantini Questa città è una tasca per noi, è infilare le mani nel buio e sentire un calore che arrivi dal fondo.”

(*) Consiglio la lettura di "Come fossi solo" di Marco Magini, per approfondire il discorso su Srebrenica, di "Maschere per un massacro" di Paolo Rumiz per capire un po' di più la guerra dei Balcani, de "La Cotogna di Istanbul" sempre di Rumiz e "Venuto al Mondo" di M.Mazzantini per farsi ispirare da Sarajevo e gustarsela attraverso un romanzo. 

giovedì 19 maggio 2016

Mali Podol e la Signora del Gelato ai Fichi



"Ghiacciolo" morbido ai fichi secchi
Di loro avevo parlato qui, in uno dei miei primi post sul blog, il post dedicato all'isola di Cres. Raccontavo il mio primo viaggio in quell'isola nel 2012, è stato uno dei post scritti di getto, di pancia, era il primo post dove ho capito come inserire le foto (dopo ho rimediato anche in quelli precedenti...sì, lo so, sono molto impedita), insomma è stato uno dei miei post più rudimentali...eppure, di tutto il blog, è il più letto di sempre...

Nonostante questo non potete capire la mia sorpresa quando la scorsa estate siamo tornati a Mali Podol, dopo 3 anni, dalla signora che fa il gelato ai fichi e i biscottini alla salvia e mi sono sentita dire che un sacco di gente va lì perché ha letto di loro sul mio blog. E' stata una soddisfazione senza eguali... 


L'indicazione era sempre la stessa di 3 anni fa, appesa all'albero dove si incrociano la strada principale e la deviazione per Podol, scritta a mano sul legno. Emozionata come sempre quando torno in un posto dove ho lasciato un pezzetto di cuore arriviamo nel cortile della Signora dei Fichi dove dei gatti dormono pigramente al sole. 
Ci sediamo e poco dopo compare la Signora, ci mettiamo a parlare e mi chiede come ho fatto a trovarli e come ho scoperto la loro esistenza. Le dico che l'ho letto sull'albero e che ero già stata da loro 3 anni fa.  "Te lo chiedo perchè tanti mi dicono che hanno letto di noi su un blog" e io "Sono io, sono io quella del blog!!!!" e così le ho mostrato sullo smartphone il post dove raccontavo di Cres e del loro gelato ai fichi e di come quel post fosse stato uno dei più letti del blog e di come un sacco di persone mi abbiano scritto per raccontarmi di essere stati a mangiare il gelato ai fichi a Mali Podol e per ringraziarmi per questa dritta.



Mangiamo gelato ai fichi fatto in casa (prima il gelato morbido fatto con i fichi secchi e poi il gelato che assomiglia di più a un ghiacciolo, fatto con i fichi freschi), biscottini salati alla salvia, beviamo sciroppo alla salvia, poi al rosmarino e infine alla menta. Tutto sublime, tutto fatto in casa da loro.


Sulla sinistra l'album di Podol sotto la neve

Ci mostra l'album delle dediche degli ospiti e le foto di Podol sotto la neve oltre a due album che illustrano un suo progetto di sacchetti di rete fatti all'uncinetto. Vedere il borgo ricoperto di neve fa un certo effetto, con i 36°C che ci fanno sudare anche all'ombra sembra praticamente impossibile che lì possa nevicare, quando succede dev'essere tutto parecchio suggestivo.










Ecco la mitica Signora dei Fichi con il marito


Alla fine non vuole che la paghi, ci offre i gelati per ringraziarmi... È la prima volta che ricevo qualcosa come ricompensa del mio "lavoro" sul blog e nel vedere la contentezza della signora nell'avermi conosciuta tutto assume un valore maggiore... Negli ultimi 14 anni ho scritto una decina di diari di viaggio dedicati alla Croazia, ho fatto la GPC per il sito di Turisti per Caso, ho scritto articoli a richiesta, ho fatto recensioni di case e pensioni, scritto innumerevoli post sul blog e nessuno mai mi ha dato una lira per tutte le ore dedicate a promuovere questo Paese che io amo immensamente. 
Il gesto di questa signora e la gratitudine che esprimeva il suo sorriso mi hanno ripagato di di tutto. E' stato davvero emozionante. 




Se per caso ci andate dopo aver letto di loro sul mio blog, fatemi contenta: tornate e lasciatemi un commento, ne sarei davvero felice.



E se ora vi è venuta voglia di andarci e ancora non è il momento perchè le vacanze sono ancora lontane, provate a fare da voi i "famosi" Biscottini salati alla Salvia  , se chiudete gli occhi e li annusate siete già lì! :-)

martedì 3 maggio 2016

Valun...dove la felicità è fatta di piccole cose


A Valun la felicità è fatta di piccole cose...

...il suo porticciolo nella luce abbacinante del primo pomeriggio...








Uscire sul terrazzino di casa e avere questa vista...guardare ad ogni ora del giorno la luce che cambia e la diversa atmosfera che si respira, chiudere gli occhi e ascoltare i rumori che variano a seconda dell'ora del giorno...il suono dell'acqua di qualcuno che nuota nella baia (anche di notte...sempre)


Camminare sul lungomare e vedere le ragazze del MaMaLu pulire il pesce fresco...




Camminare per le viuzze del paesino e trovare una casa come questa, curata in ogni dettaglio, con le sue poltroncine in vimini sulla strada quasi a invitarti a sederti, come a dirti "Benvenuto, fai come se fossi a casa tua"



...farsi tutto il lungo mare dal campeggio a Raca senza nessuno perchè siamo matti, sono tutti a fare la siesta perchè ci sono quasi 40°C, ma noi stiamo facendo nostro il paesino che ci ospiterà per 8 giorni...



Trovare una scaletta di pietra che ti porta direttamente dentro al mare...


...Avere una spiaggia come questa a disposizione tutti i giorni a 5 minuti a piedi da casa e potersela godere ogni mattina prima di tutti...


Cenare al "Na Moru" alla luce del tramonto e delle lanterne, con un piede che sfiora l'acqua...


...e godersi il tramonto, vederlo farsi sera dal proprio tavolo...


Rifotografare la stessa spiaggia decine di volte perchè ogni giorno la trovi più bella e non sai perchè...


...Prendere un gelato ogni giorno alla stessa ora con tua figlia, nel barettino sulla pedonale che da Valun porta a Raca, sedersi su una delle tante panchine e...


...semplicemente osservare il mare e perdersi nel suo azzurro

















Grazie Valun, torneremo sicuramente, un pezzettino di cuore è rimasto nel tuo porticciolo e verremo a riprendercelo...ripenserò a te in ogni giornata grigia quando tornerò al lavoro...

mercoledì 13 aprile 2016

Cullati dal Danubio - The floating hostel





Chi mi conosce lo sa...ho un'inspiegabile attrazione verso il grande fiume d'Europa, il Danubio. 
Forse perchè nasce nella Foresta Nera e muore nel Mar Nero (curioso no?), oppure sarà che è il più lungo fiume dell'Unione Europea o che attraversa alcune delle capitali che più amo o ancora che è l'unico fiume la cui lunghezza si calcola dalla foce e non dalla sorgente. Oppure saranno i tanti nomi che acquisisce nei vari Paesi che attraversa, tutti con un suono così sensuale e femminile.
So solo che il Danubio esercita un'attrazione fatale su di me e uno dei miei sogni sarebbe proprio un on the road dalla sua sorgente alla sua foce, un viaggio lento alternando macchina, bicicletta e imbarcazioni.
Sarà per questo che una delle mete del mio Balkan Express del 2014 è stata Belgrado e sarà per questo che quando grazie a un'altra blogger (La Ragazza con la Valigia) ho scoperto l'esistenza dei floating hostels sul Danubio non ho avuto esitazioni: io, mia figlia, mio marito e i miei amici avremmo dormito lì. Per forza. 



Già solo il fatto di aver prenotato un ostello galleggiante sul mio Fiume aumentava di gran lunga l'aspettativa di visitare quella città. Era il fiore all'occhiello (nonchè tappa finale)  di un viaggio che ci aveva condotto lungo tutta la costa montenegrina fino all'Albania, sul lago di Scutari, proseguendo per Sarajevo, Visegrad e arrivando infine a Belgrado, la capitale non solo della Serbia, ma anche dell'Ex Jugoslavia. 

La mia scelta è caduta sull'Arka Barka Floating Hostel  proprio perchè suggeritomi dalla Ragazza con la Valigia, ma ce ne sono molti altri. 
Visitando il sito l'ostello mi è subito piaciuto per lo stile urbano, il fatto che fosse colorato e di design, pur nel rispetto della natura e del contesto in cui si trova.
Infatti l'ostello è interamente costruito in legno e si armonizza perfettamente nel parco di Ušće, uno dei più belli della città nonchè uno dei più giovani e vivaci, nel senso che vi si tengono feste e concerti (quando siamo arrivati noi era appena finita la festa della birra e stavano smontando il palco) e la sera è tutto un via vai di giovani che corrono, fanno jogging o vanno sui roller blade.

la terrazza dove si fa colazione

Siamo arrivati che era quasi il tramonto e l'odore del fiume mi è arrivato in faccia, così caldo e umido, così evocativo. Mi ha ricordato alcuni pomeriggi da bambina quando con la mia amica andavamo in bici per la campagna attorno alla nostra città. Lo stesso odore di erba umida che si asciuga al sole. 

Attraversiamo il parco dopo aver lasciato la macchina al parcheggio pubblico (gratuito) e in meno di 10 minuti di camminata ecco spuntare in mezzo alla vegetazione il nostro ostello.


ingresso del corpo principale dell'ostello


Attraversiamo la passerella come se stessimo salendo su una barca ed eccoci accolti dalla calda atmosfera dell'Arka barka e dei suoi ragazzi. Lo stile urbano colorato e allegro, lo staff giovane e socievole...mi sembra di essere tornata ragazza! Yuppi doooo...dormirò in un ostello anche se ho 33 anni e sono in giro con mia figlia!!Yeah, sono ggggiovane!!!! E così ci prendiamo una birra con la receptionist seduti sulla chiatta esterna, mentre lei ci racconta cosa fare a Belgrado e mentre un cielo lilla colora l'orizzonte e rende belli anche i grattacieli.


tramonto sul Danubio


La sera ci addormentiamo cullati da un leggerissimo dondolio, il nostro letto è attaccato alla finestra, sotto di noi il Danubio è diventato un serpente nero e misterioso.
La mattina la luce filtra presto dalle tendine verdi che schermano (invano) la finestra sul Danubio. E' emozionante vedere l'alba sul mio fiume e vedere come la vegetazione sulle sue sponde brulichi di vita così presto. E poi, con l'aria ancora un po' freschina, facciamo colazione sul ponte-terrazza, così, a pelo d'acqua.

Per tutti i giorni che siamo rimasti all'Arka Barka il nostro momento preferito è stato la sera, quando dopo aver macinato km a piedi tutto il giorno ci facevamo una bella doccia (quasi tutte le stanze dell'ostello hanno il bagno privato)e poi ci sdraiavamo tutti e tre sul letto guardando il fiume che scorreva placido sotto di noi e il cielo e le nuvole che si coloravano con il tramonto, a volte rosa e grigio, a volte arancione, rendendo tutto ancora più magico.

reception dell'ostello
INFO PRATICHE:
* l'ostello ha camere sia con bagno privato che al piano;
* noi per la camera da 3 con bagno privato abbiamo pagato 15 euro a testa inclusa la colazione;
* la colazione è composta da tè o caffè o latte, pane, marmellata, burro, succhi di frutta, affettati e omelette calda oppure tost caldo a seconda dell'estro del receptionist che trovate al mattino (sono loro che preparano la colazione);
* la fermata del bus per andare in centro è a circa 10 minuti a piedi;
* il parcheggio gratuito è all'entrata del parco e per arrivare all'ostello dal parcheggio calcolate 10 minuti abbondanti;
* l'ostello si trova all'interno di un parco dove si tengono concerti, spettacoli, feste della birra ecc.. C'è una pista ciclabile, si può girare in bici , sui rollerblade, fare jogging...
*l'ostello mette a disposizione degli ospiti le sue biciclette gratuitamente, peccato che 9 su 10 abbiano qualcosa che non va;
* lo staff parla correttamente e fluentemente varie lingue, potete prenotare via e-mail, si paga al momento della partenza, non servono anticipi per fermare la prenotazione.


PS: al più presto (che allo stato attuale delle cose potrebbe significare fra mesi e mesi) farò un post sulle cose da fare e da non perdere a Belgrado...per ora abbiate pietà di me, che tra pannolini e allattamento non ho tempo per nulla!

giovedì 14 gennaio 2016

17 Novembre 2015

Sono passati quasi due mesi e non ho ancora parlato di come sei venuto al mondo, mio piccolo panzerottino...come avevo fatto per Stella (non su questo blog però...e tutto è andato perso) anche tu meriti il racconto del nostro parto.
Come ben saprai, sei stato sfrattato, esattamente come era successo alla tua sorellina. Lunedì 16 avevo fatto l'ultimo monitoraggio e niente...tu eri lì nella tua piscinetta, beato e contento e non volevi saperne di uscire. Quindi ecco come un deja vu l'ostetrica che mi dice "se non nasce stanotte, domattina vieni qui che ti ricoveriamo, dobbiamo procedere con un'induzione". Che botta!!! Sta volta speravo davvero di scamparla...ancora a distanza di mesi a scriverlo provo una stretta al cuore e un senso di fallimento. Non proverò mai l'emozione di un parto spontaneo...niente scene viste in centinaia di film; "caro, mi si sono rotte le acque!!" dice lei a un lui semi addormentato nel letto....Niente corse rocambolesche in taxi per arrivare in tempo in ospedale con lei che si tiene stretta la pancia e urla...Niente parti precipitosi in un supermercato (no, beh, questo sono contenta di averlo evitato!)...Niente bagni caldi a lume di candela mentre aspetti che lui venga a prenderti per portarti in ospedale perchè hai le prime contrazioni. Niente. I miei figli richiedono evidentemente gestazioni di quasi 10 mesi. Però poi mi escono bene...
Anyway...sto divagando...
Mi ricoverano alle 8 di martedì 17 Novembre che ero a 41+5 e l'induzione era prevista per le ore 18. Alle 9 però alla visita con la ginecologa mi dicono che ero già dilatata di 1 cm allora mi  fanno lo scollamento delle membrane che tutti mi avevano descritto come una cosa dolorosissima e invece...io non sento nulla, tranne un grande fastidio per il ravanamento! Ma purtroppo non fa effetto. A mezzogiorno a sorpresa mi dicono che iniziano l'induzione perché era inutile aspettare le 18 visto che c'erano poche partorienti. Invece che gel o fettuccia di prostaglandine preferiscono iniziare con la rottura delle acque considerando che era il secondo parto, che avevo già una dilatazione di 1 cm e che avevo fatto lo scollamento delle membrane.
Dopo poco, cioè dopo aver perso tipo 1 litro e mezzo di liquido amniotico caldo che manco sapevo come muovermi, inizio ad avere contrazioni, ma strane, erano più dolori che dalle gambe si irradiavano al collo dell'utero o almeno la sensazione era quella... Dopo 2 ore sono solo a 2 cm di dilatazione...wow, un successone!!!
Già ero venuta in ospedale di pessimo umore, insofferente verso tutti e tutto perché non accettavo il fatto di dover fare un'altra induzione.. Figuriamoci quando a quel punto mi comunicano che avendo rotto le acque e fatto scollamento non volevano aspettare troppo e mi propongono anche se ero di soli 2 cm di fare una flebo di ossitocina ma con 1 bolo di epidurale leggera perché se no i dolori sarebbero stati insopportabili...per dirlo loro!! Di solito l'epidurale la offrono quando sei di almeno 4 cm, con Stella l'avevo fatta a 6 cm...
Io non ero d'accordo, inizio a piangere e protestare, mi sentivo tradita dal mio corpo che non collaborava, tradita dai dottori che non avevano fiducia in lui...che magari se avessero aspettato la natura avrebbe fatto il suo corso. Inizio ad implorarli...implorarli di aspettare almeno un'ora per vedere se magari le contrazioni si fossero regolarizzate, ma niente... non hanno voluto. Il tuo papà inizia a preoccuparsi perchè mi vede poco collaborativa, ha paura che con il mio atteggiamento potrei bloccare il parto... Dopo 1 ora di ossitocina finisce l'effetto della leggera partoanalgesia che mi avevano fatto, sento malissimo, le contrazioni non sono mai al picco, ma troppo ravvicinate proprio per l'ossitocina.. Ma ho un asso nella manica da giocare. Inizio a fare le visualizzazioni della mia vagina che si apre, che diventa enorme per far passare la testa di un bambino, del mio bambino, cerco di non contrastare il dolore chiudendomi, ma anzi lasciandomi andare aprendo bocca e gola e pronunciando vocali come la A o la O . Sembro matta forse, ma inizio a dire "Aaaaaa" oppure "Oooo" ogni volta che devo accompagnare l'onda della contrazione. Tutte cose che avevo letto sul libro "La gioia del parto" di Ina May Gaskyn, che mi aveva consigliato una mia amica doula, Lucia RPer farla breve dopo 2 ore che mi hanno applicato la flebo di ossitocina mi visitano e a sorpresa mi dicono che sono a 10 cm di dilatazione...cioè...sono passata da 2 a 10 cm di dilatazione in 2 ore. Esaltatissima tutta all'improvviso realizzo che è oggi che ti conoscerò.Oggi verrai al mondo. Non domani. Non ci metterò 23 ore come con Stella. Tu nascerai oggi, fra poche ore o forse minuti. Oggi, dopo 9 mesi e mezzo nella mia pancia attraverserai il mio corpo, con la forza di un meteorite che attraversa l'atmosfera. Nel momento in cui realizzo questa cosa dico ad alta voce "Ma allora nasce oggi!" e io e il tuo papà ci abbracciamo emozionati. Io sono prontissima a spingere, ma l'ostetrica mi dice che non posso,devi scendere ancora un po' nel canale. 
A un certo punto contrazioni sparite, ma io sento voglia di spingere, è assurdo...la pancia non si indurisce più, ma io sento che stai spingendo e io voglio accompagnarti in questo, sento malissimo alle gambe e alla parte bassa dell'utero, come se fossero delle contrazioni concentrate solo in quella zona, ma la pancia non diventa dura e il monitoraggio non le registra. L'ostetrica mi dice di non spingere, ma tu bimbo mio avanzi da solo, ti sei fatto strada da solo, anche l'ostetrica rimane stupita.
Io allora anche senza contrazioni (nonostante mi avessero aumentato la dose di ossitocina, dandomi però anche un rabbocchino di partoanalgesia) spingo fregandomene di quello che mi dice l'ostetrica, ho deciso che mi prendo una rivincita su questa induzione subita, ora decido io e sento che devo spingere, sto solo assecondando il mio corpo e tu che vuoi nascere. So come fare, l'ho già fatto 5 anni fa, ricordo bene come si spinge, non spreco energia, ora so come devo fare e come respirare. E infatti da quando decido di testa mia in pochissime spinte sei venuto al mondo. "Ore 19:20" sento dire dall'infermiera che intanto è arrivata per dare una mano. 
Sei stato bravissimo, ti sei quasi messo al mondo da solo. Mi hai aiutato un sacco. 
Io non ho nemmeno urlato, quando ho sentito che stavi scivolando fuori da me ho solo detto "aaaaaaaaiaaaaaah...sta uscendo" ed eccoti qui. 
Ricordo l'ostetrica (molto carina, è stata dolcissima standomi accanto tutto il tempo) che dice "Sei stata bravissima!" 

Tu a pochi minuti di vita

È stato un parto stranissimo, inizialmente subito, ma infine molto emozionante. Io e il papà abbiamo pianto un sacco, di gioia e per tutta la tensione accumulata. I protocolli dell'ospedale sono un po' cambiati da quando è nata Stella e così senza che ti lavino ti appoggiano su di me nudo, avvolto da un lenzuolino, per fare il contatto pelle a pelle e favorire da subito l'allattamento. Nella stanza luci soffuse, il cielo fuori che ha un colore stupendo...era una bellissima giornata e prima, poco prima di iniziare a spingere, una palla infuocata tramontava colorandolo e infuocando il cielo di arancione. Ora è buio , ma c'è quel cielo limpido di quando è sereno d' inverno, con i contorni netti delle colline e dei palazzi che si vedono all'orizzonte. Che incontro romantico il nostro primo incontro. Ma niente champagne, bensì una tazza di tè caldo che mi porta l'ostetrica assieme a dei biscottini al burro. Che dolcezza il nostro primo abbraccio. Dopo due ore abbracciati così, ti hanno fatto un bel bagnetto e pesato...3,560 kg...quasi il clone di tua sorella Stella. Entrambi indotti il giorno 17, entrambi nati di martedì, entrambi lo stesso peso (Stella ti superava di 15 g). .Sei anche molto lungo, 52 cm! La tua prima tutina è bianca e tu sembri un fiocco di neve. Che strano questo parto, iniziato malissimo, con me che non accettavo per nulla questa induzione e che poi mi sono riscattata a pochi passi dal traguardo. Ti ho proprio sentito farti  spazio per venire al mondo, con Stella ricordo che spingevo, spingevo, spingevo e non capivo a che punto fossi, non avevo idea di quanto mancasse. Questa volta capivo tutto. Arrivata lì sapevo esattamente cosa fare e a che punto fossi tu. Un'emozione unica!
Mi sono subito innamorata di te e questo ha dissipato ogni dubbio perche, lo ammetto, le emozioni di questa gravidanza non sono state lontanamente paragonabili a quelle provate con Stella e avevo anche paura che anche il nostro incontro fosse meno intenso. Invece ora che sei qui sono "in love", totalmente! La seconda notte in ospedale è arrivata la montata lattea e sono stata felicissima, ci tenevo tanto ad allattarti. 
il momento più dolce

E che dire del tuo incontro con Stella? Peccato che tu non lo ricorderai, ma lei quando ti ha visto era il ritratto della gioia, era luminosa come il suo nome. Mi scoppiava il cuore a vedervi così. Purtroppo la foto di quel momento non c'è, ma certe immagini rimangono impresse nel cuore per sempre, senza bisogno che esse siano digitalizzate :-)


I miei due bambini...gioia infinita!


 E i giorni dopo, dopo che ti sei dovuto fermare a fare la fototerapia perchè avevi un po' di ittero, quando finalmente siamo tornati a casa, ho conosciuto la gioia di una felicità totalizzante, rotonda e appagante. Mi sono sentita completa al 100% con te, Stella e il papà.
Non sono una romanticona con il paraocchi, sapevo che non sarebbe stato sempre così, che la stanchezza avrebbe preso in alcuni giorni il sopravvento, che gli ormoni avrebbero fatto i loro scherzi e così è stato, per lo meno in certi momenti, ma quella pienezza, quella bellezza che ho visto quel giorno l'ho messa mentalmente in una foto e incorniciata , perchè è così che ci voglio pensare (a noi 4), anche quando in futuro ci saranno magari momenti di sconforto, momenti brutti come accade in tutte le vite o momenti frenetici in cui tra lavoro e routine perderemo di vista ciò che davvero conta. Io con la mente, chiudendo gli occhi riguarderò quella foto racchiusa in un cassettino della mia memoria. 

BENVENUTO AL MONDO RICCARDO!!!