martedì 25 giugno 2019

Svezia...pensieri sparsi

Approfitto del fatto che i bimbi siano al mare con i nonni (leggi=tanto tempo libero in più) per mettere subito nero su bianco i miei pensieri sul viaggio in Svezia e per darvi alcuni suggerimenti su come organizzare un viaggio nella Terra dei Vichinghi e, perchè no, su come farlo nel modo più low cost possibile (per quanto si possa parlare di low cost parlando di Paesi Scandinavi).

Tipica casetta in legno
Sono tornata da tre giorni e sono bastati due giorni di lavoro per farmi sembrare la Svezia più lontana di quel che sia. Ma mentre sono al lavoro e leggo specifiche e mando e-mail e controllo ordini la mia mente continua a rielaborare le immagini di quei giorni intensissimi e bellissimi. Guardo fuori dalla finestra, dove finalmene l'estate è scoppiata e il cielo è azzurro, ma penso "però in Svezia era così blu". Vado sul balcone e respiro il profumo delle mie rose e poi penso "che bello che era la mattina percorrere la strada fino alla stazione, l'aria profumava di fiori". L'altra sera in bici ho incontrato dei leprotti e ho subito pensato "come si divertivano i bimbi nel prato vicino a casa a rincorrere i coniglietti"...e quel giorno che un alce ci ha attraversato la strada? E quando abbiamo dato da mangiare allo scoiattolino? Si metteva anche in posa per noi. E il passerotto che ha fatto la Fika (*) con noi al Rosendal? Se ripenso alla Svezia infatti mi viene in mente la sua natura, che esplode prepotente anche in una metropoli come Stoccolma.

carino lui!


Se penso alla Svezia mi commuovo pensando alla luce che ci accompagnava tutto il giorno, il sole che non tramontava mai regalandoci giornate infinite (immagino quanto debba essere dura invece nei mesi invernali). Mi sale un nodo in gola pensando ai paesini di pescatori della costa del Bohuslan e a quando il cielo plumbeo ha lasciato filtrare il sole illuminando le centinaia (non per dire) di isole e isolotti al largo del mare del Nord, con il vento che ci sferzava la faccia senza pietà ma pulendo i contorni di ogni cosa.

Fjallbacka


Il nostro viaggio ha toccato Goteborg, la costa del Bohuslan e Stoccolma: otto giorni tra il mare del Nord e il Mar Baltico. Io che sono figlia dell'autunno, ma amo visceralmente l'estate e soprattutto il mare (ma infatti quest'ultimo non è mancato anche se in tutt'altra veste) ho scelto questo viaggio in una fredda giornata di Gennaio, quando avrei voluto essere a Nord per vedere boschi ammantati di neve e l'aurora boreale. Ho visto una foto su un blog, una ragazza su un treno che sorseggia una bevanda calda mentre fuori sfila il tipico paesaggio nordico, ammantato di neve e il cielo con la luce del crepuscolo. Ecco io non so se sia così anche per voi, ma nel mio caso parte tutto da un'ispirazione: è un colpo di fulmine...vedo una foto, leggo un racconto di viaggio e boom!  Non riesco a smettere di pensarci. L'idea della Svezia è nata così...pensando ai boschi ammantati di neve e all'aurora boreale anche se poi ci sono andata a Giugno, per il solstizio d'estate (botta di culo eh...che quando ho segnato le ferie in ditta la settimana è stata scelta in base a quando chiudeva la scuola, a quando non andava via il mio capo e a quando andavano al mare i miei genitori perchè altrimenti i bambini chi me li cura se la scuola è chiusa?).
Otto giorni sono pochi per scoprire una Nazione, ma sono abbastanza per rimanerne affascinati, per farsene un'idea e per aver voglia di tornare...cosa che conto di fare sicuramente perchè è vero che il mondo è grande e io so già che non lo vedrò tutto, ma come amo ripeterre io sono una viaggiatrice slow. Non mi importa piantare bandierine qua e là solo per dire "ci sono stata". Amo tornare nei Paesi che mi sono piaciuti e scoprirne nuovi pezzetti ogni volta. Certo, la Svezia è cara e non credo potrò tornarci presto, non l'anno prossimo, forse nemmeno quello dopo, ma prima o poi tornerò a Smogen e andrò sull'isola di Hållö a vedere il suo faro che questa volta ho potuto vedere solo da lontano. 

Faro di Hallo sullo sfondo

Andrò sull'isola di Gotland dove visiterò Visby, la cittadina medioevale dove è stata girata la serie  di Pippi Calzelunghe. Prenderò un treno notturno da Stoccolma e arriverò in Lapponia dove vedrò il vero sole di Mezzanotte. E poi magari ci tornerò in inverno, riprenderò quello stesso treno attraversando un paesaggio che mi sembrerà totalmente diverso, ammantato di neve e finalmente vedrò l'aurora boreale, uno dei sogni che ho indicato 4 anni fa nella mia lista delle cento cose da fare nella vita. Oppure andrò a Sud, a Foteviken nella regione dello Skåne per vedere come vivevano i vichinghi. 
La Svezia offre veramente molte cose da vedere o fare per tutti i gusti e tutte le età. Anche solo una città come Stoccolma merita una visita accurata, ci siamo stati 5 giorni eppure ci sarebbero ancora moltissime cose che vorrei vedere.



Nel prossimo post cercherò di essere meno prolissa e più pratica, dandovi alcune informazioni su come organizzare il viaggio e su come, quando possibile, risparmiare.
Stay tuned!

mercoledì 24 aprile 2019

Il Mare d'Autunno - posti magici e dove trovarli

San Vito
Che ci sia il mare vicino, lo senti appena scendi dalle scalette dell'aereo. L'aria carica di salsedine ti arriva in faccia e ha tutto un altro sapore e consistenza di quella che respiriamo a Bergamo.

Che il mare sia vicino lo si capisce anche a Rutigliano, dove il mare non lo vedi all'orizzonte, ma è comunque una presenza tangibile: lo è per via del colore candido delle case che sembrano uscite da una Chora greca, lo è per la presenza di olivi, palme, alberi di fico e per l'umore della gente.
Chi vive al mare sorride in un modo diverso.
Il mare lo senti nei capelli, a fine giornata, perchè te l'ha portato il vento che ti ha spettinata tutto il giorno.

Quando il richiamo del mare si fa troppo forte, andiamo a Polignano a Mare e facciamo il solito giro che facciamo sempre. Dalla statua di Modugno passiamo sul ponte da cui si vede la spiaggia di Polignano e poi ci addentriamo nel centro storico su quella roccia magica piena di grotte sottomarine, quella roccia magica sulla cui cima si accalcano una sull'altra le case imbiancate a calce o di pietra che al sole diventa dorata. I vicoli sono pieni di sorprese, tra balconcini fioriti, porte colorate, ristorantini tipici e addirittura poesie lasciate qua e là...su una scala, su un tombino, su un muretto.

cose belle che trovi sui muri a Polignano ;-)
A volte possono succedere cose strane, quasi magiche, coincidenze...come quella volte che avevamo appena detto che non avevamo mai fatto la gita in barca alle grotte marine e poco dopo incontriamo un signore che ci dice "Sono Dorino, con me farete il più bel giro in barca di Polignano". Ci mostra la foto di una grotta e dice "Questa  grotta è la più bella del mondo, ci stanno le stalattiti di sale e i coralli sul fondale. A voi donne poi in questa grotta succede la cosa più bella che possa succedere a una donna. Se decidi di venire, chiamami e dimmi che vuoi uscire con la barca alle 13. Alle 13:20 in questa grotta succede questa specie di miracolo, ma non posso svelarti troppo".
Pura magia o strategia di marketing? Il mio animo romantico propende per la prima ipotesi, la risposta ancora non la so perchè la gita non l'abbiamo ancora fatta, ho un motivo in più per tornare ancora a Polignano.
Dorino ci ha anche detto che quando uno viene a Polignano "3 sono le cose che deve fare: un giro con la barca, bere un caffè speciale al limone dal Mago del Gelo e mangiare il gelato fatto a mano del bar Turismo". Ovviamente non ce lo siamo fatti ripetere due volte e non esagero se vi dico che sono state due esperienze da orgasmo.

Il bar Turismo poi è proprio da vedere, è la cosa più lontana dal concetto di "turistico" mai vista in una località così famosa come Polignano. E' il classico bar vecchio stile, in cui non saremmo mai andati se non indirizzati da qualche "locals". Pochi gusti di gelato, arredamento datato, i vecchi che giocano a carte...ma effettivamente il gelato è stato un''esperienza fenomenale, mai mangiato un gelato così buono. MAI!
caffè al limone dal Mago del Gelo
E se Polignano non fosse abbastanza, che la meraviglia non è mai troppa e l'inverno a Bergamo può essere lungo ed è meglio fare il pieno di Vitamine Sea, c'è Monopoli.

Scendendo verso il mare a Monopoli, ci si addentra in un dedalo di viuzze più o meno strette che ogni tanto sfociano in una piazza o in una piazzetta.



Le case come a Polignano sono imbiancate a calce o sono di pietra chiara leccese, la luce le inonda ovunque e mette in risalto dettagli come davanzali fioriti, tendine di pizzo alle finestre, portali decorati o un gatto che osserva la gente da uno dei tanti balconcini deliziosi che si affacciano sulle stradine.

una viuzza di Monopoli....aaaaaaah la bellezza!
Botteghe di artigiani, negozietti di souvenir, ristorantini e bar caratteristici, boutique hotel  e bed and breakfast di charme si susseguono uno dopo l'altro con grazia, nulla appare stonato.



E infine si arriva al mare, con il suo blu che sembra ancora più profondo per via di tutto quel bianco che lo circonda, per via di tutta quella luce. E mi emoziona guardare quel mare perchè io lì percepisco i Balcani dall'altra sponda, i miei amati Balcani. Quel mare per me è come un ponte che unisce.
Camminando sul lungo mare alla fine si arriva al poticciolo che sembra uscito da un quadro, con il castello da un lato, i palazzi signorili che lo circondano e le barchette dipinte con colori accesi.

porticciolo di Monopoli

Se poi di mare non ne avete abbastanza e volete vedere il mio nuovo posto del cuore (la lista si allunga!), ritornate verso Nord, superate Polignano e seguite le indicazioni per l'Abbazia di San Vito (una frazione di Polignano).



E' un posto magico, ci sono solo l'abbazia, una torre d'avvistamento, un paio di ristoranti e il mare.
Nella baia galleggiano sul mare smeraldo alcune barchette colorate di pescatori , hanno colori accesi e sembrano lasciate lì apposta per essere fotografate.


I pescatori che stanno pulendo i cefali appena pescati e sbattendo un grosso polipo appena acchiappato offrono uno spettacolo d'altri tempi, i miei figli sono affascinati da questo insolito e macabro spettacolo, loro, bambini di città, abituati a vedere il pesce rettangolare dentro le scatole della Findus.


Dalla baia ci incamminiamo, superiamo la Torre di avvistamento e costeggiamo il mare che qui ha formato delle pozze, come delle piccole piscine naturali. Gli scogli fanno da barriera al mare arrabbiato che sbatte e si alza in grosse onde spumose.


Il cielo è blu, i miei bimbi ridono come matti cercando conchiglie, sassolini e inventando storie tra gli scogli e una volta ancora mi trovo a pensare a come davanti al mare la felicità sia un'idea semplice.


lunedì 22 aprile 2019

Izola, the happy place - tre giorni di relax sulla costa Slovena

Questa via ha vinto quasi sempre il premio indetto dal Comune di Izola per essere la via più fiorita della città


Povera costa Slovena! Dev'essere difficile sostenere la vicinanza con la Croazia e dev'essere ancora più difficile per Izola sostenere la concorrenza della vicina Pirano. Eppure...
Eppure io mi sono innamorata di questa bella cittadina slovena e vorrei parlarvene qui. Magari la prenderete in considerazione per un week-end primaverile o di inizio estate. Oppure come base per visitare i dintorni senza spendere troppo (è un'ottima alternativa a Pirano).




Noi ci siamo capitati quasi per caso, non era una tappa prevista dal nostro tour in Slovenia della scorsa estate, ma una decina di giorni prima di partire ci è venuto lo schiribizzo di togliere la tappa a Tintoretto e fare qualche giorno al mare prima di inoltrarci nel cuore verde della Slovenia.
Avevamo bisogno di qualche giorno di mare per scrollarci la fatica di un inverno difficile e di un Luglio denso di preoccupazioni e si sa che la cura per tutto è l'acqua salata: il sudore, le lacrime o il mare e decisamente abbiamo scelto quest'ultimo :-)

Palazzo Besenghi degli Ughi

Di sicuro la differenza l'ha fatta anche il nostro padrone di casa, Erik Tul degli Apartment Tul che  ci ha accolti come se fossimo degli amici e facendoci capire come per lui ospitare non fosse una mera questione di denaro, ma anche una vera passione perchè ama far conoscere la sua terra alla gente che ospita. Con noi, appassionati di Balcani, ha trovato pane per i suoi denti e ci siamo trovati a chiacchierare di tutti i posti visitati in Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia e Montenegro, della guerra degli anni '90 e dell'ex Jugoslavia, ci ha invitati una sera a cena da lui e il giorno dopo a fare una gita con il suo gommone. L'ultimo giorno ci ha fatto trovare anche le brioches fresche per il viaggio, una gentilezza senza eguali e in fondo ci siamo fermati solo 3 giorni. Davvero un incontro che ha fatto la differenza!
Ma torniamo a Izola!
Nonostante sia meno nota di Pirano o Portorose, ha il tratto costiero con più spiagge di tutte le altre località slovene: spiagge selvagge (come Bele Skale), spiagge attrezzate, spiagge per disabili e addirittura spiagge per cani. Ognuno può trovare una spiaggia che faccia al caso proprio!

Noi ne abbiamo visitate tre, una per ogni giorno della nostra permanenza.
La prima è stata San Simon, una baia sabbiosa, attrezzata, con bagnino sempre presente, lidi dove affittare ombrelloni e lettini, bar e ristoranti a ridosso della spiaggia e pure uno scivolo per la gioia dei ragazzini. Non amo questo tipo di spiagge, ma per il giorno del nostro arrivo è stata comoda. Il parcheggio poi è proprio a ridosso della spiaggia.

Il secondo giorno è andato meglio, abbiamo scelto la spiaggia cittadina, Punta Gallo, molto più nelle nostre corde. Per arrivarci abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio a pagamento vicino all'ex stabilimento Delamaris a piedi abbiamo raggiunto la spiaggia, molto pittoresca perchè la vista spazia dal centro storico di Izola alle scogliere di Strugnano fino a Trieste in lontananza.
Alle spalle di questa spiaggia di ciottoli con mare discreto e fondale digradante adatto anche ai bambini, c'è una bellissima pineta e molti si sdraiavano lì con i loro teli e si avventuravano sulla spiaggia solo per tuffarsi in mare.
Un'altra cosa carina cha abbiamo notato  sul lungomare che si attraversa per arrivare alla spiaggia (il punto più largo è vicino al faro) è la biblioteca per bambini: una libreria bianca con dei libri per bambini, un tappetone e delle seggioline blu dove sedersi e ascoltare o leggere un libro! L'ho trovata un'idea deliziosa (putroppo ho foto scattate solo con il cellulare e quindi non le posterò).
Alle spalle della spiaggia ci sono bar e ristoranti e anche una specie di lido, si affittano dei lettini sul prato antistante il faro. Per le famiglie segnalo un piccolo parco giochi, molto ben tenuto.



Punta Gallo

L'ultimo giorno l'abbiamo dedicato alla bellissima e selvaggia spiaggia di Bele Skale che tradotto significa "Rocce Bianche". Ci si arriva da un sentiero lasciando la macchina al parcheggio dell'hotel Belvedere, eravamo già pronti alla sfacchinata con tutto il necessario (ombrellone e materassini per i sassi oltre che borsa frigo del pic nic e bimbo in spalla), ma il nostro meraviglioso padrone di casa si è offerto di portarci a fare un giro in gommone e quindi ci siamo arrivati via mare.
Purtroppo quel giorno l'acqua non era al top, era molto torbida e piena di legnetti e altri tesori portati dal mare perchè c'era stata tempesta due giorni prima, ma altrimenti l'acqua è verde smeraldo, abbiamo visto su internet alcune foto meravigliose. Peccato, ma la magia del luogo ci è arrivata comunque. Imponenti rocce grigio chiaro ricoperte di macchia mediterranea e una lunghissima spiaggia di ciottoli bianchi che sembra quasi schiacciata dalla scogliera. Era quasi metà Agosto eppure eravamo quasi soli. Una pace incredibile con la vista della città in lontananza e lo sciabordio delle onde. Sicuramente la spiaggia più bella delle tre.

Bele Skale vista dal mare

la pace a Bele Skale

tronchi levigati dall'acqua e la città sullo sfondo
Ad ogni modo, più che le spiagge, ci ha conquistati la cittadina: Izola con la sua atmosfera rilassata e un turismo poco invadente, i tramonti eccezionali, i ristorantini sul porticciolo, le piazzette ariose e graziose e i vicoli caratteristici ci ha letteralmente conquistati. Il tramonto al porto e il tramonto visto dalla "nostra" casetta sono stati due colpi al cuore, il Cupido dei Viaggi ci ha scagliato le sue frecce dritte al cuore e ci ha fatto innamorare!
Se avete più tempo di noi a disposizione vi consigliamo di visitare :
- I resti della villa Romana nella baia di San Simone; 
- La Casa del Mare, una sorta di museo della Storia della pesca e della conservazione del pesce della città;
- Le saline di Sicciole e Strugnano.

A questo proposito vi segnalo il sito di Izola, molto ben fatto dove troverete tutte le informazioni pratiche.




DOVE DORMIRE: Indubbiamente vi consiglio di cuore gli Apartment Tul di cui vi parlavo prima. Arriverete come ospiti e ripartirete amici, ve lo garantisco! Impossibile non diventare amici di Erik e dei suoi gentilissimi e simpaticissimi genitori. Impossibile non innamorarsi della loro casa in collina a 5 minuti dal centro di Izola, curata in ogni dettaglio e molto funzionale nonostante non sia grandissima,. Impossibile non rimanere stregati dal tramonto visto dal giardino di casa mentre cenerete o berrete un drink con la vista che si perde per i vigneti e poi giù verso il mare. E se come noi avete bambini, Erik vi farà trovare dei giochi per loro, un'attenzione in più che noi abbiamo molto apprezzato. Ovviamente potete chiedere informazioni direttamente al padrone di casa, ma noi all'arrivo abbiamo apprezzato molto il fatto che ci fossero brochure di Izola e dintorni a nostra disposizione all'interno della casa. Erik poi vi saprà anche consigliare ristoranti e wine bar. Davvero un ottimo padrone di casa. 

Stella e Riccardo nel giardino di casa in un momento di relax post spiaggia
E quindi? Vi ho convinti a visitare Izola e i suoi magnifici dintorni? 

lunedì 10 settembre 2018

Idea di viaggio: Slovenia in 9 giorni

Le valigie sono ancora mezze aperte in corridoio, ho montagne di lavatrici da fare e cose da sistemare e una malinconia che mi attanaglia.
Avete capito bene, sono appena tornata dalle vacanze, da un viaggio e una vacanza per l'esattezza, un viaggio on the road in Slovenia e una settimana di mare di Croazia, un viaggio e una vacanza desideratissimi, quest'anno più di altri, dopo un anno lavorativamente molto pesante, anche psicologicamente.

Ormai è assodato che per quanto ci riguarda la soluzione perfetta per noi è abbinare una settimana di mare a una settimana itinerante ed è proprio di quest'ultima che vorrei parlare, proponendovi un'idea di itinerario per scoprire la verde Slovenia.

Poi vi parlerò nel dettaglio di ogni singola tappa, ma nel frattempo ecco come organizzare al meglio un viaggio alla scoperta della nostra piccola Nazione vicina di casa.

Tramonto a Izola


Giorno 1,2,3

Izola e dintorni
La verde Slovenia, i suoi fiumi smeraldo, i suoi laghi che sembrano usciti da un libro di fate...e tutti si dimenticano di quel pezzo, seppur piccolo, di costa rimasto in ombra anche a causa della vicina Croazia.
Portorose troppo turistica, Pirano troppo cara...dove potremmo fare tappa prima di proseguire per l'interno del Paese?
Izola è stato un buon compromesso, non ha la bellezza della vicina Pirano nè i servizi offerti dalla famosa Portorose, ma ha l'autenticità e la semplicità del borgo di pescatori, un'atmosfera rilassata, buoni ristorantini, un turismo poco invadente e soprattutto dei tramonti spettacolari!
E le spiagge? Non c'è che l'imbarazzo della scelta, da quelle attrezzate come San Simon a quelle selvagge come Bele Skale (Rocce Bianche) dove si arriva tramite sentiero o in barca.


Vsta di Pirano dalla mura difensive


Giorno 4

Pirano
Prima di spostarci per il resto del tour all'interno della Slovenia non potevamo perderci la bellissima Pirano, la perla del piccolo tratto di costa Slovena.
Arrivarci da Izola è questione di mezz'oretta di auto, la quale può essere lasciata nel grande parcheggio a pagamento che si trova a un paio di km (forse meno) dal centro storico raggiungibile poi con un pullmino navetta gratuito! Un'organizzazione mitteleuropea più che balcanica. Il vostro tour non può che cominciare da piazza Tartini per poi continuare nella salita alle mura che circondavano la città (in parte visitabili al costo di 2 € a persona, gratis i bambini) e dalle quali si ha un panorama meraviglioso su tutta Pirano. E poi non vi resta che perdervi nelle sue viuzze fino a tornare di nuovo sul mare e seguire la stradina che costeggia gli scogli fino ad arrivare al faro. Una bellezza e un fascino senza tempo, veramente una bellissima sorpresa questa città!


il castello di Predjama
Grotte di Postumia


Giorno 5,6,7,8

Per i restanti giorni in Slovenia facciamo base a Bled, ottima scelta perchè si trova a un'ora di distanza al massimo da tutte le mete che ci eravamo prefissati di visitare e allo stesso tempo ci ha permesso di tornare ogni sera sul lungolago, di godere dei servizi che un paese turistico come Bled può offrire e di godere di un panorama mozzafiato.

Grotte di Postumia e Castello di Predjama
Da Bled in un'ora si raggiunge Postumia dove si trovano le famossime grotte omonime, forse le più famose d'Europa, alla cui visita si può aggiungere lo scenografico castello di Predjama che si trova a 10 minuti di bus dall'ingresso delle grotte.
E' possibile fare anche un biglietto di ingresso cumulativo per entrambe e in tal caso non pagherete il bus navetta che collega le due attrazioni.
Entrambe le attrazioni piaceranno tantissimo ai bambini e inoltre si prestano a essere visitate negli sfortunati giorni di pioggia. Secondo il nostro programma avremmo dovuto visitarli l'ultimo giorno di tour in Slovenia, ma abbiamo anticipato per occupare un giorno di pioggia ed è stata un'ottima scelta.
Il castello, oltre a essere molto scenografico, ha degli interni molto interessanti, i miei bimbi hanno voluto le audioguide e se il piccolo Ricky le voleva più per divertimento che per altro, la mia Stella era interessatissima.
La visita alle grotte prevede invece un tratto su un trenino (la parte che il mio piccolino ha apprezzato di più) , circa due km a piedi e infine un altro tratto sul trenino.
Inutile dire che la natura e la roccia carsica hanno creato degli scenari spettacolari, da rimanere a bocca aperta. Le guide (noi l'abbiamo scelta in Italiano ovviamente) vi accompagneranno spiegandovi storia e segreti della grotta non senza una bella dose di umorismo.
Quest'escursione è quella che ci è costata di più: 102 euro in totale solo per gli ingressi (biglietto combinato in alta stagione che comprendeva ingresso al castello con audioguida, visita guidata in Italiano delle grotte e bus navetta tra le due attrazioni per gli adulti costa 38,5, per i bambini dai 6 ai 15 anni 23,00 Euro e i bimbi sotto i 5 anni pagano solo 2 euro di tasse).
Vi consiglio di prenotare i biglietti on line per evitarvi lunghissime ed estenuanti code (com'è capitato a noi) per fare i biglietti, code che possono diventare un incubo se con voi ci sono bambini piccoli.
Vi racconterò tutto più dettagliatamente nel post che dedicherò a parte a questa importantissima e interessantissima tappa del nostro "on the road".

Gole di Vintgar


Gole di Vintgar e città medioevale di Radovlijca
A circa un quarto d'ora di macchina da Bled si trovano le Gole di Vintgar, già nell'area del Parco Nazionale del Triglav.
La gola, formatasi nel corso dei millenni dal lavoro paziente del torrente Radovna, si sviluppa per circa 1800 metri e grazie a un sistema di passerelle di legno e ponticelli è interamente visitabile. Il colore verde smeraldo dell'acqua che mi ha ricordato il colore dei laghi di Plitvice, il profumo dell'aria, la bellezza selvaggia della natura mi ha lasciato a bocca aperta e deve aver lasciato a bocca aperta anche i miei figli perchè pure Stella, la pigrona di famiglia, ha camminato senza lamentarsi.
L'ingresso alla gola costa 5 Euro per gli adulti, 2,5 il ridotto e gratis per i bimbi sotto i 3 anni.

Fontana nel paese di Radovljica


Dopo Vintgar siamo stati nel paesino medioevale di Radovljica. Arrivare a Radovljica è stato come scivolare dentro una piccola bomboniera piena di soprese, in un piccolo scrigno dei tesori. La bellezza intrinseca di questo borgo medioevale sarebbe bastato a farci passare un bel pomeriggio, ma il susseguirsi di tante piccole bellezze nascoste nei pochi metri quadrati della sua piazza principale, Linhartov Trg, mi ha fatto passeggiare come sospesa da terra, come se il mio cuore fosse un palloncino gonfio di felicità ...il museo "live" del panpetato che mi ha riempito gli occhi di magia, il museo dell'apicoltura, fatto benissimo e con un'organizzatissima area dedicata ai più piccoli che ha tenuto occupati i miei piccoli per più di un'ora, la libreria d'antiquariato scoperta per caso quando ce ne stavamo andando e l'aver trovato un bellissimo libro fotografico sull'Adriatico di quando ancora c'era la Jugoslavia (non potevo non comprarlo!!!) , il girovagare per le stradine medioevali e sbirciare nei cortili delle case, bianche e con i davanzali traboccanti di gerani rossi, l'aver trovato un belvedere dal quale si poteva ammirare la verde vallata (e il treno...per la gioia di mio figlio che in questo periodi ha la fissa per treni e rotaie!)...tutto ciò ha reso questa giornata "La Giornata Perfetta".
(Ingresso al museo del panpepato presso il ristorante Lectar: 2,5 Euro, gratis per i bimbi sotto i 3 anni. Ingresso al museo dell'apicoltura: solo 7 Euro grazie al Family Ticket)

Cascate Savica


Cascate Savica e Lago Bohinj

La Verde Slovenia. Verde è il primo colore che mi viene in mente pensando a Lei.
Il verde dei suoi prati, il verde cangiante dei suoi fiumi e il verde dei suoi laghi.
L'ho pensato per l'ennesima volta arrivando alle cascate Savica che formano una pozza verde smeraldo proprio sotto di esse. Non sono cascate imponenti, ma sono comunque belle e la passeggiata è molto facile e adatta ai bambini. Inoltre vanno a formare il fiume Sava che a Belgrado si congiunge con il Danubio e noi sulla confluenza di questi due fiumi abbiamo dormito in un magico ostello flottante, quindi è stato un po' come trovare un altro pezzo del puzzle. Le cascate si trovano nei pressi del lago Bohinj, verso Ukanc. Si può parcheggiare al ristorante Savica, parcheggio a pagamento, noi però abbiamo avuto fortuna e abbiamo trovato posto poco prima del parcheggio a pagamento.
Anche l'accesso al sentiero che porta alle cascate è a pagamento, 2,5 Euro gli adulti, 1,5 € i bambini sopra i 3 anni mentre i bambini minori di 3 anni non pagano. Il sentiero è molto facile, ma in salita, ad ogni modo anche il mio piccolo Ricky di due anni e mezzo è riuscito a farlo a piedi e in 15 /20 minuti a seconda del vostro passo, si arriva al punto panoramico dove si possono ammirare le cascate.

Lago Bohinj

Ribcev Lav sul lago Bohinj


Dopo la visita alle cascate, che tra percorso andata e ritorno e sosta nel punto panoramico per le foto di rito vi prenderà al massimo 1 ora e mezza (esagerando!), potreste andare a Ribcev Lav, come abbiamo fatto noi, una graziosa località turistica sulle sponde del lago Bohinj dove si specchia la super fotogenica chiesetta di San Giovanni Battista che riporta anche affreschi del 1300 d.C.Purtroppo anche per questa chiesa, l'ingresso è a pagamento (2,5 Euro) . Un pic nic sulle sponde del lago, prendere il sole su una delle belle spiaggettte di sassi o giocare su qualche prato in riva al fiume è gratis :-)
Ma che acqua invitante ha questo lago??? In alcuni punti sembrava di essere su qualche spiaggetta croata!
Anche di questo magnifico lago vi parlerò più avanti in un post dedicato!

Dite cheeeeeeseeeee (lago di Bled)

lago di Bled


Bled, una giornata dedicata al luogo più fotografato della Slovenia

Il penultimo giorno lo dedichiamo al paese che ci ha fatto da base negli ultimi 4 giorni. Iniziamo dal castello, dal lungolago parte un sentiero che in 20 minuti circa porta sul costone roccioso dove sorge il castello datato 1004 d.C.e allora di proprietà dei vescovi di Bressanone.
Il prezzo per visitare il castello, 11 Euro il biglietto per gli adulti e 7 Euro i bambini sopra i 2 anni, è secondo me esorbitante rispetto a quello che davvero offre. Rispetto al bellissimo castello di Predjama, dove anche gli interni sono molto interessanti, il castello di Bled è piuttosto spoglio, anche se esternamente è molto scenografico, ma c'è da dire che il panorama che regala è fantastico. Si può ammirare tutto il lago di Bled dall'alto, la scenografica isoletta e le montagne che gli fanno da contorno.
Volendo si può anche cenare o pranzare nel ristorante del castello godendo di questa spettacolare vista.
All'interno del castello si possono visitare la cantina, un'antica stamperia e la Galleria delle Erbe.
Scesi dal castello vi consiglio una passeggiata sul lungolago, volendo potete noleggiare delle biciclette, ma anche solo passeeggiare sarà bellissimo.
Dopo aver dato da mangiare alle anatre (i miei bimbi hanno voluto farlo a tutti costi, sempre per la serie "La Felicità è Una Cosa Semplice"), abbiamo deciso di prendere la Pletna, la tipica imbarcazione del lago di Bled, simile alla gondola, per raggiungere l'isolotto simbolo del lago. La gita dura circa 1 h e mezza e costa parecchio, 14 Euro gli adulti, 7 Euro i bambini sopra i 3 anni e gratis i bimbi sotto i 3 anni.
Dove una volta sorgeva il tempio dedicato a Živa dea slava dell'amore, ora sorge la Chiesa gotica di Santa Maria Assunta, sul cui campanile si può salire pagando un altro ticket di ingresso.
C'è anche una leggenda che aleggia intorno alla Chiesetta: si narra che nel 1500 la vedova Polissena che viveva nel castello di Bled, inconsolabile per la morte del marito, fece fondere una piccola campana da donare alla Chiesa di Santa Maria Assunta in memoria dello sfortunato consorte, ma a causa di un forte temporale, l'imbarcazione che stava trasportando la campana si capovolse con tutto l'equipaggio e la campana sprofondò nelle acque del lago. Il Papa fece allora arrivare un'altra campana, ancora presente nella Chiesetta, e si narra che chi riesca a suonarla vedrà avverarsi un proprio desiderio.
E la campana in fondo al lago? Ancora oggi a volte se ne può udire il suono.

Se vi avanza tempo o avete più giorni da dedicare a Bled, si può anche fare il giro del lago con il trenino turistico (di sicuro piacerebbe ai bambini), fare un bagno nelle calde acque del lago (calde perchè in estate hanno una temperatura media di circa 28°C) oppure visitare il Dino Park, un parco a tema dinosauri.


Lubiana - vista sul mercato coperto



Giorno 9

Lubiana in un giorno
L'ultimo giorno del nostro tour sloveno l'abbiamo dedicato alla sua capitale, un gioiellino, una città vivace e viva, una città romantica e accogliente, una città bellissima con il fiume a tagliarla in due, una città con più volti.
Per fortuna l'avevamo già visitata due giorni nell'ormai lontano Capodanno 2009/2010, questa volta il tempo è davvero poco e riusciamo giusto a darne un assaggio ai nostri bambini.
Arrivando dal quartiere etnico, dalla via Trubarjeva, attraversiamo uno dei ponti sulla Ljubljanica e arriviamo nella zona del mercato. E' un normale mercato come ce ne sono tanti, più interessante è il mercato coperto nell'ediificio disegnato da Plecnik, l'architetto che aveva studiato a Vienna presso Otto Wagner e che cambio il volto di Lubiana, progettando tra le altre cose il Triplice Ponte.
Riattraversato il ponte decidiamo di camminare sul lungofiume dove graziosi locali si alternano uno dopo l'altro, è una bellissima giornata e tutti hanno messo i tavolini all'aperto.



Ritorniamo sull'altra sponda per visitare il quartiere medioevale, ricco di fascino e di bellezza, e poi con la funicolare, che tanto è piaciuta ai miei bambini, saliamo al castello che domina la città. Anche questo castello è visitabile al suo interno, ma avendo veramente pochissimo tempo ci accontentiamo di visitarne gratuitamente il cortile e fare alcune foto al panorama dall'alto.
Riprendiamo la funicolare e torniamo nel cuore della città dove scopriamo librerie fantastiche, localini trendy e fontane molto particolari e divertenti (come quella a forma di canguro o di topolino). Ogni angolo è una sorpresa, ogni scorcio è una cartolina e mi mangio le mani a sapere che non abbiamo tempo per scoprirla e godercela con calma. Ce ne sarebbero di cose da vedere: i suoi musei, i palazzi in stile Liberty, il parco Tivoli, le chiese, i negozietti di artigianato...ma domani il nostro traghetto per l'isola di Cres ci aspetta. Ancora una volta il richiamo del mare è stato più forte di qualsiasi altra cosa, ma ci piange il cuore lasciare a metà racconto questa bellissima città e lasciare la verde Slovenia che ci ha fatto davvero innamorare.
La città però ha in serbo per noi un ultimo regalo: nel tornare alla macchina ci perdiamo e capitiamo nel quartiere alternativo di Metelkova, un centro culturale autonomo e autogestito che mi ha ricordato molto il quartiere Christiania di Copenaghen.
Di giorno sembra quasi un quartiere abbandonato, un'esplosione di colori e opere d'arte a cielo aperto, ma di sera dicono si rianimi e si rimepia di musica, parole e persone.

Metelkova


Il nostro viaggio in terra slovena è giunto davvero al termine, di sicuro non è un addio, ma un arrivederci!

I conti in tasca:
In 4 persone (due adulti e due bambini di 7 e 2 anni) in 9 giorni abbiamo speso 2000,00 € comprensivi di 9 notti in appartamento, autostrada, carburante (diesel), 7 cene al ristorante (per due sere abbiamo cucinato in casa),  9 pranzi al sacco (costituiti da Burek o tranci di pizza), ingressi al castello di Predjama e grotte di Postumia, ingressi alle gole di Vintgar e ai musei di Radovljica, ingressi alla cascata della Savica, biglietti per la funicolare di Lubiana, un giorno al lido di San Simon a Izola (due lettini e un ombrellone) e i parcheggi a pagamento di Lubiana e Pirano.
Il piccolo Ricky avendo meno di tre anni non ha mai pagato nessun biglietto di ingresso, mentre mia figlia Stella di 7 anni ha sempre pagato un biglietto ridotto.


Dove abbiamo dormito:
Avendo due bambini piccoli e volendo evitare stress inutili per rifare e disfare le valigie più volte, abbiamo preferito dividere il viaggio in due: 3 giorni sul litorale sloveno e 5 notti sull lago di Bled in cui fare base per esplorare i dintorni con escursioni giornalieri che prevedessero percorsi in auto di un massimo di 1h (l'escursione più distante è stata quella alle grotte di Postumia) .

Per la parte del viaggio "marinara" abbiamo pernottato a Izola, negli Apartma Tul dove siamo stati 3 notti spendendo 300,00 Euro.

Vi riporto sotto la mia recensione:

L'accoglienza è stata eccezionale, Erik e i suoi genitori ci hanno fatto sentire a casa, hanno avuto delle gentilezze fuori dal comune, come offrirci una gita in gommone per scoprire le spiagge non accessibili in macchina o farci trovare alcuni giochi che erano dei loro figli sapendo che viaggiavamo con due bambini. Bellissima la casa,piccola, ma ordinata, arredata con gusto e con tutto il necessario per una vacanza rilassante. La posizione era un po'in collina, ma in 5 minuti di auto si era in città o in spiaggia. Il panorama dal giardino della casa è bellissimo, spazia dagli uliveti fino al mare e si vede un bellissimo tramonto.

Vi dico solamente che una sera il nostro padrone di casa ci ha invitato a cena improvvisando una grigliata e facendoci degustare dell'ottimo vino rosso sloveno o che la mattina del penultimo giorno ci ha fatto trovare delle brioches fresche fuori dalla porta. Davvero consigliatissimi!!

A Bled invece abbiamo soggiornato presso il Residence Bled Apartments spendendo 660 Euro per 5 notti. L'appartamento era purtroppo nel seminterrato e si affacciava sulla strada principale di Bled, molto trafficata a tutte le ore. La finestra dava sul parcheggio e quindi anche se faceva molto caldo non potevamo spalancarla perchè la gente che passava poteva guardare dentro (idem dicasi per il bagno). Questo unito al fatto che non ci fosse l'aria condizionata è stato decisamente un disagio. Peccato perchè per il resto l'appartamento era spazioso, ben arredato, funzionale e vicino a ristoranti e supermercati. Inoltre il lungolago era raggiungibile in 10 minuti di passeggiata.
L'appartamento era molto pulito per quanto riguarda il bagno, ma la stanza dove dormivamo era solo apparentemente pulita perchè un giorno che abbiamo dovuto cercare un giochino del mio bambino che era finito sotto il letto, abbiamo trovato un sacco di polvere e addirittura cartacce (di merendine) che chissà da quanto tempo stazionavano là sotto.

Dove mangiare: 
Abbiamo mangiato bene ovunque, ma mi sento di segnalare in particolare un ristorante che si trova sul lungolago di Bled. Sto parlando del Bar Ristorante Spica, dove siamo tornati due volte (cosa che non facciamo quasi mai perchè ci piace provare posti diversi) tanta era la qualità e la bontà dei piatti assaggiati senza contare che hanno una lista di birre artigianli, slovene e non, di tutto rispetto.


Libri o guide turistiche:
Per pianificare il viaggio ci è stata utile la Lonely Planet della Slovenia, poi integrata con post presi dai vari blog (in particolare ringrazio il blog FiorentinaDoc per i preziosi suggerimenti sulle cascate della Savica e il paesino di Radovljica).
Due romanzi che invece suggerisco perchè ambientati in Slovenia sono:
"Veronika decide di morire " di P.Coehlo (romanzo ambientato in un manicomio a Lubiana) e "L'Angelo dell'Oblio" di Maja Haderlap, romanzo autobiografico ambientato nella Carinzia slovena e in alcuni capitoli anche a Bled e dintorni.

A breve (più o meno aaaaaah ah ah) seguiranno i post sui singoli luoghi visitati con informazioni più dettagliate.

Nel frattempo...vi ho fatto venire voglia della verde Slovenia o no?



mercoledì 8 agosto 2018

I Balcani attraverso i libri

Ultimamente me l'hanno chiesto spesso: "Hai letture da suggerire sui Balcani?", quindi ecco qui i 10 libri o guide che più mi hanno ispirato un viaggio nei Balcani piuttosto che libri o guide che mi sono stati utili durante il viaggio stesso. Alcuni di questi li ho letti più volte, come "Maschere per un Massacro", perchè volevo capire meglio alcune dinamiche (la storia di quei Paesi è molto complessa) oppure come "Venuto al Mondo" perchè volevo vedere come sarebbe cambiata la mia percezione nel leggere il libro dopo essere tornata da Sarajevo. 
Spero di ispirarvi una buona lettura e che magari da quella scaturisca l'idea per un nuovo viaggio. 


particolare di una via nel quartiere Ottomano a Sarajevo



1) Venuto al mondo - Margaret Mazzantini: O ti piace da morire o non ti piace per niente, è uno di quei libri che o ti conquista e ti rapisce o non riesci ad affrontarlo. A me, personalmente, è piaciuto moltissimo. E’ la storia di amore di Diego e Gemma, un amore nato grazie al poeta e amico Gojko in una magica Sarajevo ammantata di neve alle soglie delle Olimpiadi invernali del 1984. Storia di una maternità cercata dolorosamente, fallita e poi risarcita. Ma è anche la storia di una guerra schifosa che cambiò radicalmente e per sempre la Gerusalemme dei Balcani e i suoi abitanti.Protagonista del libro è anche la città stessa di Sarajevo della quale ne esce un dipinto poetico quanto reale, si percepisce l'anima di questa città dove nonostante la paura e la morte, si poteva respirare poesia e voglia di vivere. Intenso, profondo, violentemente doloroso: di sicuro non può lasciare indifferenti.




2) Maschere per un massacro (Paolo Rumiz): Triste e scioccante, lo consiglio a chi vuole scoprire la verità (o almeno alcune verità) sulla guerra nell'ex Jugoslavia. Un reportage che ci svela i meccanismi della guerra balcanica dietro i fraintendimenti e le mistificazioni. "La guerra mette a nudo la verità degli uomini e insieme la deforma. Ci sono tanti aspetti di questa verità; uno di essi è la cecità generale - cecità delle vittime, degli spettatori (i servizi d'informazione occidentale, oscillanti tra esasperazione, ignoranza o rimozione dell'orrore e fra cinismo e sentimentalismo) e della "grande politica", che nel libro di Rumiz fa una figura grottesca." (Claudio Magris). Il libro è stato fuori commercio per tanti anni, ma a grande richiesta è tornato sugli scaffali con una nuova ristampa che contiene anche una nuova nota introduttiva dell'autore. 

3) Il giorno di Bajran (F.Caminoli): Il libro prende spunto da un fatto realmente accaduto dopo la fine della guerra in Bosnia. Durante la festa musulmana di Bajram, alcuni abitanti di Sarajevo varcano la frontiera per andare a rendere omaggio alle tombe dei loro parenti. Il pullman viene assalito da un gruppo di serbi irriducibili e quattro persone vengono uccise. Da questo fatto di cronaca si dipanano le vicende che narrano la vita delle quattro vittime e che sono frutto della fantasia dell'autrice.

4) Mama Leone (M.Jergovic): Il libro è diviso in due parti, la prima è scritta in prima persona ed è autobiografica. L'autore infatti ripercorre la sua infanzia (vissuta per metà a Sarajevo e per metà in Dalmazia) con un candore e una poesia che solo i bambini possono avere, poi un vuoto di memoria lo porta bruscamente a interrompere il flusso dei ricordi che riprende solo 10 anni dopo, pochi gg prima dell'inizio della guerra che rovinò la sua vita e la sua storia d'amore. La seconda parte del libro è una raccolta di tanti racconti inventati che parlano degli esuli bosniaci.

5) Il Violoncellista di Sarajevo (S. Galloway): Lo spunto del libro nasce da un fatto realmente accaduto: Durante l'assedio della città di Sarajevo una bomba colpì la gente in fila per acquistare il pane: ci furono 22 morti e tanti feriti. Vedran Smailović, primo violoncello dell’Orchestra sinfonica di Sarajevo, per 22 giorni consecutivi suonerà l’Adagio di Albinoni sul luogo del massacro, per ricordare ciascuna delle vittime. Ognuno dei tre protagonisti dei tre racconti del libro ha la sua storia personale, ma tutti e tre sono accomunati da una cosa: l'attrazione verso quelle note che vibrano nell'aria ogni giorno alla stessa ora come se per un attimo l'odio si fermasse e si potesse ripensare alla normalità. Freccia è una tiratrice scelta, ma che non si abbassa alle regole di nessuno e per questo si metterà nei guai, Kenan invece ogni 4 giorni deve uscire e attraversare la città rischiando di morire per riempire d’acqua le sue taniche e quella dell'odiosa vicina di casa per poter cucinare e lavarsi. Dragan invece è rimasto solo. La sua famiglia è riuscita a scappare e lui ogni giorno esce di casa per continuare a fare il panettiere, lavoro che gli permette di mangiare e quindi di sopravvivere, ma non di vivere, visto che da tempo ormai non vuol parlare più con nessuno. I tre protagonisti non si incontrano mai, ma sembrano tutti mossi ( o smossi) dalla stessa musica.

6) Il Profumo della Pioggia Nei Balcani (Gordana Kuic): Una storia tutta al femminile quella delle sorelle Salom che vivono a Sarajevo  con la madre, energica e affezionata ai valori tradizionali, il padre, che rimane in secondo piano durante tutto il romanzo, e con i due fratelli. La storia inquadra e ritrae fin nei dettagli soprattutto le ragazze e il loro carattere. Cinque donne forti, cinque ebree sefardite che in casa parlano ladino e ubbidiscono ai dettami della religione di famiglia, coinvolte nella frenesia che segue l'assassinio dell'arciduca Ferdinando e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Donne che faranno scelte di vita anticonformiste e ribelli durante quegli anni intrisi di eventi storici, dall'invasione della Serbia durante la seconda guerra mondiale fino alla liberazione. Le due sorelle più interessanti sono Blanki, la madre dell'autrice, e Riki, la più piccola. Blanki si innamora giovanissima di Marko, serbo, ricco e colto, di famiglia ortodossa, e resta testardamente legata a lui nonostante l'uomo rifiuti di presentarla in pubblico e di sposarla per non contravvenire alle regole della società del tempo e nonostante l'ira della madre e lo sgomento delle sorelle, per non parlare della riprovazione generale. Riki sceglie il teatro, la danza, diventa una ballerina famosa e ha a sua volta una storia impossibile con uno di quegli uomini sposati che non lasceranno mai la moglie. La Storia fa da sfondo a vicende personali raccontate nei dettagli, con i sentimenti, di amore o ribellione che siano, sempre in primo piano...Le città che fanno da sfondo sono principalmente Sarajevo e Belgrado, ma anche Parigi e Vienna. Un libro scorrevole e denso d'emozione con interessanti scorci sul modo di vivere degli Ebrei sefarditi a Sarajevo.





7) "Belgrado" guide Odos2 "Verso Est", di Marco Vertovec: Belgrado è una città da visitare se si vuole avere un quadro completo dell'ex Jugoslavia. Non bella ed elegante come Lubiana, non poetica e drammaticamente intensa come Sarajevo, ma anch'essa intrisa di storia, una città ricca di pulsioni intellettuali e culturali, una città vivace  e con un'intensa vita notturna, una città che si sta riprendendo il suo ruolo di Capitale che per anni le è stato "negato" da una classe politica scellerata e criminale. L'autore ci fa scoprire la storia della città con un ampissimo capitolo che la ripercorre dalle sue origini ad oggi. Ci propone dei percorsi di avvicinamento, perchè il viaggio stesso per avvicinarsi a lei è conoscenza e scoperta. Poi ce la fa scoprire quartiere per quartiere con dettagliatissime descrizioni, proponendoci percorsi a piedi corredati da piccole mappe. Una volta conclusa la visita della città, ci suggerisce delle gite per scoprire i dintorni.






"Il nostalgico associa Belgrado alla vecchia capitale della Jugoslavia socialista e autogestita traboccante di iconografia proletaria, il sensibile intellettuale all'insensato e sanguinoso bombardamento NATO e lo sportivo alla gloriosa e indomita Stella Rossa" questo l'incipit della guida. Ma come prosegue l'autore Belgrado non può essere e non deve essere ridotta a semplici slogan di pubblicitari creativi o frettolosi turisti. Perchè Belgrado è molto di più e l'unico modo per scoprirlo è leggere la guida e soprattutto venire a visitarla.

8) Sarajevo (di Anna Scavuzzo e Silvia Maraone): ero una preadolescente quando scoppiò la guerra nell'ex Jugoslavia. Quella Jugoslavia dove passavo le vacanze ogni estate e di cui mi ero presto innamorata. Le autrici di questa guida-che-è-molto-più-che-una-guida, avevano qualche anno più di me. Prima si avvicinarono a queste terre, sopratutto a Sarajevo, per aiutare e capire. Poi si innamorarono di quella città e le persone che incontravano non erano più persone da aiutare, ma amici. Hanno vissuto la città prima e dopo il conflitto, vedendola sotto vari punti di vista e accompagnate da diverse persone ogni volta. Persone con le loro storie e ricordi. E il libro diventa molto più che una guida turistica, diventa il racconto di un Paese attraverso le storie dei suoi stessi abitanti, attraverso le abitudini, attraverso le parole di scrittori e poeti. Le due autrici stesse dicono che vogliono accompagnare il lettore  "in una passeggiata nella valle dorata". Pagine intrise di ricordi, storie ed emozioni, parole che per chi come me è già stata a Sarajevo più volte sono estremamente evocative e che per chi ancora non c'è stato possono essere sicuramente di spunto e ispirazione per visitare una delle città più belle e mistiche d'Europa.

9) Scoprire i Balcani. Storie, Luoghi e Itinerari dell'Europa di mezzo (AA.VV): Viaggiare i Balcani nasce nel 2002 a Trento dall'iniziativa delle associazioni trentine "Associazione Progetto Prijedor" e "Associazione Tremembè" come programma specifico dedicato allo sviluppo del turismo responsabile nell'Europa sud-orientale. Obiettivo far conoscere i Balcani per superare luoghi comuni e stereotipi. Esiste un portale web interattivo e multilingue, organizzano corsi di formazione per operatori turistici e corsi scolastici e organizzano ogni anno viaggi in questa zona d'Europa rivolti sia a gruppi scolastici che a singoli individui. Da questa loro quasi ventennale esperienza nasce questo libro, che suddiviso in Capitoli dedicati ai vari Stati (Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Albania, Macedonia, Bulgaria e Romania) ci porta alla scoperta di questi luoghi dandoci spunti per visite culturali fuori dai percorsi più battuti con un occhio sempre attento al turismo eco sostenibile. Non una fredda guida turistica, ma tanti racconti di viaggio intervallati da approfondimenti o poesi o leggende. 
"Se penso a cosa rimane di tanto viaggiare nell'Europa di mezzo, attraverso le strade e i paesaggi di una guerra che prima abbiamo scelto di ignorare e poi di non capire, più ancora dei volti delle persone mi vengono in mente i luoghi. Come se in ognuno di essi i segni della tragedia trovassero quiete e il fascino della natura e della storia avesse il sopravvento, nonostante tutto. 
(...)
Ho negli occhi l'Europa che s'incontra sotto la grande Fortezza, laddove i fiumi si uniscono mescolando in uno scenario mozzafiato le loro acque tedesche, magiare, slave, romanze ed ebraiche, in quella convivenza della natura che dà vita al fiume della melodia"


10) Yugoland. In viaggio per i Balcani (Ragona Andrea / Gabriele Gamberini): Leggere Yugoland è come trovare su un treno un taccuino perso da un viaggiatore, un taccuino di viaggio con annotati spunti, aneddoti di un viaggio on the road, indirizzi di cantine, di amici incontrati lungo la strada. Un taccuino con acquarelli invece che fotografie, con fumetti invece che prosa per raccontare incontri e avventure. Come c'è scritto in copertina "Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia , Macedonia, Montenegro , Kosovo. Guida enopolitica fatta di incontri, foto, interviste, fumetti, spiagge, resoconti musicali e consigli gastronomici"
Personalmente ho trovato interessantissima l'intervista alla nipote di Tito, Svetlana Broz, che nel 1999 si è trasferita da Belgrado a Sarajevo dove dirige una ONG e lavora con i giovani per la riconciliazione delle etnie jugoslave. 





Non lo metto nell'elenco ufficiale, ma lo consiglio solo dopo che avete già letto qualcosa sulla guerra dei Balcani, sto parlando di "Come fossi solo" di Marco Magini. Un romanzo ispirato a una vicenda vera che ha come sfondo i tragici eventi di Srebrenica. Parla di un ventenne, Drazen, costretto a partecipare a una guerra scelta da una generazione che non è la sua. Gli tocca anche partecipare al capitolo più triste e devastante di tutta la guerra: il genocidio di Srebrenica, ovvero l'uccisione sistematica di 8000 uomini dai 13 a 77 anni di religione musulmana. Il libro alterna la cronaca di quei giorni dal punto di vista di Drazen (che fu anche l'unico reo confesso di questa vicenda) e il processo svoltosi all'Aja. 
Le pagine sono molto crude. A volte ho dovuto chiudere il libro perchè quello che leggevo era più spaventoso del più spaventoso libro horror mai letto. Nonostante ciò il libro è molto bello e lo consiglio vivamente, ma non come prima lettura a tema Balcani. 

E voi? Avete letto alcuni di questi titoli? Cosa ne pensate? Avete titoli da suggerirmi?


mercoledì 2 maggio 2018

FAQ CROAZIA...le domande che mi sono state poste più spesso sulla Croazia

Ormai è risaputo che la Croazia è un po' la mia seconda casa e non passa estate senza che qui sul blog, di persona o più frequentemente sulla GPC della Croazia mi vengano fatte le stesse domande.

Ho deciso quindi di riportare qui sotto quelle che mi vengono poste più spesso e ho cercato di rispondere al meglio, ma se avete altri dubbi...scrivetemi! 

E' vero che in Croazia non ci sono spiagge? 
Non è vero, chi vi ha detto una scempiaggine simile deve avere una conoscenza proprio limitata della Croazia o deve essere capitato in uno di quei posti dove ci sono piattaforme cementate da dove ti puoi tuffare direttamente in mare. In realtà di spiagge e calette tra costa e isole ce ne sono a josa, certo dobbiamo scordarci le immense spiagge del nostro Adriatico, sull'altra sponda è tutta un'altra storia: la costa Croata è più rocciosa e questo si traduce in spiagge per lo più di sassolini o ghiaia grossa, a volte scogli, la sabbia è proprio una rarità (ma c'è! Leggee qui)
Il rovescio della medaglia è un mare di gran lunga più cristallino e pulito che sulle nostre coste.

tipica caletta (qui siamo nei pressi di Murvica, poco dopo Bol, isola di Brac)

isola di Brac, tra Bol e Stara Farska
E' vero che in Croazia non c'è sabbia?
Vero, in linea di massima non ci sono spiagge di sabbia in Croazia, ovviamente però ci sono le dovute eccezioni. Io in questo post ho elencato le spiagge di sabbia che mi sono piaciute di più, di sicuro ce ne sono altre dove non sono stata, però sono davvero poche considerando la quantità di isole e i km di costa della Croazia. L'isola più sabbiosa è Sansego (Susak in croato), ma lì le macchine non possono circolare, sceglierla come meta significa essere proprio fuori dal mondo, ma anche questo può essere un motivo per sceglierla. Altrimenti c'è la famosa isola di Rab...di cui ci ha parlato nel suo guest post Chiara di Chiaraviaggiante o la zona di Saplunara sull'isola di Mljet
Ad ogni modo per me il mare croato dà il meglio di sè proprio nelle zone rocciose e sassose quindi sconsiglierei la Croazia come meta se si cerca prevalentemente mare bello, ma con fondale sabbioso.

C'è un modo per arrivare in Croazia senza dover pagare la famosa "vignetta" Slovena? 
Sì, per fortuna un modo c'è. Vi rimando a questi post della mia amica blogger Chiara del blog Chiara Viaggiante:
Evitare la vignetta in Slovenia - Dogana di Dragonja/Kastel
Evitare la vignetta in Slovenia - Dogana di Pozane/Socerga

Ho pochi soldi e cerco una vacanza low-budget. E' vero che in Croazia si spende poco?
Direi nì...di sicuro si spende meno che in Italia, ma non pensate di spendere pochissimo. Tanto per darvi un'idea dei costi, per uno studios (mini appartamento) da 2+1 (stanza matrimoniale, cucina o angolo cottura, bagno e divano letto a un posto) in media (e sottolineo "in media") si spendono dai 50 ai 60 euro al giorno in Alta Stagione (mese di Agosto), mentre a giugno e settembre siamo sui 40 / 50 euro al giorno a seconda delle località. Nel costo degli appartamenti sono inclusi i consumi di luce e gas, mentre l'aria condizionata spesso è da pagare a parte.
Un hotel a 3 stelle invece può costare nel mese di Agosto 85 euro al giorno per una doppia con colazione inclusa ma si può arrivare anche a 120 euro al giorno nelle località più rinomate.
Una via di mezzo tra l'hotel e l'appartamento è la Pansion (pensione), piccolissimi hotel a conduzione familiare, offrono la colazione inclusa nella tariffa e il riassetto giornaliero, si tratta di strutture semplici, simili ad abitazioni private, spesso sotto le camere c'è la konoba (trattoria) sempre dei proprietari, il costo di una doppia in alta stagione è in media di 70 euro al giorno.
Tutti i prezzi che vi ho elencato sopra si riferiscono a camera/appartamento, non sono a persona.
Per quanto riguarda il cibo invece, in alcuni posti (come Dubrovnik o l'isola di Vis) i costi sono praticamente come in Italia, mentre in altre località si spende in media 20 euro a persona per una birra media alla spina, un piatto unico con contorno e un caffè. Questo vale per carne e per pesce quali calamari o sgombri. Se si vogliono piatti di pesce più pregiato il costo a persona sale di parecchio. Per quanto riguarda i primi piatti siamo sugli 8/10 euro per un risotto o un piatto di pasta. Se si vuole risparmiare, si può scegliere un piatto di Cevapcici (polpettine speziate di carne) con patatine fritte e salsa ajvar e una birra alla spina, in questo modo il totale si aggirerà sui 14/15 euro.
Se si vuole pranzare al sacco, una buona idea può essere andare in panetteria e comprare il burek, con un euro /1,50 euro si potrà pranzare gustando una specialità locale (il burek è una sfoglia ripiena di formaggio tipo feta, oppure spinaci oppure carne).
Una gita in barca costa in media 25 euro, pranzo incluso.
Un cocktail costa circa 5 euro.
Noleggiare un ombrellone e due lettini in spiaggia costa dai 10 ai 15 euro in media.
Spero di avervi dato un'idea del budget che vi servirà per una vacanza in Croazia.

piatto di cevapcici
Ho bambini piccoli. E' meglio cambiare meta? E' vero che la Croazia non è molto adatta ai bambini piccoli?
Quando mi fanno questa domanda mi viene sempre un po' da ridere e vorrei rispondere "quindi secondo voi i bambini croati dove vanno al mare?" Io ci vado da quando ho 3 anni e mia figlia da quando ha 18 mesi e vi do una notizia: siamo ancora vive!! Scherzi a parte, io non vedo il motivo per non andare in Croazia con bambini piccoli, come già detto le spiagge (prevalentemente di ciottoli) ci sono eccome, basta evitare quelle zone tipo Karlobag dove ci sono solo terrazze cementate da cui tuffarsi e le zone di scogli, ma per le spiagge con i ciottolini non vedo problemi, basta attrezzarsi con scarpette di gomma pure per i bimbi. Anzi, io le trovo migliori delle spiagge di sabbia, qui ho spiegato perchè.



Inoltre il mare in Croazia, essendo riparato dalle tante isole che fanno da contorno alla sua costa, rimane sempre molto tranquillo e quindi secondo me è molto adatto a chi ha bambini, perchè non ci sono onde alte.
Per il cibo, troverete sempre nei ristoranti qualche piatto di pasta o un risotto, poi ai bambini può piacere anche la Pljeskavica che è una sorta di hamburger servita con le patatine fritte. Nei menù ci sono sempre anche zuppe e brodi. Ovviamente poi dipende anche da bambino a bambino, mia figlia è abbastanza schizzinosa con il cibo, ma ad esempio i cevapcici li adora, così come il saporito formaggio di Pag.

Siamo ragazzi giovani e stiamo cercando una meta in Croazia che coniughi bel mare e divertimenti notturni, cosa ci consigli?
Premesso che la Croazia non ha luoghi paragonabili (per quanto riguarda i divertimenti notturni) a Ibiza, Mykonos o la nostra Riviera Romagnola, troviamo comunque alcune mete più adatte a ragazzi che cercano divertimenti notturni rispetto ad altre. Al primo posto c'è la stupenda isola di Hvar, ci sono stata proprio quando avevo 21 anni con la mia compagnia di amici e ricordo che tiravamo l'alba quasi ogni notte e di giorno (come zombie!!) ci godevamo le spiagge e il mare stupendo. I locali si concentrano tutti a Hvar città, gli altri paesi sono molto più tranquilli e adatti a coppiette o famiglie. Invece a Hvar troverete discoteche, disco pubs, locali trendy dove fare l'aperitivo (il più famoso è il Carpe Diem) , localini carini dove bere qualcosa e ascoltare musica. Si inizia nel tardo pomeriggio e si continua fino alle 5 / 6 del mattino, con musica sparata a tutto volume , stradine lastricate piene zeppe di giovani in cerca di divertimento...la mattina infatti le spiagge sono abbastanza vivibili, si riempiiono nel pomeriggio...
Altra località nota per il divertimento notturno è Novalja, sull'isola di Pag, in particolare la spiaggia di Zrce, collegata a Novalja da bus che fanno la spola, vi si trova il famoso locale chiamato Aquarius che nel pomeriggio apre per l'Afterbeach, la musica regna sovrana, sparata a tutto volume per tutto il giorno, ci sono chioschi e locali che tutto il giorno sfornano pizze mediocri e drinks, vi si sono tenuti concerti anche di artisti famosi,. Oltre all'Aquarius ci sono altre due discoteche in cui tirare l'alba e sono il Papaya e il Calypso ...insomma il paradiso dei giovani in cerca di devasto, diciamocela tutta :-))
Altro luogo adatto ai giovani è Makarska, una località pochi km a Sud di Spalato. Qui troverete spiagge di ciottoli candidi con un mare bellissimo e profumatissime pinete a fare da contorno oltre a beach bars, pubs e locali dove bere un cocktails e ballare fino a mattina.

Spero di aver risposto a molti vostri dubbi, ma se avete qualche argomento che vorreste vedere trattato qui sul blog, scrivetemelo nei commenti o mandatemi un messaggio privato sulla mia pagina Facebook o su Instagram.

Buona Croazia a tutti :-))